Riscossione, al via lo smart working

Riscossione, al via lo smart working

Firmato l’accordo dalla Fabi e gli altri sindacati con Agenzia delle entrate - Riscossione. La prossima settimana sarà pubblicata la piattaforma operativa per l’inserimento delle richieste che dovrà essere effettuato entro il 30 agosto.

Anche nel settore riscossione è diventato realtà lo smart-working, il cosiddetto lavoro agile.
Le segreterie nazionali della Fabi e degli altri sindacati di agenzia delle Entrate-Riscossione si sono incontrate ieri con la delegazione aziendale per discutere gli aspetti tecnici, regolamentari ed abilitativi relativi all’accordo sottoscritto lo scorso 15 maggio. Accordo che, appunto, consente ai dipendenti di lavorare anche a distanza, per un numero limitato di ore e giorni.
L’azienda sta predisponendo la piattaforma operativa (sarà pubblicata entro la prossima settimana) necessaria a gestire le richieste dei lavoratori che dovranno essere inviate entro il 30 agosto.

Se il numero delle richieste presentate dovesse superare le 150 unità o qualora, nell’ambito della stessa unità organizzativa, più lavoratori facciano richiesta di svolgere la prestazione lavorativa in smart working, si farà ricorso ai criteri di priorità per i quali è stato definito un punteggio, riconosciuto prioritariamente ai requisiti contenuti nella legge 81/2017.

I requisiti di priorità riguardano essenzialmente: lavoratori con figli in condizioni di disabilità, lavoratrici nei tre anni successivi al periodo di maternità, lavoratrici in stato di gravidanza, lavoratori con disabilità, oltre al requisito della maggiore distanza residenza/luogo di lavoro.
A pari punteggio prevarrà la maggiore anzianità di servizio e la cronologia dell’inserimento della richiesta.

Questa la dichiarazione di Anna Landoni, coordinatore nazionale Fabi in Agenzia delle Entrate: “L’assegnazione di un punteggio di priorità sulla base di requisiti specifici consentirà la definizione di una graduatoria che terrà in particolare considerazione il reale stato di necessità di ciascun lavoratore e della propria famiglia. In quest’ottica il lavoro agile diviene anche uno strumento sociale utile a garantire migliori condizioni di vita.”

Ma cos’è esattamente lo smart working? L’argomento è relativamente nuovo e per descriverlo al meglio prendiamo in prestito la definizione adottata dall’Osservatorio del Politecnico di Milano: “Ripensare il telelavoro in un’ottica più intelligente, mettere in discussione i tradizionali vincoli legati a luogo e orario lasciando alle persone maggiore autonomia nel definire le modalità di lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Autonomia, ma anche flessibilità, responsabilizzazione, valorizzazione dei talenti e fiducia diventano i principi chiave di questo nuovo approccio”.

Roma, 4 luglio 2019

 

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