OLTRE LA METÀ DEI PRESTITI IN SOLE QUATTRO REGIONI DEL NORD

Nuovo studio della Fabi: il 50,7% delle richieste in Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, ma lì è presente solo il 38% di pmi e partite Iva. Il segretario generale Sileoni: «Sud penalizzato, cresce il rischio usura»

OLTRE LA METÀ DEI PRESTITI IN SOLE QUATTRO REGIONI DEL NORD

Il 50,7% dei prestiti garantiti dallo Stato, fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro, è appannaggio delle quattro grandi regioni del Nord dove, però, è attivo “solo” il 38% di partite Iva e pmi italiane. Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si assicurano oltre la metà dei finanziamenti con paracadute pubblico, ma in quelle zone del Paese opera, in proporzione, un numero di imprese e professionisti nettamente inferiore alla quota di crediti in arrivo grazie al decreto liquidità; nel resto del Paese, opera il 62% di soggetti economici, ma la quota di prestiti si ferma al 49,3%. È quanto emerge da un’elaborazione realizzata dalla Fabi.

 

«Alcune banche, per loro convenienze, stanno penalizzando determinati territori e ne stanno favorendo altri: il risultato è che in specifiche aree del Paese, soprattutto del Sud, si sta allargando il rischio usura per le imprese, perché chi non ottiene finanziamenti in banca finisce molto probabilmente in mano alla criminalità organizzata. Sarebbe interessante conoscere i dati relativi ai tempi di erogazione da parte dei singoli gruppi bancari» ha dichiarato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione Tg2 Italia su Rai Due, commentando il nuovo studio della Fabi. Secondo Sileoni «non c’è proporzione tra l’ammontare dei prestiti e il numero di partite Iva e pmi, ciò perché da parte di alcuni istituti c’è molta attenzione verso i territori settentrionali».

Roma, 27 maggio 2020

FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI

COMUNICATO STAMPA

DL LIQUIDITÀ: FABI, OLTRE LA METÀ DEI PRESTITI IN SOLE QUATTRO REGIONI DEL NORD

 

Roma, 27 maggio 2020. Il 50,7% dei prestiti garantiti dallo Stato, fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro, è appannaggio delle quattro grandi regioni del Nord dove, però, è attivo “solo” il 38% di partite Iva e pmi italiane. Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si assicurano oltre la metà dei finanziamenti con paracadute pubblico, ma in quelle zone del Paese opera, in proporzione, un numero di imprese e professionisti nettamente inferiore alla quota di crediti in arrivo grazie al decreto liquidità; nel resto del Paese, opera il 62% di soggetti economici, ma la quota di prestiti si ferma al 49,3%. È quanto emerge da un’elaborazione realizzata dalla Fabi, secondo la quale, su complessivi 17,1 miliardi di euro di prestiti richiesti in Italia fino al 25 maggio, sfruttando il Fondo centrale di garanzia, in Lombardia le domande ammontano a 3,9 miliardi pari al 22,5% del totale, ma le imprese e le partite Iva, rispetto all’intero territorio nazionale, sono il 15,7%; in Veneto le domande valgono 1,9 miliardi ovvero l’11,5% del totale, mentre la quota di pmi e partite Iva si ferma al 7,9%; situazione simile a quella dell’Emilia-Romagna, con 1,7 miliardi di richieste, pari al 10,1% del totale, da confrontare con il 7,4% di imprese e partite Iva operanti sul territorio regionale; in Piemonte, unico caso fra le quattro maggiori regioni settentrionali, c’è un sostanziale equilibrio considerando che le domande valgono 1,1 miliardi, pari al 6,5% del totale nazionale e la quota di pmi e partite Iva si attesta al 7%.

 

Dall’analisi della Fabi, dunque, emerge un evidente divario tra la ripartizione, su base regionale, dei prestiti protetti dallo Stato col decreto “liquidità” e la distribuzione territoriale di partite Iva e piccole medie imprese. Ne consegue che alcune zone del Paese, di fatto, sono significativamente premiate e altre, specie al Sud, pesantemente penalizzate. Nel resto d’Italia, con l’eccezione di Marche e Umbria, il rapporto tra prestiti richiesti e percentuale di imprese è sempre in “deficit”, la quota di finanziamenti, in sostanza, è inferiore alla quota di pmi e partite Iva presenti rispetto al totale nazionale: nel Lazio le domande di prestiti valgono il 9,4% del totale (1,6 miliardi), le pmi e partite Iva rappresentano il 10,9% del bacino nazionale; in Toscana si raffronta il 6,2% delle richieste di finanziamento (1,1 miliardi) con il 6,2% di soggetti economici operanti; in Campania, i prestiti arrivano al 7,7% (1,3 miliardi) e le pmi/partite Iva al 9,8%; in Puglia, il confronto è tra il 4,8% di finanziamenti (812 milioni) e il 6,3% di operatori economici; in Sicilia il 5,0% di prestiti (848 milioni) va rapportato al 7,7% di pmi/partite Iva; in Abruzzo, le domande ammontano al 2,1% del totale (353 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per il 2,4%; in Calabria, il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Liguria il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Sardegna si raffrontano l’1,5% delle richieste di finanziamento (262 milioni) con il 2,8% di soggetti economici operanti; in Basilicata lo 0,7% di prestiti (114 milioni) va rapportato all’1% di pmi/partite Iva; in Trentino-Alto Adige, le domande ammontano all’1,3% del totale (221 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per l’1,8%; nel Molise le domande di prestiti valgono lo 0,4% del totale (64 milioni), le pmi e partite Iva rappresentano lo 0,6% del bacino nazionale; in Val d’Aosta, le domande ammontano allo 0,1% del totale (19 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per lo 0,2%.

 

Proporzione quasi rispettata in Friuli-Venezia Giulia: i prestiti richiesti ammontano all’1,8% del totale (307 milioni), percentuale  leggermente più alta della quota di pmi e partite Iva rispetto all’intero bacino nazionale (1,7%). Due le eccezioni ovvero le situazioni “favorevoli” lontane dal Nord: quella della regione Marche, dove la quota di finanziamenti è pari al 3,6% del totale (618 milioni), mentre le pmi e le partite Iva sono il 2,8%; e quella della regione Umbria, dove i prestiti valgono l’1,6% (277 milioni), mentre gli operatori economici sono l’1,5%.

DL Imprese: Fabi, oltre meta’ dei prestiti in 4 regioni del Nord = (AGI) – Roma, 27 mag. – Il 50,7% dei prestiti garantiti dallo Stato, fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro, e’ appannaggio delle quattro grandi regioni del Nord dove, pero’, e’ attivo “solo” il 38% di partite Iva e pmi italiane. E’ quanto emerge da un’elaborazione realizzata dalla Fabi, secondo cui Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si assicurano oltre la meta’ dei finanziamenti con paracadute pubblico, ma in quelle zone del Paese opera, in proporzione, un numero di imprese e professionisti nettamente inferiore alla quota di crediti in arrivo grazie al decreto liquidita’; nel resto del Paese, opera il 62% di soggetti economici, ma la quota di prestiti si ferma al 49,3%. (AGI)Ing (Segue) 271224 MAG 20 NNNN

 

DL Imprese: Fabi, oltre meta’ dei prestiti in 4 regioni del Nord (2)= (AGI) – Roma, 27 mag. – Secondo lo studio, su complessivi 17,1 miliardi di euro di prestiti richiesti in Italia fino al 25 maggio, sfruttando il Fondo centrale di garanzia, in Lombardia le domande ammontano a 3,9 miliardi pari al 22,5% del totale, ma le imprese e le partite Iva, rispetto all’intero territorio nazionale, sono il 15,7%; in Veneto le domande valgono 1,9 miliardi ovvero l’11,5% del totale, mentre la quota di pmi e partite Iva si ferma al 7,9%; situazione simile a quella dell’Emilia-Romagna, con 1,7 miliardi di richieste, pari al 10,1% del totale, da confrontare con il 7,4% di imprese e partite Iva operanti sul territorio regionale; in Piemonte, unico caso fra le quattro maggiori regioni settentrionali, c’e’ un sostanziale equilibrio considerando che le domande valgono 1,1 miliardi, pari al 6,5% del totale nazionale e la quota di pmi e partite Iva si attesta al 7%. Dall’analisi della Fabi emerge un evidente divario tra la ripartizione, su base regionale, dei prestiti protetti dallo Stato col decreto “liquidita’” e la distribuzione territoriale di partite Iva e piccole medie imprese. Ne consegue che alcune zone del Paese, di fatto, sono significativamente premiate e altre, specie al Sud, pesantemente penalizzate.(AGI)Ing (Segue) 271224 MAG 20 NNNN

 

DL Imprese: Fabi, oltre meta’ dei prestiti in 4 regioni del Nord (3)= (AGI) – Roma, 27 mag. – Nel resto d’Italia, con l’eccezione di Marche e Umbria, il rapporto tra prestiti richiesti e percentuale di imprese e’ sempre in “deficit”, la quota di finanziamenti, in sostanza, e’ inferiore alla quota di pmi e partite Iva presenti rispetto al totale nazionale: nel Lazio le domande di prestiti valgono il 9,4% del totale (1,6 miliardi), le pmi e partite Iva rappresentano il 10,9% del bacino nazionale; in Toscana si raffronta il 6,2% delle richieste di finanziamento (1,1 miliardi) con il 6,2% di soggetti economici operanti; in Campania, i prestiti arrivano al 7,7% (1,3 miliardi) e le pmi/partite Iva al 9,8%; in Puglia, il confronto e’ tra il 4,8% di finanziamenti (812 milioni) e il 6,3% di operatori economici; in Sicilia il 5,0% di prestiti (848 milioni) va rapportato al 7,7% di pmi/partite Iva; in Abruzzo, le domande ammontano al 2,1% del totale (353 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per il 2,4%; in Calabria, il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Liguria il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Sardegna si raffrontano l’1,5% delle richieste di finanziamento (262 milioni) con il 2,8% di soggetti economici operanti; in Basilicata lo 0,7% di prestiti (114 milioni) va rapportato all’1% di pmi/partite Iva; in Trentino-Alto Adige, le domande ammontano all’1,3% del totale (221 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per l’1,8%; nel Molise le domande di prestiti valgono lo 0,4% del totale (64 milioni), le pmi e partite Iva rappresentano lo 0,6% del bacino nazionale; in Val d’Aosta, le domande ammontano allo 0,1% del totale (19 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per lo 0,2%. (AGI)Ing (Segue) 271224 MAG 20 NNNN

 

DL Imprese: Fabi, oltre meta’ dei prestiti in 4 regioni del Nord (4)= (AGI) – Roma, 27 mag. – Proporzione quasi rispettata in Friuli-Venezia Giulia: i prestiti richiesti ammontano all’1,8% del totale (307 milioni), percentuale leggermente piu’ alta della quota di pmi e partite Iva rispetto all’intero bacino nazionale (1,7%). Due le eccezioni ovvero le situazioni “favorevoli” lontane dal Nord: quella della regione Marche, dove la quota di finanziamenti e’ pari al 3,6% del totale (618 milioni), mentre le pmi e le partite Iva sono il 2,8%; e quella della regione Umbria, dove i prestiti valgono l’1,6% (277 milioni), mentre gli operatori economici sono l’1,5%. “Alcune banche, per loro convenienze, stanno penalizzando determinati territori e ne stanno favorendo altri: il risultato e’ che in specifiche aree del Paese, soprattutto del Sud, si sta allargando il rischio usura per le imprese, perche’ chi non ottiene finanziamenti in banca finisce molto probabilmente in mano alla criminalita’ organizzata. Sarebbe interessante conoscere i dati relativi ai tempi di erogazione da parte dei singoli gruppi bancari”, ha dichiarato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione Tg2 Italia su Rai Due. Secondo Sileoni “non c’e’ proporzione tra l’ammontare dei prestiti e il numero di partite Iva e pmi, cio’ perche’ da parte di alcuni istituti c’e’ molta attenzione verso i territori settentrionali”. (AGI)Ing 271224 MAG 20 NNNN

 

CORONAVIRUS: FABI, OLTRE META’ PRESTITI DL LIQUIDITA’ IN SOLE 4 REGIONI NORD = Roma, 27 mag. (Adnkronos) – Il 50,7% dei prestiti garantiti dallo Stato, fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro, è appannaggio delle quattro grandi regioni del Nord dove, però, è attivo ”solo” il 38% di partite Iva e pmi italiane. Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si assicurano oltre la metà dei finanziamenti con paracadute pubblico, ma in quelle zone del Paese opera, in proporzione, un numero di imprese e professionisti nettamente inferiore alla quota di crediti in arrivo grazie al decreto liquidità; nel resto del Paese, opera il 62% di soggetti economici, ma la quota di prestiti si ferma al 49,3%. È quanto emerge da un’elaborazione realizzata dalla FABI, secondo la quale, su complessivi 17,1 miliardi di euro di prestiti richiesti in Italia fino al 25 maggio, sfruttando il Fondo centrale di garanzia, in Lombardia le domande ammontano a 3,9 miliardi pari al 22,5% del totale, ma le imprese e le partite Iva, rispetto all’intero territorio nazionale, sono il 15,7%; in Veneto le domande valgono 1,9 miliardi ovvero l’11,5% del totale, mentre la quota di pmi e partite Iva si ferma al 7,9%; situazione simile a quella dell’Emilia-Romagna, con 1,7 miliardi di richieste, pari al 10,1% del totale, da confrontare con il 7,4% di imprese e partite Iva operanti sul territorio regionale; in Piemonte, unico caso fra le quattro maggiori regioni settentrionali, c’è un sostanziale equilibrio considerando che le domande valgono 1,1 miliardi, pari al 6,5% del totale nazionale e la quota di pmi e partite Iva si attesta al 7%. Dall’analisi della FABI, dunque, emerge un evidente divario tra la ripartizione, su base regionale, dei prestiti protetti dallo Stato col decreto ”liquidità” e la distribuzione territoriale di partite Iva e piccole medie imprese. Ne consegue che alcune zone del Paese, di fatto, sono significativamente premiate e altre, specie al Sud, pesantemente penalizzate. (segue) (Mcc/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAG-20 11:43 NNNN

 

CORONAVIRUS: FABI, OLTRE META’ PRESTITI DL LIQUIDITA’ IN SOLE 4 REGIONI NORD (2) = (Adnkronos) – Nel resto d’Italia, con l’eccezione di Marche e Umbria, il rapporto tra prestiti richiesti e percentuale di imprese è sempre in ”deficit”, la quota di finanziamenti, in sostanza, è inferiore alla quota di pmi e partite Iva presenti rispetto al totale nazionale: nel Lazio le domande di prestiti valgono il 9,4% del totale (1,6 miliardi), le pmi e partite Iva rappresentano il 10,9% del bacino nazionale; in Toscana si raffronta il 6,2% delle richieste di finanziamento (1,1 miliardi) con il 6,2% di soggetti economici operanti; in Campania, i prestiti arrivano al 7,7% (1,3 miliardi) e le pmi/partite Iva al 9,8%; in Puglia, il confronto è tra il 4,8% di finanziamenti (812 milioni) e il 6,3% di operatori economici; in Sicilia il 5,0% di prestiti (848 milioni) va rapportato al 7,7% di pmi/partite Iva. E, ancora prosegue la ricerca della FABI, in Abruzzo, le domande ammontano al 2,1% del totale (353 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per il 2,4%; in Calabria, il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Liguria il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Sardegna si raffrontano l’1,5% delle richieste di finanziamento (262 milioni) con il 2,8% di soggetti economici operanti; in Basilicata lo 0,7% di prestiti (114 milioni) va rapportato all’1% di pmi/partite Iva; in Trentino-Alto Adige, le domande ammontano all’1,3% del totale (221 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per l’1,8%; nel Molise le domande di prestiti valgono lo 0,4% del totale (64 milioni), le pmi e partite Iva rappresentano lo 0,6% del bacino nazionale; in Val d’Aosta, le domande ammontano allo 0,1% del totale (19 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per lo 0,2%. Proporzione quasi rispettata in Friuli-Venezia Giulia: i prestiti richiesti ammontano all’1,8% del totale (307 milioni), percentuale leggermente più alta della quota di pmi e partite Iva rispetto all’intero bacino nazionale (1,7%). Due le eccezioni ovvero le situazioni ”favorevoli” lontane dal Nord: quella della regione Marche, dove la quota di finanziamenti è pari al 3,6% del totale (618 milioni), mentre le pmi e le partite Iva sono il 2,8%; e quella della regione Umbria, dove i prestiti valgono l’1,6% (277 milioni), mentre gli operatori economici sono l’1,5%. (Mcc/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 27-MAG-20 11:43 NNNN

 

Dl liquidità, Sileoni: Sud penalizzato, cresce rischio usura Milano, 27 mag. (LaPresse) – “Alcune banche, per loro convenienze, stanno penalizzando determinati territori e ne stanno favorendo altri: il risultato è che in specifiche aree del Paese, soprattutto del Sud, si sta allargando il rischio usura per le imprese, perché chi non ottiene finanziamenti in banca finisce molto probabilmente in mano alla criminalità organizzata. Sarebbe interessante conoscere i dati relativi ai tempi di erogazione da parte dei singoli gruppi bancari”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, intervistato durante la trasmissione Tg2 Italia su Rai2, commentando il nuovo studio della Fabi sui prestiti a imprese e partite Iva garantiti dallo Stato. Secondo Sileoni “non c’è proporzione tra l’ammontare dei prestiti e il numero di partite Iva e pmi, ciò perché da parte di alcuni istituti c’è molta attenzione verso i territori settentrionali”. ECO NG01 mad 271147 MAG 20

 

Dl liquidità, Fabi: Oltre metà prestiti in sole 4 regioni del nord-2- Torino, 27 mag. (LaPresse) – Dall’analisi della Fabi, dunque, emerge “un evidente divario tra la ripartizione, su base regionale, dei prestiti protetti dallo Stato col decreto “liquidità” e la distribuzione territoriale di partite Iva e piccole medie imprese. Ne consegue che alcune zone del Paese, di fatto, sono significativamente premiate e altre, specie al Sud, pesantemente penalizzate. Nel resto d’Italia, con l’eccezione di Marche e Umbria, il rapporto tra prestiti richiesti e percentuale di imprese è sempre in “deficit”, la quota di finanziamenti, in sostanza, è inferiore alla quota di pmi e partite Iva presenti rispetto al totale nazionale: nel Lazio le domande di prestiti valgono il 9,4% del totale (1,6 miliardi), le pmi e partite Iva rappresentano il 10,9% del bacino nazionale; in Toscana si raffronta il 6,2% delle richieste di finanziamento (1,1 miliardi) con il 6,2% di soggetti economici operanti; in Campania, i prestiti arrivano al 7,7% (1,3 miliardi) e le pmi/partite Iva al 9,8%; in Puglia, il confronto è tra il 4,8% di finanziamenti (812 milioni) e il 6,3% di operatori economici; in Sicilia il 5,0% di prestiti (848 milioni) va rapportato al 7,7% di pmi/partite Iva; in Abruzzo, le domande ammontano al 2,1% del totale (353 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per il 2,4%; in Calabria, il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Liguria il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Sardegna si raffrontano l’1,5% delle richieste di finanziamento (262 milioni) con il 2,8% di soggetti economici operanti; in Basilicata lo 0,7% di prestiti (114 milioni) va rapportato all’1% di pmi/partite Iva; in Trentino-Alto Adige, le domande ammontano all’1,3% del totale (221 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per l’1,8%; nel Molise le domande di prestiti valgono lo 0,4% del totale (64 milioni), le pmi e partite Iva rappresentano lo 0,6% del bacino nazionale; in Val d’Aosta, le domande ammontano allo 0,1% del totale (19 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per lo 0,2%”.(Segue) NOS NG01 lcr 271153 MAG 20

 

Dl liquidità, Fabi: Oltre metà prestiti in sole 4 regioni del nord-3- Torino, 27 mag. (LaPresse) – Proporzione quasi rispettata in Friuli-Venezia Giulia – sottolinea Fabi – i prestiti richiesti ammontano all’1,8% del totale (307 milioni), percentuale leggermente più alta della quota di pmi e partite Iva rispetto all’intero bacino nazionale (1,7%). Due le eccezioni ovvero le situazioni “favorevoli” lontane dal Nord: quella della regione Marche, dove la quota di finanziamenti è pari al 3,6% del totale (618 milioni), mentre le pmi e le partite Iva sono il 2,8%; e quella della regione Umbria, dove i prestiti valgono l’1,6% (277 milioni), mentre gli operatori economici sono l’1,5%. NOS NG01 lcr 271153 MAG 20

 

DL LIQUIDITÀ, FABI: OLTRE METÀ PRESTITI IN SOLO 4 REGIONI NORD (1) (9Colonne) Roma, 27 mag – Il 50,7% dei prestiti garantiti dallo Stato, fino a 25.000 euro e fino a 800.000 euro, è appannaggio delle quattro grandi regioni del Nord dove, però, è attivo “solo” il 38% di partite Iva e pmi italiane. Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna si assicurano oltre la metà dei finanziamenti con paracadute pubblico, ma in quelle zone del Paese opera, in proporzione, un numero di imprese e professionisti nettamente inferiore alla quota di crediti in arrivo grazie al decreto liquidità; nel resto del Paese, opera il 62% di soggetti economici, ma la quota di prestiti si ferma al 49,3%. È quanto emerge da un’elaborazione realizzata dalla FABI, secondo la quale, su complessivi 17,1 miliardi di euro di prestiti richiesti in Italia fino al 25 maggio, sfruttando il Fondo centrale di garanzia, in Lombardia le domande ammontano a 3,9 miliardi pari al 22,5% del totale, ma le imprese e le partite Iva, rispetto all’intero territorio nazionale, sono il 15,7%; in Veneto le domande valgono 1,9 miliardi ovvero l’11,5% del totale, mentre la quota di pmi e partite Iva si ferma al 7,9%; situazione simile a quella dell’Emilia-Romagna, con 1,7 miliardi di richieste, pari al 10,1% del totale, da confrontare con il 7,4% di imprese e partite Iva operanti sul territorio regionale; in Piemonte, unico caso fra le quattro maggiori regioni settentrionali, c’è un sostanziale equilibrio considerando che le domande valgono 1,1 miliardi, pari al 6,5% del totale nazionale e la quota di pmi e partite Iva si attesta al 7%. (SEGUE) 271123 MAG 20 

DL LIQUIDITÀ, FABI: OLTRE METÀ PRESTITI IN SOLO 4 REGIONI NORD (2) (9Colonne) Roma, 27 mag – Dall’analisi della FABI, dunque, emerge un evidente divario tra la ripartizione, su base regionale, dei prestiti protetti dallo Stato col decreto “liquidità” e la distribuzione territoriale di partite Iva e piccole medie imprese. Ne consegue che alcune zone del Paese, di fatto, sono significativamente premiate e altre, specie al Sud, pesantemente penalizzate. Nel resto d’Italia, con l’eccezione di Marche e Umbria, il rapporto tra prestiti richiesti e percentuale di imprese è sempre in “deficit”, la quota di finanziamenti, in sostanza, è inferiore alla quota di pmi e partite Iva presenti rispetto al totale nazionale: nel Lazio le domande di prestiti valgono il 9,4% del totale (1,6 miliardi), le pmi e partite Iva rappresentano il 10,9% del bacino nazionale; in Toscana si raffronta il 6,2% delle richieste di finanziamento (1,1 miliardi) con il 6,2% di soggetti economici operanti; in Campania, i prestiti arrivano al 7,7% (1,3 miliardi) e le pmi/partite Iva al 9,8%; in Puglia, il confronto è tra il 4,8% di finanziamenti (812 milioni) e il 6,3% di operatori economici; in Sicilia il 5,0% di prestiti (848 milioni) va rapportato al 7,7% di pmi/partite Iva; in Abruzzo, le domande ammontano al 2,1% del totale (353 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per il 2,4%; in Calabria, il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Liguria il 3,1% di pmi e partite Iva italiane ha presentato richieste per l’1,6% del totale; in Sardegna si raffrontano l’1,5% delle richieste di finanziamento (262 milioni) con il 2,8% di soggetti economici operanti; in Basilicata lo 0,7% di prestiti (114 milioni) va rapportato all’1% di pmi/partite Iva; in Trentino-Alto Adige, le domande ammontano all’1,3% del totale (221 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per l’1,8%; nel Molise le domande di prestiti valgono lo 0,4% del totale (64 milioni), le pmi e partite Iva rappresentano lo 0,6% del bacino nazionale; in Val d’Aosta, le domande ammontano allo 0,1% del totale (19 milioni), ma imprenditori e professionisti pesano per lo 0,2%. Proporzione quasi rispettata in Friuli-Venezia Giulia: i prestiti richiesti ammontano all’1,8% del totale (307 milioni), percentuale leggermente più alta della quota di pmi e partite Iva rispetto all’intero bacino nazionale (1,7%). Due le eccezioni ovvero le situazioni “favorevoli” lontane dal Nord: quella della regione Marche, dove la quota di finanziamenti è pari al 3,6% del totale (618 milioni), mentre le pmi e le partite Iva sono il 2,8%; e quella della regione Umbria, dove i prestiti valgono l’1,6% (277 milioni), mentre gli operatori economici sono l’1,5%. 271124 MAG 20