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OCCUPAZIONE, APPELLO

A VISCO E DRAGHI

La Fabi e gli altri sindacati chiedono ai governatori di Bankitalia e

Bce «un’assunzione di responsabilità in tema occupazionale» in vista

delle prossime fusioni, ormai ai nastri di partenza.«Non rinunceremo

mai al meccanismo della volontarietà dei prepensionamenti,

che fino a oggi ha garantito anche un ricambio e una staffetta

generazionale capace di dare una prospettiva ai giovani»

L

a Fabi e le altre organiz-

zazioni sindacali hanno

preso carta e penna e si

sono rivolte direttamen-

te ai governatori di Bce e Banki-

talia, Mario Draghi e Ignazio

Visco. Oggetto della missiva: le

grandi fusioni, che prenderanno

il via a partire dall’autunno e che

inevitabilmente avranno impat-

ti sui lavoratori e sulla stessa

organizzazione delle aziende di

credito. I segretari generali di

tutte le sigle bancarie, a comin-

ciare dal leader della Fabi Lan-

do Maria Sileoni, hanno chiesto

«un’assunzione di responsa-

bilità in tema occupazionale».

In altre parole, hanno invitato i

governatori a impegnarsi poli-

ticamente affinché le aggrega-

zioni non abbiano conseguenze

traumatiche sull’occupazione. A

tal proposito i sindacati hanno

ribadito che non rinunceranno

al meccanismo della volonta-

rietà dei prepensionamenti, che

fino a oggi ha garantito anche

un ricambio e una staffetta ge-

nerazionale capace di dare una

prospettiva ai giovani. «Sarebbe

questo un grave errore in una

fase storica cruciale per il setto-

re e per il Paese - hanno scritto

la FABI e le altre organizzazio-

ni - che richiede, al contrario,

lungimiranza strategica e capa-

cità di offrire alle famiglie e alle

imprese il modo di far banca

più efficace per tornare ad una

prospettiva di crescita, di oc-

cupazione, di coesione sociale

stabile e di lungo periodo». Ma i

sindacati hanno puntato l’indice

anche contro i banchieri, inca-

paci di rinnovarsi e di trovare

ricette valide per aumentare i

ricavi delle aziende, non affi-

dandosi sempre e solo alla trita

formula dei tagli al personale.

gle. «Permane invece - hanno

proseguito i sindacati - un’at-

tenzione quasi ossessiva nei

confronti dell’esclusiva varia-

bile dei costi, soprattutto del

costo del lavoro, che confligge

con la visione sistemica che

la complessa transizione del

settore richiederebbe e che

convive con gli insostenibili

differenziali retributivi del top

management, troppo spes-

so irresponsabile e indenne

di fronte ai dissesti aziendali

scatenati dalla sua gestione,

tanto che nei recenti scandali

bancari non si trovano ancora

colpevoli e ancora nessuno ha

pagato dazio di fronte alla giu-

stizia». (f.g.)

«Le nostre controparti hanno,

infatti, tenacemente eluso, nel

corso dell’ultimo rinnovo con-

trattuale, il confronto sul nuo-

vo modello di banca al servizio

del Paese da noi sollecitato,

un nuovo modello condiviso

dalle parti sociali che avrebbe

garantito stabilità occupazio-

nale e conseguente aumento

degli utili d’impresa», hanno

denunciato la Fabi e le altre si-

BANCHE POPOLARI, I SINDACATI SCRIVONO AI VERTICI

Non solo Bce e Bankitalia. Il Segretario generale

della Fabi, Lando Maria Sileoni, insieme agli omo-

loghi di First Cisl, Fisac Cgil, Sinfub, Ugl Credito

e Uilca, si è fatto sentire anche con i presidenti e

gli amministratori delegati delle banche popolari

italiane, scrivendo loro per chiedere attenzione

e rispetto per i lavoratori in vista delle prossime

fusioni. «Cogliamo l’occasione per esprimervi la

nostra ferma esortazione a progettare e affronta-

re tali scenari con grande senso di responsabilità,

in ottica costruttiva e lungimirante, senza cedere

alla tentazione di una massimizzazione dei profitti

a breve termine attraverso il mero taglio dei costi

e la riduzione del personale, ma in favore di logi-

che sostenibili di sviluppo delle aziende, da condi-

videre in un assiduo e proficuo dialogo sociale»,

hanno scritto la Fabi e gli altri sindacati. «Siamo

disponibili, naturalmente, a confronti e incontri

per meglio chiarire la nostra proposta in tema

di partecipazione e per aprire una comune ana-

lisi dei futuri scenari e delle possibili soluzioni per

governarne le inevitabili ricadute sulle lavoratrici

e i lavoratori», hanno concluso le organizzazioni

sindacali. (f.g.)

«Serve senso di responsabilità. No al mero taglio dei costi e alla

massimizzazione dei profitti a breve termine. Sì a un confronto sul tema della

partecipazione»