STUDIO FABI: LE BANCHE CHIEDONO PIÙ GARANZIE, ALLE IMPRESE ARRIVANO MENO SOLDI

Dossier sull’andamento dei prestiti alle aziende e sulle misure per ridurre i rischi degli istituti. Sileoni: “Non si finanziano più le idee degli imprenditori”. Leggi i lanci dell’agenzia Ansa.

STUDIO FABI: LE BANCHE CHIEDONO PIÙ GARANZIE, ALLE IMPRESE ARRIVANO MENO SOLDI

Dossier sull’andamento dei prestiti alle aziende e sulle misure per ridurre i rischi degli istituti. Sileoni: “Non si finanziano più le idee degli imprenditori”. Leggi i lanci dell’agenzia Ansa.

 

 

Banche:Fabi,calano prestiti imprese,pesa richieste garanzie
Ricerca su dati Bce e Bankitalia, in un anno riduzione 6%

(ANSA) – MILANO, 22 AGO – Le banche prestano sempre meno soldi alle imprese. Nell’ultimo anno (da giugno 2018 a giugno 2019) il totale dei finanziamenti bancari alle ‘societa’ non finanziarie’ e’ calato di 45 miliardi di euro pari a una riduzione del 6,37%: a giugno 2019 il totale dei crediti si attestava a 658 miliardi contro i 703 miliardi di giugno 2018.
E’ quanto emerge da una ricerca della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi) che ha elaborato i dati della Bce, di Bankitalia e dei bilanci dei gruppi bancari.
Sul calo dello stock hanno inciso diversi fattori: le cartolarizzazioni di prestiti “in essere”, lo smaltimento delle sofferenze e anche le minori erogazioni. Sulle minori erogazioni, secondo informazioni raccolte dalla Fabi nella rete bancaria, pesa sempre di piu’ il netto calo delle domande di prestito da parte della clientela. Un calo, quello delle richieste di linee di credito allo sportello, che sarebbe legato soprattutto alla progressiva “crescita delle garanzie”.
LE
22-AGO-19 10:58 NN

 

Banche:Sileoni (Fabi),settore non finanzia idee imprenditori

(ANSA) – MILANO, 22 AGO – “Il settore bancario italiano, che e’ definitivamente uscito dal tunnel della crisi, deve impegnarsi per sostenere le economie dei territori rendendo piu’ facile, snello ed efficace l’accesso al credito, oggi rallentato da un eccesso di garanzie richieste alla clientela che ne impediscono un corretto e produttivo rapporto”. Lo afferma il segretario generale della Fabi, Lanco Maria Sileoni, commentando i dati della ricerca dalla quale emerge una riduzione dei prestiti alle imprese.
“Talvolta, per un prestito – aggiunge – si arriva a chiedere garanzie fino a cinque volte superiori l’importo iniziale. Non vengono quasi mai finanziate le idee degli imprenditori, cosi’ come invece avviene regolarmente nelle banche degli Stati Uniti e dei paesi anglosassoni, e l’intero settore e’ troppo legato a vecchi e superati modelli di business. Il ritorno costante agli utili, la crescita dei coefficienti patrimoniali e la svendita dei crediti deteriorati hanno ripulito i bilanci e riposizionato
il settore tra i migliori in Europa. Ora le banche non hanno piu’ alibi per non dover cambiare attraverso un nuovo modello di banca che sia concretamente piu’ attento ai territori e alle economie locali. Dal 18 settembre, quando ripartiranno le trattative in Abi, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro, verificheremo le reali intenzioni dei nostri istituti di credito rispetto a una maggiore sostenibilita’ sociale dei loro modelli di business”.(ANSA).
LE
22-AGO-19 11:26 NNNN

 

ANSA-FOCUS/ Banche chiedono piu’ garanzie, meno soldi a imprese

Studio Fabi, in un anno sforbiciata da 45 miliardi ai prestiti
(di Massimo Lapenda)

(ANSA) – MILANO, 22 AGO – Le banche aumentano le richieste di garanzie alle imprese per i prestiti ed il primo effetto e’ quello di una sforbiciata da 45 miliardi di euro. In un anno, secondo uno studio della Federazione autonoma bancari italiani (Fabi), la riduzione dei prestiti e’ stata del 6,37% attestandosi a 658 miliardi a giugno scorso rispetto ai 703 miliardi dello stesso periodo del 2018.
Sulle minori erogazioni, secondo informazioni raccolte dalla Fabi nella rete bancaria, pesa sempre di piu’ il netto calo delle domande di prestito da parte della clientela. Un contrazione legata soprattutto alla progressiva “crescita delle garanzie”.
L’11% delle imprese italiane (dall’8,5% del 2018) dichiara di non essere interessato alla richiesta di credito perche’ prevale un “sentimento di scoraggiamento”. Da una recente statistica della Bce emerge come, dopo la Grecia, l’Italia, Francia e Irlanda hanno la percentuale piu’ alta di imprese che non nasconde di avere difficolta’ nella richiesta di finanziamenti alle banche.
Sul calo del credito hanno inciso diversi fattori come ad esempio le cartolarizzazioni di prestiti in corso e lo smaltimento delle sofferenze. In dodici mesi sono state registrate operazioni di cartolarizzazioni per 16,3 miliardi, ammontare che ha portato la cifra complessiva da 122 a 138 miliardi di euro pari a una crescita del 13,36%. E’ proseguita anche la tendenza della cessione delle sofferenze con il totale dei crediti deteriorati sceso, nel corso dell’ultimo anno, del 33,52%: lo stock era a 59 miliardi a giugno 2019 contro i 90 miliardi di giugno 2018.
E’ il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, a ricordare come talvolta, per un prestito si arriva a chiedere garanzie “fino a cinque volte superiori l’importo iniziale. Non vengono quasi mai finanziate le idee degli imprenditori, cosi’ come invece avviene negli Stati Uniti e dei paesi anglosassoni”.
Il ritorno costante agli utili, la crescita dei coefficienti patrimoniali e la vendita dei crediti deteriorati hanno consentito di ripulire i bilanci delle banche, riposizionando il settore tra i migliori in Europa. Ora il settore deve “impegnarsi – conclude Sileoni – per sostenere le economie dei territori rendendo piu’ facile, snello ed efficace l’accesso al credito, oggi rallentato da un eccesso di garanzie richieste alla clientela”.(ANSA).
LE
22-AGO-19 17:46 NNNN