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Page Background www.fabi.it

Una commissione abi-sindacati

sulla banca online

La Fabi lancia la

proposta: «Creiamo

una struttura

che ci consenta di

individuare percorsi

di riqualificazione

e riconversione

professionale dei

lavoratori del

credito, per evitare

che lo sviluppo

dei canali online

comporti una nuova

ondata di esuberi».

Dal 2009 a oggi persi

27mila posti

U

na commissione pa-

ritetica,

composta

da

rappresentanti

dell’Abi e dei sinda-

cati di categoria, per valutare

gli impatti delle nuove tecnolo-

gie sul settore bancario. Com-

pito della commissione sarà

quello d’individuare percorsi

di riqualificazione e riconver-

sione professionale dei lavora-

tori del credito, per evitare che

lo sviluppo dei canali online

comporti una nuova ondata

di esuberi. Questa la proposta

lanciata ai banchieri dal segre-

tario generale della Fabi, Lando

Maria Sileoni, durante la tavola

rotonda “Sviluppo e occupazio-

ne. La ricerca di nuovi equilibri”

organizzata dall’Abi lo scorso

10 giugno a Roma, nell’ambito

del “Forum Hr 2015”. All’evento

hanno preso parte il responsa-

bile della segreteria tecnica del

ministero del Lavoro, Bruno

Busacca, Francesco Caio, am-

ministratore delegato di Po-

ste Italiane, e il presidente del

Comitato affari sindacali e del

lavoro di Abi, Alessandro Pro-

fumo. «È necessario un nuovo

patto di sistema per impedire

che le prossime fusioni creino

l’ennesima emorragia di po-

sti di lavoro – ha sottolineato

Sileoni - Serve una decisione

politica comune e condivisa

per garantire stabilità al settore

creditizio, mantenendo i livel-

li occupazionali e assicurando

che gli attuali 309mila addetti

restino nel perimetro del credi-

to. Il modello della banca online

deve essere condiviso dalle par-

ti sociali».

La proposta

«Proponiamo all’Abi di isti-

tuire, di comune accordo con

i sindacati, una commissione

paritetica ad hoc sulle nuove

tecnologie, che dovrà essere

finanziata anche in termini di

permessi sindacali nell’ambi-

to del prossimo rinnovo delle

agibilità sindacali – ha preci-

sato Sileoni - La struttura si

occuperà di codificare profili

professionali coerenti con la

nuova organizzazione del lavo-

ro imposta dalla tecnologia e di

studiare percorsi di formazio-

ne, per consentire ai lavoratori

di rinnovare le proprie compe-

tenze in chiave specialistica, di

acquisire abilità informatiche e

di mantenere, così, la propria

occupazione in banca. Per di-

ventare pienamente operati-

va, la commissione potrebbe

trarre finanziamenti anche

dall’Unione europea e dalle

sponsorizzazioni di società Ict,

che vedono sempre di buon

occhio la possibilità di accede-

re a un mercato come quello

delle banche e della finanza».

«Come Fabi – ha aggiunto Si-

leoni - stiamo provvedendo a

istituire un nostro osservatorio

interno, denominato Fabi Lab,

alla stregua di quello creato

dall’Abi, per monitorare gli ef-

fetti dell’evoluzione tecnolo-

gica delle banche. La struttura

lavorerà attraverso il nostro

Dipartimento internazionale,

con l’obiettivo di partecipare a

progetti europei. Auspichiamo

– ha concluso - che Fabi Lab

possa dialogare anche con gli

analoghi osservatori dell’Abi e

delle altre organizzazioni sin-

dacali per mettere a fattor co-

mune le proposte». La proposta

della commissione paritetica

sull’online è stata accolta posi-

tivamente dal capo delegazione

sindacale di Abi, Alessandro

Profumo, dichiaratosi disponi-

bile a «pensare a nuove aree di

business che ci consentano di

mantenere l’occupazione».

Gli anni della crisi e i

posti di lavoro persi

«Dal 2009 a oggi – ha ricor-

dato comunque Sileoni - nelle

banche italiane sono stati ta-

gliati quasi 27mila posti di la-

voro. Quasi 16mila sono stati i

lavoratori bancari provenienti

da attività esternalizzate usci-

ti attraverso pensionamenti,

prepensionamenti o ricolloca-

ti in altre attività bancarie. La

perdita più pesante, in termini

di occupazione, si è registrata

nelle regioni ricche, come ad

esempio la Lombardia, il Pie-

monte, la Toscana, dove in sei

anni sono stati bruciati rispet-

tivamente 7mila, 3.400 e quasi

4mila posti di lavoro nelle ban-

che. Entro il 2020, come da pia-

ni industriali, usciranno altri

19.700 lavoratori. Per scongiu-

rare che le nuove fusioni si tra-

ducano nell’ennesimo bagno

di sangue per l’occupazione di

settore e per migliorare la red-

ditività – ha concluso Sileoni -

occorre che le banche tornino

a innovare, investendo, con-

quistando maggiori quote nei

portafogli dei clienti esistenti,

sviluppando servizi altamente

specializzati e modernizzando

i modelli operativi attraverso

nuovi canali distributivi. L’in-

novazione tecnologica va inco-

raggiata e governata, non subi-

ta passivamente».

NASCE FABI LAB

>

Un osservatorio interno al

sindacato per monitorare gli

effetti dell’evoluzione tecnologica

delle banche. Obiettivo:

governare il cambiamento

LE PARTI A CONFRONTO

>

Profumo: «Siamo disponibili

a cercare nuove aree di business

che ci consentano di mantenere

l’occupazione»