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INTESA SANPAOLO, via libera

al contratto di secondo livello

Disciplinati premi, inquadramenti, pressioni commerciali e welfare, con strumenti

innovativi per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Milazzo e Aschiero:

«Quadro di norme a tutela dei lavoratori coerente con contratto nazionale»

I

I 65mila lavoratori del

gruppo Intesa Sanpaolo

ottengono il contratto di

secondo livello. La qua-

dra è stata trovata la mattina

dell’8 ottobre dai sindacati

di categoria - Fabi, First Cisl,

Fisac Cgil, Ugl credito, Uilca,

Unisin e Sinfub - e dall’azien-

da, dopo 24 ore ininterrotte

di trattativa. Attraverso sei

accordi, che vanno a costitu-

ire la nuova contrattazione di

gruppo, sono state discipli-

nate diverse materie per un

valore di circa 200 milioni: il

premio aziendale relativo al

2014 e il premio variabile di

risultato, il sistema incenti-

vante, gli inquadramenti, le

pressioni commerciali, il wel-

fare, con strumenti innovativi

per la conciliazione dei tempi

di vita e di lavoro, ed è stato

costituito il Fondo pensione

integrativo unico di gruppo,

con aumento della contribu-

zione per i giovani.

«Siamo molto soddisfatti per

aver stipulato il Contratto Col-

lettivo di Secondo Livello del

gruppo Intesa, che riconosce

e rafforza importanti istituti

a favore dei dipendenti, a co-

minciare dal welfare, con un

occhio di riguardo per i temi

della conciliazione dei tempi

di vita e di lavoro e della re-

munerazione della produtti-

vità, attraverso la definizione

dei premi aziendali, di risul-

tato e del sistema incentivan-

te. Si tratta di un accordo che

offre ulteriori salvaguardie ai

dipendenti a completamento

del quadro di regole della con-

trattazione nazionale», ha di-

chiarato Giuseppe Milazzo, se-

gretario nazionale della Fabi.

«Grazie al duro lavoro di ne-

goziazione dei sindacati –

hanno commentato da parte

loro Roberto Aschiero e Ti-

berio Carello, rispettivamente

coordinatore e vice coordina-

tore Fabi dell’istituto - Intesa

Sanpaolo è il primo gruppo

bancario italiano ad aver rin-

novato il contratto di secondo

livello per i suoi 65mila di-

pendenti, dopo la firma del

contratto nazionale di cate-

goria».

Inquadramenti

. È stato ag-

giornato il sistema degli in-

quadramenti, rendendolo co-

erente con l’organizzazione

del lavoro del nuovo modello

di banca inaugurato col piano

industriale dello scorso anno.

Sono, quindi, state definite le

indennità e gli avanzamenti di

carriera del personale.

Fondo pensione di gruppo

. È

stato costituito il Fondo previ-

denziale unico di Gruppo, con

aumento della contribuzione

previdenziale fino al 3,5% per il

personale più giovane, che fino

a oggi godeva dei contributi

più bassi.

Welfare e conciliazione dei

tempi di vita e di lavoro

.

Grande importanza nell’ac-

cordo riveste la disciplina

www.fabi.it

del welfare. Sono state rad-

doppiate le ore di permesso

retribuito messe a disposizio-

ne dall’azienda: da 50mila a

100mila, che potranno essere

utilizzate dai lavoratori per

esigenze familiari. È stata,

inoltre, accordata ai dipen-

denti la possibilità, sempre

per esigenze personali, di

usufruire della sospensione

dell’orario lavorativo con una

copertura economica del 35%

da parte della banca per le ore

di mancato lavoro.

Premi

. I lavoratori hanno otte-

nuto il riconoscimento di un

serie di premi: quello variabile

di risultato, legato alle perfor-

mance di vendita, il sistema

incentivante e, infine, il saldo

del premio aziendale relativo

al 2014, per un totale di 130

milioni da distribuire ai 65mila

dipendenti tra ottobre 2015 e

marzo 2016, che si somma alle

azioni elargite lo scorso anno

ai dipendenti dal gruppo attra-

verso accordo sindacale.

Pressioni commerciali

. È stato,

infine, sottoscritto un accordo

per contrastare le pressioni

commerciali. (F.G.)

UBI, LA PRIMA POPOLARE A TRASFORMARSI IN SPA

Ubi è la prima banca popolare italiana a trasformarsi

in società per azioni. L’assemblea dei soci ha dato il via

libera al processo e alla conseguente adozione di un

nuovo Statuto con il 98,88% dei voti favorevoli. Una

mossa obbligata, visto che il Decreto Renzi prevede il

ritiro della licenza bancaria per gli istituti popolari con

oltre 8 miliardi di attivo che non si convertano in spa.

Per la banca, ora, le nuove sfide saranno il rinnovo

dei consigli in primavera e le ormai prossime fusioni,

vero obiettivo della riforma Renzi. «Noi siamo aggre-

ganti», ha sottolineato a margine dell’assemblea dei

soci il consigliere delegato Victor Massiah. «Non è un

segreto che stiamo parlando con diverse banche tra

cui anche il Banco Popolare - ha aggiunto - ma biso-

gna essere molto attenti. Si è gridato al lupo da otto-

bre dell’anno scorso e non è avvenuto niente, perché

non è ovvio che un’operazione di fusione crei valore».

Dunque nessun intervento “dirigistico” dall’alto, ad

esempio per una fusione con Mps: «Escludo che il go-

verno faccia questo - ha detto Massiah - Per quello che

ho potuto comprendere dai contatti avuti con la Ban-

ca d’Italia e il ministero dell’Economia, sono istituzioni

ispirate a non invadere il ruolo del mercato. Possono

stimolare, auspicare, ma lì si fermano. Per questo dico:

scegliamo noi. Poi se Mps bussa alla porta, non ho

motivo di dire che non rispondo». La partita, insom-

ma, è aperta e la Fabi è pronta a giocare in prima linea

a difesa dei posti di lavoro. (F.G.)

Il via libera è arrivato dal 98,88% dei soci. Una mossa obbligata, pena la revoca

della licenza bancaria al gruppo. Intanto all’orizzonte ci sono il rinnovo dei vertici

in primavera e le fusioni, con la Fabi in prima linea a difendere i posti di lavoro