BANCA BIM, I SINDACATI CHIEDONO TUTELE OCCUPAZIONALI

Richieste avanzate delle organizzazioni sindacali con utilizzo degli strumenti del contratto nazionale per le gestioni occupazionali. Marras (Fabi): « Vogliamo creare ponti per gestire le difficili situazioni che gravano sempre sulle spalle dei lavoratori»

BANCA BIM, I SINDACATI CHIEDONO TUTELE OCCUPAZIONALI

Proseguono i faccia a faccia tra la Fabi le altre organizzazioni sindacali e i vertici del gruppo bancario Bim (Banca Intermobiliare). Gli incontri seguono l’annuncio di settembre del piano industriale 2019-2024 dell’ex private bank torinese, dal 2018 di proprietà irlandese, fortemente contestato dai sindacati.

Nel piano, infatti, sono indicate 140 uscite del dipendenti (pari a un terzo del personale della banca), il trasferimento parziale dell’attuale sede centrale di Torino a Milano e l’accorpamento di diverse filiali.

Dopo l’incontro di ieri i sindacati sono riusciti a «scardinare la posizione aziendale di non utilizzare gli strumenti previsti dal contratto nazionale del lavoro ricorrendo solamente a dimissioni incentivate» come si legge nel comunicato unitario. Le organizzazioni sindacali hanno proposto, invece, «di ricorrere al Fondo esuberi per i prepensionamenti, l’accesso alle risorse del Fondo ordinario (es. le giornate di solidarietà accumulate in questi anni dall’azienda), l’incentivazione ai contratti part time o ricorso allo smart working, l’utilizzo della parte emergenziale del Fondo».
Durante l’incontro del 23 ottobre i sindacati avevano già richiesto chiarimenti riguardo alle mobilità di alcuni uffici da Torino a Milano e tal riguardo garanzie economiche e sociali per tutti i lavoratori coinvolti nei trasferimenti.

«Siamo entrati nella fase cruciale della trattativa. Rotte le resistenze aziendali a parlare di un insieme di tutele, e non solamente di dimissioni incentivate, abbiamo presentato una serie di richieste a tutela dei colleghi coinvolti nella procedura: diminuzione del numero di esuberi, prepensionamenti volontari, incentivi al part time, giornate di solidarietà e tutele anche economiche per la gestione dei trasferimenti previsti» commenta il segretario provinciale Fabi, Roberto Marras, «Compito del sindacato è creare ponti per gestire le difficili situazioni che gravano sempre sulle spalle dei lavoratori, in una poco lungimirante ottica di taglio dei costi. Non avremo timore però ad alzare muri se la trattativa prenderà una strada lesiva della dignità sindacale e mancherà di riconoscere il valore del duro lavoro che in questi lunghi anni i colleghi hanno profuso giorno dopo giorno nella loro banca» aggiunge Marras.

Il prossimo appuntamento con l’azienda è per il 7 novembre.

Roma, 5 novembre 2019