FABI: ANCHE ABI CONFERMA LO SCOSTAMENTO TRA PRESTITI E TERRITORIO

Comunicato della Federazione dopo la replica dell’Associazione bancaria: analisi in linea con la nostra ricerca.

FABI: ANCHE ABI CONFERMA LO SCOSTAMENTO TRA PRESTITI E TERRITORIO

Comunicato della Federazione dopo la replica dell’Associazione bancaria: analisi in linea con la nostra ricerca.

 

 

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA

DL IMPRESE: FABI, DA ABI CONFERMA SCOSTAMENTO TRA PRESTITI E TERRITORIO

 

Roma, 27 maggio 2020. «Abi sostiene che ci sia una “quasi perfetta correlazione” tra domande di prestiti e distribuzione territoriale delle partite Iva: in realtà, dalla stessa tabella diffusa dall’Abi emerge che in sette regioni (tre delle quali proprio al Nord, come  Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte) c’è uno scostamento significativo pari a ben 9,45 punti percentuali tra prestiti e territorio, confermando, quindi, lo studio della Fabi diffuso stamattina». È quanto osserva la responsabile Analisi e ricerche della Fabi, Elisabetta Mercaldo, secondo cui «l’analisi appena diffusa dall’Abi è limitata ai prestiti fino a 25.000 euro, mentre quella della Fabi prende in considerazione anche quelli fino a 800.000 euro; il ragionamento dell’Abi è circoscritto alle sole partite Iva, mentre quello della Fabi riguarda anche le pmi; l’eventuale confronto, pertanto, non sarebbe omogeneo. Abi giustifica le maggiori richieste di prestiti garantiti dallo Stato con l’emergenza Covid, tralasciando il fatto che la chiusura, a partire dall’11 marzo, ha interessato indistintamente tutto il Paese: bar e negozi hanno chiuso a Milano e Reggio Calabria, a Torino e a Bari. Da questo punto di vista, varrebbe, semmai, il ragionamento opposto: in Lombardia e in altre regioni del Nord sono presenti attività produttive e una quota di queste è rimasta attiva, probabilmente andando incontro a meno problemi di tipo economico, anche per quanto riguarda la durata. Nelle regioni del Centro e del Sud, invece, l’economia si regge quasi interamente su settori che sono stati costretti alla chiusura, ristorazione, turismo, servizi: ne consegue che le difficoltà maggiori potrebbero essere state accusate proprio lì dove, oggi, alcune banche non favoriscono l’erogazione di questi prestiti. A questo si aggiunge che i minori o i maggiori effetti economici saranno quantificabili non nell’immediato, ma nei prossimi mesi».