Concluso con un nulla di fatto l'incontro di oggi tra ABI e organizzazioni sindacali. Posizioni ancora distanti. La FABI tiene il punto: "Il contratto salvaguardi nuova occupazione ed aumenti economici. Il conto della crisi non sia saldato solo da lavoratori"
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CONTRATTO, LA TRATTATIVA RIPARTE A GENNAIO

Concluso con un nulla di fatto l’incontro di oggi tra ABI e organizzazioni sindacali. Posizioni ancora distanti. La FABI tiene il punto: “Il contratto salvaguardi nuova occupazione ed aumenti economici. Il conto della crisi non sia saldato solo da lavoratori”
CONTRATTO, LA TRATTATIVA RIPARTE A GENNAIO

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Si è concluso con un nulla di fatto l’incontro di oggi tra i rappresentanti dell’Abi e le organizzazioni sindacali: ancora distanti le posizioni tra le parti.
La trattativa per giungere a un accordo rinnovo del contratto riprenderà quindi a gennaio. Già fissate le date: il 16, il 17 e il 20.
Nella riunione svoltasi Roma, alla quale per la FABI erano presenti il Segretario Generale Lando Maria Sileoni e gli altri componenti della Segreteria nazionale, il Capo Delegazione sindacale di ABI, Francesco Micheli, ha ribadito che, considerata situazione di particolare difficoltà economica vissuta attualmente dalla banche, si dovrà puntare a un contratto sostenibile.
Incremento della produttività attraverso maggiori flessibilità delle norme contrattuali: questo è ci ò a cui aspira l’Abi.
Durante l’incontro è stato consegnato alle organizzazioni sindacali un documento nel quale le banche hanno messo nero su bianco tutti i fattori che impattano negativamente sui loro bilanci: dalla recessione prevista per il 2012, ad alcune norme della legge finanziaria in discussione in parlamento fino ad arrivare alle misure imposte prima da Basilea 3 poi dall’Eba, che ha chiesto ai principali istituti di credito ricapitalizzazioni per circa 15 miliardi di euro.
Dati reali ma parziali. Il Segretario generale della FABI, Lando Maria Sileoni, ha contestato infatti l’assenza, nella documentazione presentata, di ragguagli circa gli “sprechi” commessi annualmente delle banche: a cominciare dalle consulenze, per poi passare alle sponsorizzazioni, alle spese di rappresentanza, ai super stipendi elargiti ai manager.
“è inaccettabile constatare”, ha attaccato Sileoni, “la presenza di super retribuzioni ai piani alti degli istituti di credito a fronte di pessimi risultati”.
“Il nuovo contratto dei bancari”, ha sottolineato il Segretario generale della FABI, “dovrà necessariamente salvaguardare il recupero dell’inflazione e lo sviluppo dell’occupazione giovanile”.
Prossimo match tra Abi e organizzazioni sindacali fissato a gennaio.
Roma 15/12/2011
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