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Fabinews -

Periodico mensile

Proprietario ed editore:

Fabi

Federazione Autonoma Bancari Italiani

Direttore responsabile:

Lando Maria Sileoni

A cura di:

Flavia Gamberale

Progetto grafico e artwork:

Lucia Carenini

Ricerca iconografica:

Giuditta Romiti

Edizione web:

Marco Ammendola

Sede legale e redazione:

via Tevere 46, Roma

© 2015 - Fabi - Federazione Autonoma Bancari Italiani

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www.fabi.it

SILEONI CONTRO IL NUOVO PIANO UNICREDIT:

«NESSUN COLPO D’ALA, SOLO COLPI D’ACCETTA»

Previsti oltre 18.200 esuberi in Europa nel triennio 2015-18, di cui 540 in Italia, da sommare

ai 5100 del vecchio piano. Morelli e Di Cristo: «Non accetteremo uscite obbligatorie»

L

a Fabi boccia su tut-

ta la linea il nuovo

piano industriale di

UniCredit, presenta-

to recentemente ai mercati.

«Più che un piano industriale

e di rilancio sembra la con-

fessione di un ridimensiona-

mento politico, organizzati-

vo e finanziario del gruppo:

nessun colpo d’ala, solo colpi

d’accetta. Spero non sia così»,

ha commentato il segretario

generale Lando Maria Sileo-

ni. L’a.d. Federico Ghizzoni,

secondo il leader Fabi, «gioca

in difesa, mentre servirebbe,

da parte dei principali gruppi

bancari, un salto di qualità,

una innovazione, insomma

un nuovo modello di banca

al servizio del Paese». Posi-

zione, questa, condivisa an-

che dal segretario nazionale

Mauro Morelli e dal coordi-

natore nazionale Fabi Uni-

Credit Angelo Di Cristo, che

hanno già avvisato Ghizzoni

su come intendono gestire gli

esuberi del piano. «Come Fabi

rigettiamo qualsiasi ipotesi di

uscita obbligatoria dei lavo-

ratori. Gli eventuali prepen-

sionamenti dovranno essere

negoziati con i sindacati solo

su base volontaria e incen-

tivata», hanno sottolineato.

del risparmio gestito Pioneer

e la Uccmb dei crediti proble-

matici, già venduta a Prelios e

Fortress. La maggioranza dei

tagli si concentra in Austria

e Germania, dove rispettiva-

mente saranno accompagnati

all’uscita 2.300 e 2.050 dipen-

denti. In Italia le eccedenze di

personale ammontano a 540,

che si aggiungono alle 5.100

già dichiarate nel preceden-

te piano industriale e al mi-

gliaio di posti di lavoro persi

con la cessione di Uccmb e di

altre realtà italiane operan-

ti all’estero, per un totale di

circa 6mila posti persi entro

il 2018. Gli altri 1.100 esuberi,

infine, saranno smaltiti nei

paesi europei dove il gruppo

è presente. Prevista anche la

chiusura di ulteriori filiali:

800 in Europa, di cui 150-200

in Italia, e altre 1.500 agenzie

da trasformare con la digita-

lizzazione dei servizi..

(F.G.)

UniCredit ha dichiarato com-

plessivamente oltre 18.200

esuberi in Europa nel triennio

2015-18. Numero all’interno

del quale sono inclusi anche

i 7mila lavoratori che usci-

ranno dal gruppo attraverso

cessioni di asset come la ban-

ca in Ucraina, la controllata

Angelo Di Cristo,

coordinatore Fabi Unicredit

Mauro Morelli,

segretario nazionale Fabi

LA FABI CONQUISTA LA PRESIDENZA DEL CAE UNICREDIT

Angelo Di Cristo è stato eletto all’unanimità

presidente del Comitato aziendale europeo

di Unicredit, organismo con un ruolo d’infor-

mazione e consultazione sui temi sindacali e

del lavoro, al cui interno siedono 39 rappre-

sentanti dei lavoratori provenienti dai 20 Pae-

si dove il gruppo ha filiali. La Fabi è presente

anche nella plenaria Cae UniCredit con Fran-

cesco Colasuonno, Paola Cogli Ciccarelli e

Massimo Longoni. Di Cristo, già coordinatore

nazionale Fabi UniCredit, rimarrà in carica fino

al 2019. Già definite le priorità della nuova

presidenza: «Durante il mio mandato, lavore-

rò per rafforzare il dialogo tra il Comitato e le

organizzazioni sindacali europee, che tratta-

no con l’azienda nei vari Paesi in cui il gruppo

è presente”, ha

spiegato Di Cristo.

«Questo è un mo-

mento molto diffi-

cile – ha aggiunto

- Siamo chiamati

a gestire un pia-

no

industriale

durissimo,

che

prevede 18.200

esuberi in Europa,

e dovremo trovare

col management soluzioni che non abbiano

impatti socialmente negativi, scongiurando

l’eventualità di licenziamenti unilaterali. Per

questo sarà fondamentale che il Comitato

aziendale europeo consolidi il suo ruolo, favo-

rendo il confronto e lo scambio tra le organiz-

zazioni sindacali dei vari Paesi, nell’interesse

dei lavoratori», ha concluso.

Angelo Di Cristo nominato all’unanimità al vertice del Comitato aziendale europeo. Per la Fabi

eletti nella plenaria anche Francesco Colasuonno, Paola Cogli Ciccarelli e Massimo Longoni