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Fabinews

Periodico mensile in attesa di registrazione

Proprietario ed editore:

Fabi

Federazione Autonoma Bancari Italiani

Direttore responsabile:

Lando Maria Sileoni

A cura di:

Flavia Gamberale

Progetto grafico e artwork:

Lucia Carenini

Ricerca iconografica:

Giuditta Romiti

Sede legale e redazione:

via Tevere 46, Roma

© 2015 - Fabi - Federazione Autonoma Bancari Italiani

è vietata la riproduzione anche parziale

o a uso interno con qualsiasi mezzo,

senza la preventiva autorizzazione

DA AMMINISTRATIVO A CASSIERE ANCHE SE INVALIDO

LICENZIATO POI REINTEGRATO GRAZIE ALLA FABI

La Corte d’Appello

di Brescia si

esprime in favore

del dipendente

ingiustamente

assegnato al

ruolo di cassiere

nonostante le sue

condizioni di salute

R

eintegrato

un

dipendente

del

gruppo UniCredit

licenziato perché

colpevole - a giudizio della

banca - di non aver svolto

correttamente il suo lavoro.

È quanto disposto dalla Cor-

te d’Appello di Brescia, che

ha accolto pienamente il ri-

corso del lavoratore, assisti-

to dalla Fabi. I fatti risalgo-

no a quattro anni fa, quando

l’impiegato, assunto come

categoria protetta, era pas-

sato, per volere dell’istituto,

a svolgere mansioni incom-

patibili con il suo stato di sa-

lute psicofisica. Dagli uffici

amministrativi era stato co-

stretto a trasferirsi al front

office e a svolgere l’attività

di cassiere. Una situazione

che lo aveva portato a svi-

luppare una serie di sintomi

da stress lavoro-correlato e

a commettere diversi erro-

ri nell’esecuzione delle sue

mansioni. Un vero e pro-

prio accanimento, quello

messo in atto dall’azienda

nei confronti del lavoratore,

contro cui la Fabi era scesa

in campo ancor prima che

la banca emettesse l’ultimo

e più grave provvedimen-

to: il licenziamento. Da lì la

battaglia legale per vedere

www.fabi.it

INTESA SANPAOLO, CONTRATTO DEL CREDITO PER I LAVORATORI DI ISP CASA

Firmato da sindacati e Intesa Sanpaolo l’ac-

cordo per l’avvio di Intesa Casa, il progetto di

intermediazione immobiliare lanciato dall’a-

zienda come previsto dal piano d’impresa

2014-2017. Nel dettaglio, l’intesa prevede

che il personale proveniente da società del

gruppo che farà richiesta di passare a Isp

Casa potrà rientrare nell’azienda di prove-

nienza, facendone richiesta entro ottobre

2017; oppure decidere di consolidare il pro-

prio rapporto di lavoro nella controllata. Nel

caso di rientro nella società di provenienza, al dipendente sarà ga-

rantito l’inquadramento e il relativo trattamento economico rive-

stito al momento della sospensione del rapporto di lavoro. Inoltre,

sempre per il personale proveniente da società del gruppo, l’assun-

zione in Isp Casa avverrà nell’inquadramento del contratto comple-

mentare del credito corrispondente al livello

ricoperto all’atto della sospensione. «Si tratta

di un importante accordo – ha commentato

Giuseppe Milazzo, segretario nazionale Fabi

– che salvaguarda l’occupazione interna,

prevede la riconversione professionale dei

lavoratori di Intesa Sanpaolo e guarda a nuo-

vi mestieri e nuove opportunità di sviluppo

professionale». «Accordo significativo – ha

commentato da parte sua Roberto Aschiero,

coordinatore Fabi del gruppo Intesa Sanpao-

lo - perché in un settore dove normalmente trovano applicazione

altre forme contrattuali si applicherà invece il contratto del credito,

in coerenza con il principio di ricercare nuovi sviluppi professionali

per la salvaguardia dei posti di lavoro».

(Sim. Sac.)

Firmato l’accordo che tutela i lavoratori della società creata dal gruppo per

l’intermediazione immobiliare. Via libera anche al mantenimento degli inquadramenti

il lavoratore in tutte le sedi

perché al centro della nostra

azione c’è sempre la tutela

della dignità del lavoro. Sia-

mo soddisfatti che la magi-

stratura abbia riconosciuto

valide le nostre motivazio-

ni», ha commentato il Coor-

dinamento Fabi UniCredit.

(Fla. Gam.)

riconosciuti i diritti del lavo-

ratore, adesso conclusa po-

sitivamente con la sentenza

definitiva della Corte, che ha

annullato il licenziamento e

condannato la banca a pa-

gare un risarcimento pari a

12 mensilità retributive, più

interessi, contributi e spe-

se legali. «Abbiamo difeso