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BPER, TROVATA LA QUADRA

SUL PIANO INDUSTRIALE

Dopo tre mesi di serrate trattative, i sindacati riescono a portare a casa l’accordo:

previste 581 uscite ma solo su base volontaria e incentivata. Regolamentate anche la

mobilità professionale e quelle territoriale. Soggiu: «Evitato lo spostamento di alcune

lavorazioni». Granelli: « Accolte le richieste sindacali e garantite le tutele in vista di

fusioni»

è

stato firmato alla vigi-

lia di ferragosto, dopo

tre mesi di serrate

trattative, l’accordo sul

piano industriale 2015-17 del

gruppo Bper, che prevedeva 581

esuberi. Obiettivo dell’azienda:

ridurre i costi del personale di

56 milioni entro il 2017 e razio-

nalizzare il modello operativo

in vista delle prossime fusioni.

Grazie all’intesa raggiunta con

i sindacati, le uscite saranno

solo volontarie e incentivate,

sotto forma di esodi e pensio-

namenti. In particolare è stata

garantita a tutti i lavoratori che

maturano i requisiti pensioni-

stici entro il 2017 l’opportunità

di andare in pensione con un

incentivo economico a integra-

zione del Tfr ed è stato attivato

il Fondo di solidarietà per colo-

ro che invece raggiungeranno

l’età pensionabile tra il 2018 e

il 2020 e che sceglieranno di

andare in prepensionamento.

Qualora il quadro legislativo in

materia previdenziale doves-

se cambiare in corso d’opera,

è stato ottenuto l’impegno da

parte dell’azienda a farsi carico

economicamente dei lavoratori

in esodo che dovessero rimane-

re privi di assegno di sostegno

al reddito. Tra le altre misure di

riduzione del costo del lavoro,

Bper prevede per i dipendenti la

fruizione delle ferie, della ban-

ca ore e delle festività soppres-

se, che non verranno perse e di

cui il lavoratore potrà comun-

que pienamente godere. Sono

state inoltre negoziate forme di

riduzione e sospensione dell’o-

rario di lavoro, per un totale di

22mila giorni (11mila per anno)

nel biennio 2016-17, a cui i lavo-

ratori potranno aderire sempre

su base volontaria, e che saran-

no coperte dalla sezione ordi-

naria del Fondo di solidarietà,

quindi con un’integrazione allo

stipendio per le ore di mancato

lavoro. Un altro capitolo im-

portante dell’accordo riguarda

la mobilità professionale, che

sarà attuata nel rispetto degli

accordi vigenti su mansioni e

fungibilità anche per contene-

re il numero di esuberi. È stato

poi concordato un impegno da

ambo le parti a disciplinare il

pendolarismo entro il 31 dicem-

bre 2015. «Abbiamo raggiun-

to un accordo equilibrato che

scongiura la mobilità selvaggia,

L’intesa con

l’azienda

scongiura

lamobilità

selvaggia

www.fabi.it

com’era inizialmente nei piani

dell’azienda - ha commentato

Maria Antonietta Soggiu, coor-

dinatrice Fabi di Bper - Grazie a

un duro lavoro di negoziazione,

abbiamo fatto in modo che le

uscite fossero concordate solo

su base volontaria e incentiva-

ta. Abbiamo evitato che un cer-

to numero di lavorazioni fosse

spostato, senza così penalizza-

re e impoverire alcun territo-

rio». «Diamo atto alla contro-

parte di aver agito con senso

di responsabilità, firmando un

accordo che sostanzialmente

accoglie le richieste sindacali e

garantisce un quadro di tutele

ai lavoratori in vista delle pros-

sime riorganizzazioni e delle

probabili future aggregazioni»,

ha aggiunto da parte sua Attilio

Granelli, segretario nazionale

Fabi. (f.g.)

Maria Antonietta Soggiu,

coordinatrice Fabi di Bper

Attilio Granelli,

segretario nazionale Fabi

UNICREDIT DICHIARA GUERRA AI LAVORATORI:

PRONTI ALTRI 10MILA ESUBERI

Aggiornamento del piano industriale

all’orizzonte per UniCredit. E anche

stavolta l’operazione sembra non es-

sere indolore: all’inizio di settembre

indiscrezioni di stampa hanno rive-

lato che il gruppo sarebbe pronto a

dichiarare altri 10mila esuberi. L’am-

ministratore delegato Federico Ghiz-

zoni, tuttavia, si è subito affrettato

a precisare che i tagli riguarderanno

prevalentemente i mercati di Austria e

Germania, interessati da un ridimen-

sionamento delle proprie strutture

operative. Decisamente meno colpita l’Italia, anche

se il Bel Paese non sarà del tutto indenne dalla sfor-

biciata: alle 2.700 uscite, fissate

dall’ultimo piano industriale entro

il 2017 e sulle quali dovrà essere

aperta un’apposita trattativa con

i sindacati, se ne potrebbero ag-

giungere ulteriori 400 circa. Imme-

diato l’altolà del leader della Fabi,

Lando Maria Sileoni. «Vigileremo

affinché le uscite siano tutte su

base volontaria. Non accetteremo

prepensionamenti obbligatori», ha

detto il segretario generale. L’ag-

giornamento del piano industriale,

secondo i rumors, dovrebbe essere presentato ai pri-

mi di novembre. (f.g.)

I tagli riguarderanno soprattutto i mercati di Austria e Germania, ma

nemmeno l’Italia sarà indenne, anche se si prevedono numeri più contenuti.

Circa 400 sarebbero le nuove uscite previste nel nostro Paese, da aggiungere

alle 2.700 già fissate. Sileoni: «Vigileremo affinché siano tutte su base

volontaria. Non accetteremo prepensionamenti obbligatori»