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Page Background www.fabi.it

LA FABI CONTRO LO SPOT

DEL BANCARIO COL TAGLIERINO

Il sindacato denuncia

al garante

della concorrenza

e del mercato

la Martingale Risk,

società che ha diffuso

la pubblicità che

ritrae gli impiegati

come fossero

dei banditi

L

a Fabi denuncia all’Au-

torità garante della con-

correnza e del mercato

la Martingale Risk per

pubblicità ingannevole e illeci-

ta. La società, attiva nel campo

della consulenza per recupe-

ro di commissioni di massimo

scoperto e interessi anatocistici,

ha infatti diffuso un messaggio

pubblicitario che scredita l’at-

tività dei dipendenti bancari.

Nello spot, in onda sulle reti

nazionali, il lavoratore bancario

è rappresentato come un ban-

dito, col volto coperto dal pas-

samontagna e un taglierino tra

le mani. «Firmi, firmi», intima

a un terrorizzato imprendito-

re, alludendo al contratto di fi-

nanziamento da sottoscrivere.

Oltre ad annunciare ricorso, la

Fabi ha anche sollecitato l’Abi

ad avviare un’azione legale nei

confronti della società, che con

il suo spot danneggerebbe non

solo l’immagine dei lavoratori,

ma anche quella degli istituti di

credito. Un invito subito raccol-

to dal direttore generale, Gio-

vanni Sabatini, che si è detto

pronto a intervenire nelle sedi

competenti. «Riteniamo que-

sto spot un attacco intollerabile

contro i lavoratori bancari, che

quotidianamente mettono il

loro impegno, la loro umanità

e professionalità al servizio dei

clienti. Per questo chiediamo

all’Autorità garante della con-

correnza e del mercato l’apertu-

ra di un’istruttoria a carico della

società Martingale Risk. Chie-

deremo, inoltre, a tutte le orga-

nizzazioni sindacali del credito,

che hanno già dato la disponi-

bilità ad agire di conseguenza,

di condividere anche altre ini-

ziative a tutela della categoria»,

ha detto il leader della Fabi,

Lando Maria Sileoni. In effetti,

più che promuovere un’imma-

gine positiva dei servizi offerti

dalla Martingale, la pubblicità

sembra voler perpetuare un

vecchio pregiudizio - duro a

morire e socialmente molto

pericoloso - che criminalizza

i lavoratori bancari. Un mes-

saggio rischioso, soprattutto in

questo momento di crisi, in cui

il dipendente di banca finisce

per diventare, ingiustamente, il

facile bersaglio del malconten-

to sociale, come alcuni recenti

gravi fatti di cronaca racconta-

no. Uno scivolone che potrebbe

costare molto caro alla Mar-

tingale Risk. La società, infatti,

ora se la dovrà vedere con un

sindacato come la Fabi, deciso

a tutelare l’immagine dei lavo-

ratori bancari in tutte le sedi di

competenza, e anche con l’Abi,

a cui lo spot pare non sia andato

proprio giù.

sotto accusa

>

Due fotogrammi

della pubblicità contestata

PENSIONI, LA CORTE COSTITUZIONALE BOCCIA monti

Era partita a settembre 2013 l’iniziativa

della Fabi contro il blocco della perequa-

zione delle pensioni. A distanza di un anno

e mezzo è la Corte Costituzionale a mettere

la parola fine alla questione. Una sentenza

che ha riconosciuto l’illegittimità del bloc-

co dell’adeguamento dei trattamenti pen-

sionistici al costo della vita per gli assegni

superiori a tre volte il minimo Inps, pre-

visto dal decreto Salva Italia del Governo

Monti. La Fabi era subito scesa in campo

per sostenere i pensionati penalizzati dal-

la riforma, coordinando tutte le vertenze.

Una serie di “cause pilota” che non, po-

tendosi rivolgere alla totalità dei casi, sono

state adeguatamente definite e monitorate

a livello nazionale. Il primo passo è sta-

to quello del ricorso alla Magistratura del

Lavoro con lo scopo di sollevare, presso la

Corte Costituzionale, la questione di legit-

timità costituzionale delle norme vigenti;

quindi, per ogni caso individuale si è pro-

ceduto con lettere all’Inps di riferimento,

ricorsi amministrativi, fino ad arrivare ad

azioni giudiziarie in varie province. Ora, la

sentenza della Corte Costituzionale boccia

Dopo oltre due anni di cause, la Fabi vince la sua battaglia

contro il blocco della perequazione delle pensioni sopra i 1.500

euro previsto dal decreto Salva Italia del governo Monti:

la Corte Costituzionale riconosce l’illegittimità della norma

l’articolo 24 del Decreto Legge 201/2011,

che andava a impattare fortemente sui

pensionati che percepivano un assegno

netto a partire da 1.217euro. E non è fini-

ta: lo stesso segretario generale della Fabi,

Lando Maria Sileoni, promette «Iniziative

a tutela dei pensionati» e ricorsi «per quei

pochi che hanno perso la causa».

(Simona Sacconi)

Sileoni: «Offesa

la professionalità

degli addetti

del comparto»