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Fabinews

Periodico mensile in attesa di registrazione

Proprietario ed editore:

Fabi

Federazione Autonoma Bancari Italiani

Direttore responsabile:

Lando Maria Sileoni

A cura di:

Flavia Gamberale

Progetto grafico e artwork:

Lucia Carenini

Ricerca iconografica:

Giuditta Romiti

Sede legale e redazione:

via Tevere 46, Roma

© 2015 - Fabi - Federazione Autonoma Bancari Italiani

è vietata la riproduzione anche parziale

o a uso interno con qualsiasi mezzo,

senza la preventiva autorizzazione

BCC, FEDERCASSE PRESENTA

L’AUTORIFORMA AI SINDACATI

Taglio agli sportelli

(214 in meno) e alle

strutture centrali,

dove gli esuberi

si aggirerebbero

attorno al 15-20%

Prevista anche la

creazione di una

holding aperta a

capitali esterni. Ma

qualche Federazione

locale frena

A

lessandro Azzi,

presidente

di

Federcasse,

ha

presentato uffi-

cialmente ai sindacati le li-

nee guida dell’autoriforma

delle Bcc, che dovrà esse-

re deliberata in tempi più

lunghi rispetto ai tre mesi

inizialmente preventivati.

L’autoriforma, che si pone

tra i suoi obiettivi quello

di razionalizzare il sistema

e rafforzarlo da un punto

di vista patrimoniale, così

come richiesto dalle auto-

rità di vigilanza europee e

italiane, prevedrebbe l’i-

scrizione delle Bcc, attra-

verso patti di coesione, a

una o più capogruppo ban-

carie aperte anche a capita-

li esterni. Si stima che ciò

porterebbe a una riduzione

del 15-20% del personale

che lavora nelle strutture

centrali, attualmente pari a

circa 5.500 persone.

La riorganizzazione, inol-

tre, potrebbe causare un

taglio sui territori di circa

214 sportelli. Sembra tut-

www.fabi.it

Alessandro Azzi

>

presidente di Federcasse

i vertici del credito cooperativo FAnno DIETROFRONT SULLA DISDEtta del contratto

Federcasse fa marcia indietro sulla disapplicazio-

ne dei contratti di primo e secondo livello e ne

posticipa il recesso al prossimo 31 ottobre. Ci

sono così altri sette mesi di tempo per discutere

del rinnovo contrattuale dei 37mila addetti del

mondo del credito cooperativo. Si tratta di una

prima vittoria dei sindacati che sono riusciti, dopo

l’altissima adesione dei lavoratori allo sciopero

dello scorso 2 marzo, a far recedere le banche di

credito cooperativo dal proposito di disapplicare i

contratti di settore. Si è superata, così, la rottura

del tavolo negoziale e sono state ripristinate a ogni livello le relazioni

sindacali di categoria. Il verbale d’accordo, sottoscritto a Roma dalle

parti, oltre al superamento della disdetta contrattuale, prevede il riav-

vio del confronto sul rinnovo del contratto, centrale anche in vista dei

futuri effetti dell’autoriforma sul settore. Sono stati individuati, quindi,

quattro principali obiettivi del percorso negoziale: tutela dell’occupa-

zione; valorizzazione delle relazioni sindacali e

dell’autonomia della contrattazione collettiva del

credito cooperativo; analisi, valutazione e gestio-

ne degli eventuali impatti del progetto di autori-

forma sul sistema e, infine, sostenibilità comples-

siva della contrattazione collettiva. «Si tratta di un

primo passo avanti nelle trattative», spiega Luca

Bertinotti, segretario nazionale della Fabi. «Dopo

la grande mobilitazione del 2 marzo – aggiunge

- Federcasse ha riposto nel cassetto il proposito

suicida di togliere la contrattazione di primo e se-

condo livello ai lavoratori. Iniziativa che, se attuata, avrebbe cancellato

il quadro di regole e diritti condivisi negli anni tra le parti. Adesso

dobbiamo avviare insieme un confronto serrato per arrivare in tem-

pi congrui al rinnovo del contratto di categoria, che, anche alla luce

dell’autoriforma del settore, dovrà garantire strumenti innovativi per

tutelare l’occupazione e il salario dei dipendenti». (f.g.)

Firmato un verbale d’accordo che posticipa il recesso delle normative di primo

e secondo livello al 31 ottobre e pone tra gli obiettivi del rinnovo contrattuale

la tutela dei posti di lavoro, anche alla luce della riforma della categoria

tavia che l’autoriforma in-

contri qualche resistenza,

in special modo da parte di

alcune Federazioni locali,

soprattutto quelle più au-

tonome e storicamente più

forti, ad esempio l’Alto Adi-

ge, il Trentino, il Lazio e la

Toscana, che premerebbero

per avere una sistema di

governance meno centra-

lizzato e magari suddiviso

in macro aree regionali.

(f.g.).