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POPOLARE VICENZA SFODERA

LA MANNAIA: 600 ESUBERI

Il gruppo ha presentato il nuovo piano industriale che prevede

575 lavoratori in meno entro il 2020 e la cessione di Servizi bancari

con 300 dipendenti, oltre alla chiusura di 150 sportelli.

Xausa: «la Magistratura faccia chiarezza sui manager che hanno

portato l’istituto in questa situazione. No a uscite obbligatorie»

«R

ibadiamo

la

nostra

ferma

contrarietà al

piano di ridu-

zione dei costi presentato dal

gruppo Banca Popolare di Vi-

cenza, che impatta di fatto pe-

santemente sui lavoratori, con

i 575 esuberi dichiarati dall’a-

zienda. Ancora una volta si

utilizza la trita ricetta dei tagli

al personale per rimediare agli

errori di gestione di taluni ma-

nager, sui quali ci auguriamo

faccia al più presto chiarezza la

ratori, a cui si aggiungeranno

i restanti 275 entro il 2020,

attraverso prepensionamenti

gestiti con l’ammortizzatore

sociale di categoria, il fondo

di solidarietà. Nell’ambito del

piano, sono poi previste 180

assunzioni. È stata infine an-

nunciata anche la cessione

della società Servizi bancari

con circa 300 dipendenti. Gli

interventi porteranno com-

plessivamente entro il 2020

a una riduzione del costo del

personale dello 0,4 per cento.

L’amministratore

delega-

to Francesco Iorio, infine,

ha detto di voler procedere

all’aumento di capitale da 1,5

miliardi, definendolo «diffi-

cile, ma non impossibile», e

alla revisione della governan-

ce entro giugno 2016, in vista

della trasformazione in Spa

e della quotazione in Borsa

dell’istituto. Secondo l’a.d., la

banca potrà raggiungere l’u-

tile di bilancio già nel 2016.

(F.G.)

magistratura». Così Giuliano

Xausa, segretario naziona-

le della Fabi, ha commenta-

to il nuovo piano industriale

2015-2020, illustrato ai primi

di ottobre dall’istituto. «Non

accetteremo uscite obbligato-

rie e quanto alle annunciate

180 assunzioni verificheremo

che non restino lettera morta

- ha aggiunto - Condividiamo

la necessità di rilanciare la

banca espressa dai vertici, ma

pensiamo che ciò non possa

passare attraverso un impo-

verimento della presenza del-

la gruppo sul territorio, con la

chiusura di 150 sportelli e la

pesante riduzione d’organico

annunciate. Nella trattativa

che a breve partirà con l’a-

zienda, chiederemo il rispetto

e la piena tutela dei lavoratori

e anche degli azionisti», ha

proseguito.

Il piano prevede la chiusura

di 150 sportelli e i 575 esube-

ri. L’azienda, nello specifico,

ha dichiarato che alla fine del

2015 usciranno circa 300 lavo-

Bcc Lombarde, accordo fatto sul premio di risultato

La Fabi e gli altri sindacati firmano l’accordo

sul premio di risultato relativo al 2014 del-

le banche di credito cooperativo lombarde.

L’intesa con la Federazione lombarda delle

Bcc è arrivata dopo mesi di dure trattative e

prevede un premio medio di 1.450 euro per

dipendente, da erogare nei tempi più bre-

vi possibili. I sindacati hanno ottenuto che

la controparte mettesse a disposizione un

totale di 7,64 milioni, da ripartire poi nelle

diverse banche, per remunerare la produtti-

vità degli oltre 5mila lavoratori degli istituti

cooperativi della Lombardia. «Esprimiamo

soddisfazione per questo accordo, raggiunto

nonostante la difficile situazione del settore,

attualmente alle prese con una sofferta au-

toriforma e con lo spettro di nuove e prossi-

me aggregazioni», ha commentato a caldo

Piergiuseppe Mazzoldi, coordinatore Fabi

Bcc Lombardia. «Ci auguriamo – ha prose-

guito - che il buon senso dimostrato dalla

Federazione lombarda nella trattativa con

i sindacati possa essere d’esempio anche a

Federcasse nella vertenza di rinnovo del con-

tratto nazionale».

Il riconoscimento economico ammonta a 1.450 euro medi.

Mazzoldi: «Intesa raggiunta nonostante la difficile situazione del settore»