ESATTORIALI IN RIVOLTA

ESATTORIALI IN RIVOLTA

iv>”Siamo pronti a organizzare una mobilitazione nazionale dei lavoratori e a intraprendere un’azione legale contro Equitalia”. è quanto minaccia di fare il coordinamento esattoriali della FABI a seguito dell’applicazione della legge 122/2010 anche nelle società di riscossione, il provvedimento che, al fine di contenere la spesa pubblica, blocca per i prossimi tre anni gli scatti contrattuali del personale in servizio presso le pubbliche amministrazioni e le società controllate dallo Stato.

“Questa legge”, attacca Pierluigi Pratola, a capo del Coordinamento esattoriali FABI, “è giuridicamente inapplicabile al settore della riscossione, in quanto nelle società di Equitalia è da sempre in vigore il contratto del credito e non quello del pubblico impiego. La sua applicazione nel settore esattoriale rappresenta quindi un vero e proprio attacco alla libera contrattazione, che non si pu ò far passare sotto silenzio”.
“Il decreto si riferisce espressamente ai dipendenti con trattamento economico complessivo previsto dai rispettivi ordinamenti delle amministrazioni pubbliche e i nostri lavoratori”, sottolinea Pratola, “non rientrano nella categoria, anche se dipendono da una società controllata dallo stato”.
Nonostante ci ò, in base alla circolare di dicembre emanata dal ministero dell’Economia, le disposizioni di legge a partire da gennaio sono già divenute operative in tutte le società di riscossione e di conseguenza i circa 8.200 dipendenti di Equitalia si sono visti bloccare ogni automatismo economico: dagli scatti di anzianità ai premi fedeltà.
Intanto, in attesa di dar vita a iniziative più dure per protestare contro l’applicazione del provvedimento, la FABI e le altre organizzazioni sindacali hanno sospeso il confronto con Equitalia sul Piano industriale 2010-13, che porterà alla fusione delle attuali 17 società operanti nel campo della riscossione in tre macro-società (Nord, Centro e Sud Italia) al fine di ottimizzare i costi di gestione.
“Finchè il presidente di Equitalia Attilio Befera”, dichiara il Responsabile del Coordinamento FABI Esattoriali “non ci riceverà e si renderà disponibile intervenire nelle sedi istituzionali per dirimere la questione, rifiuteremo qualsiasi confronto e non firmeremo gli accordi per l’armonizzazione dei trattamenti economici e normativi dei dipendenti (attualmente ne sono in vigore 522), funzionali alla fusione delle 17 società in Equitalia”.
“Se l’intenzione è quella di stravolgere la natura privatistica delle ex concessionarie della riscossione ed equiparale a soggetti della pubblica amministrazione, calpestando i diritti acquisiti dei lavoratori e le prerogative del sindacato”, minaccia Pratola, “Befera non si aspetti più dai dipendenti prestazioni lavorative di ottimo livello come quelle fornite negli ultimi anni”.
Roma 02/02/2011
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