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Page Background www.fabi.it

Storia di un’idea, la fabi

si racconta in un libro

Il nuovo volume, presentato a Milano, sta per essere distribuito

a tutte le strutture della Federazione

L

a Fabi racconta la sua

storia. E lo fa con un

libro che ripercorre le

tappe

fondamentali

di un sindacato che ha fatto

dell’autonomia il suo valore

fondante, a cui non è mai ve-

nuta meno. Il Centro studi na-

zionale Fabi ha raccolto tutti i

documenti storici, il materiale

fotografico, le testimonianze

che hanno caratterizzato il la-

voro svolto dal sindacato più

rappresentativo del credito

nella difesa dei diritti dei la-

voratori. Storia di un’idea: già

il titolo è la sintesi dell’intero

percorso, perché la Federazio-

ne è nata proprio perseguen-

do l’idea, innovativa in quel

determinato periodo storico,

di costituire un’organizzazio-

ne autonoma soprattutto da

condizionamenti politici e che

avesse come scopo la difesa

dei lavoratori bancari.

Ben spiegato, in un’ampia di-

gressione, il contesto storico in

cui si inserisce la nascita della

Fabi: il dopoguerra, il partito

unico, i Confederali, la Guerra

Fredda, senza dimenticare le

vicende politiche italiane. Gli

autori hanno analizzato le

scelte fatte in particolari mo-

menti, non hanno tralascia-

to le difficoltà e le battaglie

perse, ma neanche le guerre

vinte. Hanno dimostrato con

dati di fatto la tesi che viene

portata avanti fin dalla pre-

messa, quando si elencano

le parole chiave che caratte-

rizzano la Fabi: autonomia,

democrazia e unità in primis.

Non è una storia di genera-

li, ma una storia di passione,

coraggio e determinazione. È

la storia di tutti i bancari.

(Simona Sacconi)

NUOVE PROFESSIONI

E NECESSITÀ ETICHE

«La Banca Hub - ha spiega-

to ancora Sileoni - si carat-

terizza per l’offerta di nuovi

prodotti e servizi, garanti-

sce più tipologie di consu-

lenze, finanziarie e fiscali,

tecnologiche e gestionali,

recupera attività già ester-

nalizzate e consente così

al business bancario di cre-

scere e consolidare i propri

ricavi, creando le condizioni

per mantenere e aumenta-

re i livelli occupazionali».

«Le nuove tecnologie do-

vranno essere un volano di

sviluppo della filiale e non

un “killer” dell’occupazio-

ne - ha aggiunto il numero

uno della Fabi - Da questo

nuovo modello di banca

emergeranno nuove figure

professionali, che dovran-

no essere individuate a li-

vello aziendale e di gruppo,

per essere poi oggetto di

contrattazione tra aziende

e sindacati. Si dovrà quindi

mettere a punto un’archi-

tettura contrattuale na-

zionale, nei prossimi anni,

che definisca l’impianto

normativo e l’effettivo

quadro di riferimento del-

le mansioni. Con la nostra

proposta per un nuovo

modello di banca al servi-

zio del Paese - ha concluso

- vogliamo ulteriormente

rinsaldare il rapporto di

fiducia tra intermediari e

clienti, adottando un codi-

ce etico per evitare la ven-

dita di prodotti a rischio,

concordato con le associa-

zioni dei consumatori più

responsabili, le istituzioni

bancarie e le organizza-

zioni sindacali. Chiediamo

infine che il cambiamento

organizzativo sia condiviso

dalle organizzazioni sinda-

cali, soprattutto a livello di

gruppi bancari e aziende,

in quanto ogni banca ha la

sua specifica organizzazio-

ne del lavoro».

(Flavia Gamberale)

> Continua da pagina 1

Dal dopoguerra

aoggi, le battaglie,

le vicende e le

persone che hanno

segnato lavitadel

sindacato.

«Non un racconto

di generali,

madi passione»