My Generation N° 1 Anno 2016
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di

Simone Capuani

Esecutivo Nazionale FABI Giovani

27

Enogastronomia

Febbraio

/

Marzo 2016

confezionare dai cuochi dei pani a

forma di colomba.

Abbandonando ora le leggende, ri-

cordiamo che con colomba si indi-

cano diversi dolci pasquali tipici

dell’Italia. Vi sono due principali

dolci cui fa riferimento la dizione

“colomba pasquale”: uno è la co-

lomba inventata in Lombardia ne-

gli anni trenta del 1900 dalla Motta

e poi diventata quella commercial-

mente più diffusa in tutta Italia;

l’altro di più antica tradizione è la

colomba pasquale diffusa in Sicilia

e chiamata anche i

palummeddi

o

pastifuorti

. Entrambe sono state

ufficialmente inserite nella lista dei

prodotti agroalimentari tradizio-

nali italiani.

La colomba come prodotto di mas-

sa nasce, quindi, come detto, nei

primi del Novecento, quando

l’azienda milanese Motta decide di

confezionare un prodotto simile al

panettone, ma con un aspetto de-

cisamente legato alla Pasqua. La ri-

cetta poi venne ripresa da Angelo

Vergani, che nel 1944 fondò la Ver-

gani srl, azienda di Milano che an-

cora oggi produce colombe.

Da allora questo dolce si diffuse

sulle tavole di tutti gli italiani, e an-

che ben oltre i confini dell’Italia.

L’impasto originale, a base di fari-

na, burro, uova, zucchero e buccia

d’arancia candita, con una ricca

glassatura alle mandorle, ha suc-

cessivamente assunto varie forme

e varianti.

Le colombe pasquali siciliane sono

invece dei piccoli dolci a forma di

colomba, galletti o semplicemente

rombi su cui sono incisi disegni o

punzonature. Sono dolci a “pasta-

quindi, la vita. La tradizione del

classico uovo di cioccolato è recen-

te, ma il dono di uova vere, deco-

rate con qualsiasi tipo di disegni o

dediche, è correlato alla festa pa-

squale sin dal Medioevo.

In Francia, alla corte di Versailles,

con Luigi XIV, il Re Sole (1638-

1715), gli speziali e i cuochi di corte

costruirono un uovo, tradizionale

dono di buon auspicio, con una so-

stanza costosa e misteriosa da poco

importata in Europa: nacque così

il primo uovo di Pasqua... al cioc-

colato.

Mettendo ora da parte colomba e

uova, è interessante ricordare al-

cuni dolci di Pasqua estremamente

particolari. Innanzitutto, i nidi di

Pasqua al cioccolato, un dolce sem-

plice e divertente da realizzare, che

può trovare numerose varianti così

come la treccia pasquale, ovvero

una brioche non eccessivamente

dolce insaporita da un mix di spe-

zie. In centro Italia adorano la piz-

za di Pasqua, un lievitato a ricre-

scita, ove gli ingredienti vengono

aggiunti e integrati in fasi succes-

sive di lievitazione. Con canditi o

senza, la pizza dolce presenta an-

che una fiocca, una glassa di me-

ringa e perline di zuccherini pre-

sente nelle versioni umbro-mar-

chigiane. Tra i dolci di Pasqua non

poteva poi mancare la pastiera na-

poletana. La ricetta è originaria ov-

viamente della Campania, ma è or-

mai abbastanza comune trovarla in

tutta Italia, nei pranzi e nelle cola-

zioni pasquali affiancata alla tradi-

zionale colomba pasquale o al ca-

satiello, dolce rustico sempre di

origine partenopea.

n

forte” realizzati con zucchero, fari-

na doppio zero e cannella. La zona

di produzione sono i comuni del-

l’area dei Monti Iblei, in provincia

di Ragusa. In passato oltre che per

le festività pasquali venivano

scambiate come regali tra fidanza-

ti. Spesso si include nella forma un

uovo sodo come decorazione e

simbolo legato alla Pasqua. Anche

se in origine le forme richiamano

le colombe vi sono varianti a forma

di canestro o gabbietta soprattutto

quando sono decorate con l’uovo

sodo.

Passiamo ora all’uovo di Pasqua,

divenuto nel tempo uno dei sim-

boli della Pasqua, assieme per l’ap-

punto alla colomba. L’uovo in sé

ha significati ed origini antichissi-

me. Già tra i Persiani e gli Egizi era

diffusa la tradizione dello scambio

di semplici uova di gallina all’av-

vento della stagione primaverile.

Lo stesso accadeva tra i Greci e i

Cinesi. Spesso poi le uova venivano

decorate a mano.

Nel cristianesimo simboleggia la

risurrezione di Gesù dal sepolcro ,