«CON CCB SERVE UN TAVOLO PERMANENTE DI CONFRONTO»

Presentato il piano industriale 2020/2022 di Cassa Centrale Banca. Il commento del coordinatore Fabi di gruppo CCB, Domenico Mazzucchi: «L’incontro è stato utile per conoscere gli obbiettivi generali che il gruppo si è dato per i prossimi tre anni. Abbiamo chiesto un pieno, forte e attivo coinvolgimento in tutte le fasi applicative»

«CON CCB SERVE UN TAVOLO PERMANENTE DI CONFRONTO»

Tredici operazioni di fusione che coinvolgeranno 27 banche del credito cooperativo, scadenze di contrattazione collettiva e progetti di integrazione all’interno del gruppo. Questi alcuni degli argomenti del piano industriale 2020/2022 di Cassa Centrale Banca, presentato oggi dall’amministratore delegato, Mario Sartori e dal Vice Direttore Generale Sandro Bolognesi alle delegazioni sindacali di Gruppo della Fabi e delle altre organizzazioni alla presenza dei segretari nazionali di riferimento. Un piano strategico che prende atto delle profonde ripercussioni che l’emergenza sanitaria Covid-19 ha avuto sia del cambiamento del modo di lavorare, smart working e lavoro a distanza, sia sui modelli di buisness. Durante l’incontro è stato, inoltre, approfondito il progetto di costituzione della società di servizi Allitude per poi passare alle attività connesse all’offerta formativa del gruppo e alla selezione del personale.

Le organizzazioni sindacali, da parte loro, hanno sollecitato il massimo coinvolgimento su tutte le decisioni che abbiano ricadute sul personale dipendente, con attenzione alla tutela dei livelli occupazionali; alla adeguata valorizzazione delle professionalità dei dipendenti, al rafforzamento delle tutele di natura normativa e alla necessità di avviare quanto prima il tavolo di trattativa per la definizione dell’integrativo di gruppo bancario.

«L’incontro di oggi è stato utile per conoscere gli obbiettivi generali che il gruppo si è dato per i prossimi tre anni» ha commentato il coordinatore Fabi del gruppo Cassa Centrale Banca, Domenico Mazzucchi, «ci ha fatto piacere sentire direttamente dalla voce dell’amministratore delegato che il gruppo intende perseguire l’ambizioso obiettivo di conciliare le due anime delle Bcc: banche che operano in un mercato estremamente concorrenziale e Cooperative che operano a favore del territorio con valori di mutualità e solidarietà».

«Con piacere abbiamo appreso che la riorganizzazione del gruppo, contenuta nel piano strategico, sarà graduale attraverso una riduzione a fine piano di 14 Bcc (da 79 attuali a 65) – ha continuato il coordinatore Fabi- e il personale in esubero si stima essere nell’ordine di 500/600 unità sulle attuali 11.200. Come Fabi abbiamo richiesto un pieno, forte e attivo coinvolgimento in tutte le fasi applicative del piano. Ciò attraverso l’apertura di un tavolo permanente di confronto che ci consenta anche di conoscere nel dettaglio il piano e le relative azioni sul personale. Nel confronto che sarà aperto anche sul contratto integrativo chiederemo, come già fatto in tutti gli accordi fino ad ora, un adeguato ricambio generazionale con l’assunzione di almeno un giovane a fronte di due prepensionamenti» ha concluso Mazzucchi.

Trento, 10 settembre 2020