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Page Background www.fabi.it

BANCA ETRURIA, ESUBERI DIMEZZATI

Appena pochi

giorni prima del

commissariamento,

i sindacati hanno

firmato l’accordo

di ristrutturazione

con l’azienda per

mettere in sicurezza

i posti di lavoro: 210

prepensionamenti

volontari e

incentivati nel

triennio e una media

di 38 giornate di

solidarietà, di cui 14

coperte dal Fondo

esuberi. Stavolta

“pagano” anche

i manager, con

un taglio della

retribuzione e dei

costi di governance

S

i conclude senza licen-

ziamenti la vertenza

Banca Etruria, con la

firma da parte di azien-

da e sindacati dell’accordo di

ristrutturazione aziendale, ar-

rivata pochi giorni prima del

commissariamento dell’istitu-

to. Un’operazione che ha con-

sentito di mettere in sicurezza

i posti di lavoro e sul quale la

Fabi ha chiesto precise garanzie

ai commissari. «Vigileremo af-

finché l’accordo sia rispettato e

ci opporremo a qualsiasi even-

tuale nuovo piano esuberi», ha

detto Giovanni Lorito, coordi-

natore Fabi di Banca Etruria.

L’istituto aveva avviato la pro-

cedura lo scorso 22 dicembre

per risanare i conti, dopo aver

registrato sofferenze per 2 mi-

liardi e incagli per 800 milioni.

Per raggiungere l’obiettivo di

riduzione dei costi del perso-

nale di 32 milioni nel triennio,

sono state concordate misure

che non avranno impatti trau-

matici sull’occupazione, una

pregiudiziale posta dai sindaca-

ti sin dall’inizio della trattativa.

L’intesa prevede, infatti, 210

prepensionamenti entro il

2019, ma solo su base volon-

taria e incentivata, contro gli

interventi inizialmente previsti

dall’azienda su un totale 410

posizioni lavorative. È stata poi

negoziata unamedia di 38 gior-

nate di solidarietà nel prossimo

triennio, di cui 14 pagate al 60%

dal Fondo esuberi di categoria,

tenendo conto anche della fa-

scia di reddito dei dipendenti.

Nelle giornate di sospensione

dell’orario di lavoro, quindi, i

lavoratori percepiranno oltre

la metà del proprio stipendio.

Sono state inoltre previste,

come rivendicato dai sindaca-

ti, misure di contenimento dei

costi di governance e del mana-

gement. Nel triennio, i top ma-

nager della banca subiranno un

taglio alla propria retribuzione

che oscillerà tra il 10 e il 15%,

mentre l’entità della riduzione

sulle spese di governance delle

società del gruppo ammonterà

al 50% e sarà oggetto di moni-

toraggio attraverso un tavolo

congiunto azienda-sindacati.

Tra gli altri interventi sul costo

del lavoro, infine, è stata stabi-

lita la fruizione obbligatoria di

ferie, banca ore e giorni di festi-

vità soppresse arretrati e l’ac-

coglimento, nel triennio, fino

a un massimo di 120 richieste

di part time. Se d’altra parte il

numero di domande d’esodo

dovesse superare la soglia delle

210 concordate, le giornate di

solidarietà dei lavoratori ver-

ranno ridotte, così come le altre

misure di contenimento dei co-

sti del personale. Da notare che

la procedura avviata da Banca

Etruria non rientra tra quelle

su cui vige il blocco delle rela-

zioni sindacali, disposto a li-

vello nazionale dopo la rottura

con Abi sul contratto, dato che

aveva caratteristiche di urgen-

za e c’era il rischio che, senza

un confronto con i sindacati,

venisse applicata la legge sui

licenziamenti collettivi. «Attra-

verso questo accordo – ha sot-

tolineato Lorito - siamo riusciti

a dimezzare gli esuberi, otte-

nendo che le uscite avvenissero

solo in forma volontaria e in-

centivata, e soprattutto abbia-

mo garantito il mantenimento

dei posti di lavoro, nonostante

le difficilissime condizioni di

mercato». «Abbiamo preteso

– ha aggiunto Mauro Scarin,

segretario nazionale Fabi - che

i sacrifici per risanare i conti

dell’azienda fossero condivisi

anche dal management, ne-

goziando un taglio della loro

retribuzione. È giusto che colo-

ro che hanno portato la banca

in questa situazione paghino

in prima persona. Infine - ha

concluso - siamo riusciti a ga-

rantire il mantenimento della

contrattazione integrativa, una

delle voci sui cui l’azienda era

fortemente determinata inter-

venire».

OLTRE 130 ANNI DI STORIA

>

La Banca Popolare dell’Etruria

e del Lazio, in breve Banca

Etruria, nasce da numerose

fusioni e incorporazioni

tra banche popolari più che

centenarie. Il nucleo storico

è rappresentato dalla Banca

Mutua Popolare Aretina, fondata

il 5 gennaio 1882

LA CRISI

E IL COMMISSARIAMENTO

>

Travolta dalla crisi che ha

fatto lievitare esponenzialmente

le sofferenze su crediti, è stata

commissariata dal Governo, su

proposta della Banca d’Italia, lo

scorso 11 febbraio