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UN INTERVENTO LAST MINUTE

PER AGGIRARE IL VETO DI BRUXELLES

Il provvedimento governativo ha messo in sicurezza i quattro

istituti sull’orlo del collasso e ha evitato l’utilizzo del Fondo

interbancario, osteggiato fino all’ultimo dalla Commissione

europea perché considerato aiuto di Stato. Le quattro banche,

ripulite dalle sofferenze attraverso una bad bank, sono state

ricapitalizzate con un prestito da 3,6 miliardi garantito da Intesa

Sanpaolo, Unicredit e Ubi e verranno messe all’asta a febbraio

U

n decreto partorito

dal Consiglio dei mi-

nistri in fretta e furia,

nel tardo pomeriggio

di domenica 22 novembre, per

mettere una toppa alla crisi dei

quattro istituti commissariati:

Banca Marche, Banca Etruria,

Cariferrara e Carichieti, ormai

sull’orlo del collasso. Quello di

Palazzo Chigi è stato un prov-

vedimento varato in extremis

per aggirare il veto della Com-

missione europea sull’utilizzo

del Fondo interbancario di tu-

tela dei depositi, considerato

da Bruxelles come aiuto di stato

e, quindi, non praticabile. I mi-

nistri hanno così deciso d’isti-

tuire un fondo di risoluzione

voce dalla stessa Fabi e dall’A-

bi, che da tempo sollecitavano

un intervento del Governo per

sbloccare l’impasse. In base al

provvedimento, le sofferenze

in capo alle quattro banche,

svalutate per l’80%, sono sta-

te fatte confluire in una bad

bank appositamente costitui-

ta. L’operazione ha evitato il

peggio e non ha avuto costi

per i correntisti e i titolari di

obbligazioni ordinarie, pur

penalizzando duramente i

possessori di azioni e obbli-

gazioni subordinate. Proprio

la Fabi ha quindi chiesto al

Governo d’intervenire con

dei correttivi al decreto sal-

va banche per tutelare que-

sti ultimi. Adesso si apre una

nuova fase: la messa all’asta a

febbraio, come anticipato dal

nuovo presidente delle quat-

tro banche, Roberto Nicastro.

Anche loro, quindi, saranno

coinvolte nel grande risiko

bancario.

(F.G.)

delle crisi bancarie, gestito da

Bankitalia, che rilevi le quattro

banche in crisi, con un presti-

to ponte di 3,6 miliardi di euro

garantito dai maggiori gruppi

del Paese: Intesa Sanpaolo,

UniCredit e Ubi. Il provvedi-

mento ha consentito così di

mettere in sicurezza i quattro

istituti, come chiesto a gran

LA FABI SPIAZZA TUTTI: «NEL 2018 UN SINDACATO UNITARIO»

Un sindacato unitario dei bancari.

Questa la proposta lanciata a sor-

presa da Lando Maria Sileoni, segre-

tario generale della Fabi, durante la

trattativa che ha portato alla firma

dell’accordo sulle agibilità sindacali

e sul Fondo per l’occupazione gio-

vanile.

In tempi di crisi della rappresentan-

za e con il Governo pronto a mette-

re mano a una riforma sulle soglie

di rappresentatività sindacale, Sileo-

ni ha preso tutti in contropiede, con

un progetto che mira a rafforzare il

potere contrattuale dei sindacati a

vantaggio dei lavoratori.

- continua a pagina 3

La proposta lanciata da Sileoni: «organizzazione unitaria con i vertici eletti direttamente dai dipendenti,

per rafforzare il suo ruolo politico e la sua rappresentatività, a vantaggio di tutti i lavoratori»