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INTESA RAGGIUNTA

ANCHE PER I DIRIGENTI

Parla Marco Boltri, responsabile nazionale

Fabi: «Abbiamo mantenuto una contrattazione

collettiva laddove perlopiù nel resto

d’Europa non è prevista. Nuove garanzie

in vista delle aggregazioni. Confermati,

inoltre, il sistema di calcolo del Tfr e lo

scatto d’anzianità in corso di maturazione»

A

nche i dirigenti

bancari hanno rin-

novato il contratto

collettivo naziona-

le. L’esito della trattativa non

era affatto scontato. L’Abi

aveva, infatti, disdettato il

contratto con decorrenza 15

luglio. Con l’accordo firmato

lunedì 13 luglio, invece, anche

per loro, da sempre sprovvisti

di paracadute, saranno previ-

ste nuove forme di tutela in

caso di perdita del posto di la-

voro. «Un risultato soddisfa-

cente» secondo Marco Boltri,

responsabile nazionale Fabi

dirigenti: «La Fabi, sindacato

di categoria più rappresen-

tativo, ha potuto esercitare il

suo peso politico portando a

buon fine il negoziato».

Quali sono i punti qualifi-

canti dell’accordo?

Abbiamo mantenuto una

contrattazione collettiva per

ministratore delegato. Inol-

tre la FABI potrà finalmente

assistere i dirigenti in sede

di commissione conciliare

aziendale o di gruppo.

Quali motivi l’hanno spinta

ad abbandonare Dircredito e

ad approdare in Fabi?

La Fabi da sempre è un sin-

dacato autonomo fortemen-

te radicato nel settore ban-

cario, che risponde soltanto

ai propri iscritti. Non ha l’o-

biettivo di diventare un ge-

nerico sindacato dei servizi e

di livellare i trattamenti eco-

nomici e normativi dei vari

settori. Insomma, persegue

solo gli interessi della cate-

goria. Per dirla in una battu-

ta: con la Fabi, un domani, i

lavoratori bancari non corro-

no il rischio di trasformarsi

in postali.

I prossimi appuntamenti?

Abbiamo costituito un grup-

po di lavoro, che sarà amplia-

to e che si occuperà soltanto

dei dirigenti delle banche.

Vogliamo difenderli in ogni

sede, a iniziare dalle pros-

sime fusioni, per garantire

loro una vera tutela normati-

va e contrattuale rispetto alla

quotidianità dei problemi.

Sono da subito disponibile a

contattare tutti quei dirigenti

che vogliono essere rappre-

sentati da un vero sindacato

autonomo.

(Flavia Gamberale)

i dirigenti, laddove nel re-

sto d’Europa i rapporti di

lavoro tra questa categoria

e le aziende bancarie sono

perlopiù regolati a livello

individuale e di legge, senza

un quadro di norme e tute-

le condivise. Abbiamo con-

fermato l’attuale struttura

stipendiale e il sistema di

calcolo del Tfr ed è stato ri-

conosciuto un significativo

allungamento del periodo di

comporto per malattie onco-

logiche da 30 a 36 mesi.

Nonostante la posizione di

Abi sugli scatti d’anzianità,

abbiamo inoltre salvaguar-

dato quello in corso di matu-

razione e quelli già maturati

li abbiamo fatti confluire in

un assegno ad personam

non riassorbibile. Così non si

verificherà una diminuzione

del potere d’acquisto delle

retribuzioni.

Un contratto figlio di questi

tempi difficili?

Molto di più. Per la prima

volta, infatti, l’Abi ha dovuto

ingoiare il rospo di concor-

dare dei sistemi di ricolloca-

zione per i dirigenti nell’am-

bito del Fondo per la nuova

occupazione. Questo è un

punto politicamente molto

rilevante, perché si è comin-

ciato a costruire un quadro

di tutele soprattutto in vi-

sta delle prossime fusioni.

È passato il concetto che il

dirigente non è equiparabile

al top manager e non gode

certo delle buonuscite mi-

lionarie di un qualsiasi am-

CARIM, SÌ ALLA STABILIZZAZIONE DEI GIOVANI

Chiusa la trattativa per gestire i 60 esuberi di-

chiarati a gennaio scorso dalla Cassa di Rispar-

mio di Rimini. I sindacati sono riusciti a trovare

una soluzione soddisfacente per il personale

interessato dalla chiusura delle filiali di Molise

e Abruzzo. L’ipotesi di accordo siglata prevede

l’attivazione del fondo esuberi per 29 dipen-

denti, l’uscita incentivata e volontaria per 15

lavoratori, a cui verranno corrisposte 15 men-

silità, e la mobilità incentivata per 8 dipenden-

ti. L’accordo, inoltre, contempla la possibilità

di usufruire del periodo di aspettativa fino a

due anni (6 dipendenti) e l’allargamento in-

centivato dell’istituto del part time. Per quanto

riguarda le giornate di solidarietà, necessarie

al recupero dei costi, l’azienda partiva da una

richiesta di 45 giornate, ma i sindacati sono

riusciti a limitarle a 20, da smaltire fino al 31

dicembre 2017 con adesione volontaria, di cui

10 ammortizzate al 60% dal Fondo. Buone no-

tizie, poi, per i giovani: apprendisti e tempo de-

terminati verranno stabilizzati. Soddisfazione è

Intesa sui 60 esuberi delle filiali di Abruzzo e Molise: solo uscite

volontarie e incentivate e assunzione a tempo indeterminato per i

precari e gli apprendisti. Prorogato anche il contratto integrativo

stata dunque espressa dalla delegazione Fabi,

guidata dal segretario nazionale Attilio Granel-

li. «Si tratta sicuramente di un buon accordo,

che arriva alla fine di una trattativa lunga e dif-

ficile - ha dichiarato Cristina Magnani, coordi-

natrice Fabi Banca Carim - La banca avrebbe

comunque chiuso le filiali e il personale, 40

dipendenti di filiale più 20 delle direzioni, si sa-

rebbe trovato in forte difficoltà, anche perché

la mobilità era prevista solo per 8 dipendenti.

Siamo invece riusciti a gestire gli esuberi e a

ottenere la stabilizzazione dei precari, compre-

si gli 11 colleghi a cui era scaduto il contratto

di apprendistato in corso di trattativa e che da

ottobre riprenderanno a lavorare con contrat-

to a tempo indeterminato». Per ultimo, ma

non meno importante, il contratto integrativo

aziendale si intende prorogato, sia nella parte

normativa che in quella economica, fino al 31

dicembre 2017.

(Simona Sacconi)

Marco Boltri