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Fabinews

Periodico mensile in attesa di registrazione

Proprietario ed editore:

Fabi

Federazione Autonoma Bancari Italiani

Direttore responsabile:

Lando Maria Sileoni

A cura di:

Flavia Gamberale

Progetto grafico e artwork:

Lucia Carenini

Ricerca iconografica:

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Sede legale e redazione:

via Tevere 46, Roma

© 2015 - Fabi - Federazione Autonoma Bancari Italiani

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www.fabi.it

Hypo alpe adria bank condannata a reintegrare i lavoratori esternalizzati

Il tribunale di Udine condanna Hypo Alpe Adria

Bank al reintegro di alcuni dipendenti bancari

esternalizzati nel 2012 alla società Hypo Alpe

Adria Leasing, all’epoca non iscritta all’Abi. I

lavoratori, assistiti dalla Fabi, vincono così il ri-

corso presentato tre anni fa e riprendono pos-

sesso del proprio posto di lavoro. «Esprimiamo

soddisfazione per il reintegro dei dipendenti

– ha commentato Guido Fasano, segretario

coordinatore Fabi Udine - Questa sentenza

conferma la linea del sindacato in materia di

esternalizzazioni e ricorda a Hypo Alpe Adria Bank, ma anche ad

altri istituti di credito, che non si possono attuare cessioni di ramo

d’azienda senza regole certe e in maniera selvaggia. Vinta questa

battaglia legale, auspichiamo che il gruppo, da anni in una situa-

zione di limbo, possa avere un futuro di maggiori certezze e sere-

nità nell’interesse dei lavoratori e dei clienti». I fatti al centro della

contesa legale risalgono al 2012, quando la banca austriaca Hypo

Alpe Adria Bank, profondamente radicata in Friuli e con molte filiali

in Veneto e Lombardia, aveva ceduto, senza

accordo sindacale, 80 lavoratori in servizio

nella sede centrale di Tavagnacco (Udine) a

Hypo Alpe Adria Leasing, società del gruppo

che non aveva carattere bancario a cui era

stata affidata la gestione dei crediti deterio-

rati. I sindacati avevano chiesto precise ga-

ranzie occupazionali per i lavoratori oggetto

di cessione, ma la banca aveva tirato dritto,

concludendo l’operazione senza accordo. Da

lì era partita l’iniziativa della Fabi di procede-

re contro la banca, promuovendo vertenze individuali e assistendo

legalmente i dipendenti che ne facevano richiesta. Nel dibattimento,

il sindacato si è appellato al Codice civile, contestando al gruppo

bancario di aver ceduto indiscriminatamente lavoratori alla nuova

società, senza che vi fossero i presupposti per il trasferimento di

ramo d’azienda. Una linea difensiva giudicata infine valida dal Tribu-

nale di Udine, che ha condannato la banca al reintegro dei lavoratori

e al pagamento delle spese processuali.

Il Tribunale di Udine dà ragione alla FABI e impone il ritorno in azienda di alcuni lavoratori

ceduti nel 2012, senza accordo sindacale, a una società che non aveva carattere bancario.

Fasano (Fabi): «Sentenza che conferma la linea del sindacato in materia di esternalizzazioni»

Bnl, se il premio aziendale

è solo per pochi intimi

Fallisce il tentativo di conciliazione in Abi: l’istituto tira dritto e nega

il Vap ai dipendenti, pur avendo riconosciuto il bonus a una ristretta

cerchia di lavoratori. I sindacati confermano lo stato d’agitazione e

si preparano allo sciopero. Socal (Fabi): «Logica pericolosa»

F

allisce la procedura

di conciliazione tra

Bnl e sindacati sul

premio

aziendale,

attivata in Abi la scorsa setti-

mana: i lavoratori del gruppo

vanno, così, verso lo sciopero.

Il tentativo di conciliazione

era stato avviato all’indomani

della proclamazione dello sta-

to d’agitazione da parte delle

organizzazioni sindacali, che

si erano mobilitate dopo che

l’azienda aveva dichiarato di

non avere risorse disponibili

per pagare il Vap ai dipenden-

ti, nonostante avesse contem-

poraneamente riconosciuto

un bonus a titolo discrezio-

nale ad alcuni lavoratori. La

procedura, come da prassi, è

stata intrapresa nelle scorse

settimane, ma ha dato esito

negativo, perché la banca non

ha mostrato ripensamenti ri-

I sindacati hanno, quindi,

confermato lo stato d’agita-

zione. All’origine della con-

testazione il fatto che l’a-

zienda ha dichiarato di non

essere nelle condizioni di

poter remunerare la produt-

tività, pur avendo elargito

discrezionalmente premi a

una ristretta platea di per-

sone.

«La decisione di Bnl di non

pagare il premio ai suoi di-

pendenti non ha precedenti

nella storia dell’azienda - ha

commentato Mara Socal, co-

ordinatrice Fabi Bnl - Stia-

mo assistendo a un perico-

loso tentativo di sostituire

con un bonus discrezionale

e unilaterale il salario di

produttività, unica garanzia

di un giusto riconoscimento

per tutti, perché contrattato

ed erogato in base a regole

trasparenti e chiare. Non ac-

cettiamo questa impostazio-

ne e andremo fino in fondo

per vedere ripristinata una

delle voci più importanti

della contrattazione di se-

condo livello», ha concluso.

spetto alle sue decisioni e non

risulta al momento disponi-

bile a trovare una soluzione

coerente con le giuste aspet-

tative dei dipendenti.