Previous Page  3 / 4 Next Page
Information
Show Menu
Previous Page 3 / 4 Next Page
Page Background

Bpm-Banco, vertici presi in Castagna

Vivace faccia a faccia tra Sileoni e il consigliere delegato della Popolare di Milano.

Il numero uno della Fabi attacca: «L’autonomia della Bpm Spa per tre anni è la condizione

per la nostra adesione al progetto, altrimenti cambia tutto»

N

on ha usato giri di

parole. Mentre il

dibattito tra ban-

chieri e giornalisti

virava sulle fusioni, in parti-

colare su quella più attesa del

momento tra Banco Popolare

e Bpm, il segretario generale

della Fabi, Lando Maria Sile-

oni, ha calato le carte: «Sia-

mo gli “azionisti di riferi-

mento” della Bpm», ha detto

rivolgendosi al consigliere

delegato Giuseppe Castagna

durante l’evento organizza-

to dal sindacato a Milano per

presentare la proposta di un

nuovo modello di banca al

servizio del Paese. «Non vo-

gliamo andare in assemblea

con una promessa virtuale

sull’autonomia della Bpm per

almeno tre anni e con un pro-

prio cda, col rischio che poi

potrà essere smentita dalla

Bce ad assemblee celebrate:

vogliamo essere tutelati», ha

sottolineato Sileoni. Castagna

ha cercato di deviare il discor-

so e Sileoni ha quindi rinca-

rato la dose: «Non ti devi mai

dimenticare che tu sei stato

messo in Bpm perché le 4 or-

ganizzazioni sindacali trami-

te Giarda (presidente del con-

siglio di sorveglianza, ndr) ti

hanno messo lì», ha scandito.

Il messaggio del leader della

Fabi è stato chiaro: il sindaca-

to di maggioranza dei banca-

ri non è disposto ad accettare

una fusione a scatola chiusa,

ma vuole avere precise garan-

zie occupazionali sull’opera-

zione e il consigliere delega-

to di Bpm dovrà tenere fede

ai suoi impegni, difendendo

l’autonomia della banca anche

di fronte ai tecnici della Bce.

«Non accetteremo un bagno di

sangue in termini di esuberi»,

ha ricordato in più occasioni

il leader della Fabi. E proprio

per questo la partita sulla go-

vernance appare strategica.

Nell’assemblea di primavera, i

soci della Bpm saranno chia-

mati a rinnovare il consiglio

di sorveglianza dell’istituto

e per l’ultima volta potranno

esprimersi con voto capitario.

E, come lo stesso Sileoni ha

ricordato a Castagna, la Fabi

www.fabi.it

non vuole rimanere a guarda-

re, ma incidere politicamente

sulla scelta del management

e della governance del nuo-

vo soggetto che nascerà dalla

fusione tra i due istituti, per

tutelare al meglio tutti i lavo-

ratori.

(F.G.)

CONTRATTO BCC, LA FABI GELA AZZI

Non solo di fusioni e di banche popolari si

è parlato al convegno di Milano della Fabi.

Uno spazio speciale all’interno dell’evento è

stato dedicato alla vertenza contrattuale dei

37mila lavoratori del credito cooperativo. Nel

question time con Alessandro Azzi, presi-

dente di Federcasse, che peraltro si è svolto

proprio all’indomani del varo della riforma

governativa sulle Bcc, Lando Maria Sileoni

ha ribadito la linea della Fabi. «Non accette-

remo mai un contratto peggiorativo rispetto

a quello firmato in Abi». Poi l’avvertimento:

«Scordati che i lavoratori paghino di tasca

propria gli ammortizzatori sociali».

Uno dei principali nodi della vertenza con-

trattuale è, infatti, proprio questo: con la

riforma del mondo Bcc, sarà necessario che

il settore si doti di un proprio Fondo per l’oc-

cupazione, sulla scorta di quello esistente

«SCORDATI CHE I LAVORATORI SI PAGHINO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI»

in Abi, che ser-

virà a gestire gli

eventuali nuovi

esuberi derivanti

dalle fusioni che

diversi istituti sa-

ranno chiamati a

intraprendere per

rafforzare i loro li-

velli patrimoniali.

Federcasse spin-

ge affinché siano

i lavoratori ad autofinanziare l’ammortizza-

tore sociale, attraverso pesanti rinunce sugli

aumenti contrattuali, sugli scatti d’anzianità

e su altre voci strutturali delle retribuzione.

Non solo: i vertici di Federcasse hanno ipotiz-

zato l’introduzione di una sorta di solidarietà

di sistema. Proposte che sono state pronta-

mente rispedite al mittente dalla Fabi. Dopo

aver chiarito la sua posizione, Sileoni ha poi

concluso l’incontro con Azzi auspicando che

la vertenza di rinnovo del contratto Bcc si

chiuda entro l’estate. Ovviamente non alle

attuali condizioni poste da Federcasse.

(FG)

Il question time tra Alessandro Azzi

e Lando Maria Sileoni

Il consigliere delegato di Bpm,

Giuseppe Castagna