BCC, DISDETTA PER L’ACCORDO SULLE “AGIBILITÀ”

Comunicazione della Fabi, delle altre sigle ai vertici del credito cooperativo sulle libertà sindacali. Bertinotti: «La costituzione dei gruppi bancari cooperativi è portatrice di assoluta novità nel settore e la stessa associazione di categoria (Federcasse) è consapevole che si debba traguardare a nuovi profili e ambiti per l’esercizio democratico della rappresentanza e rappresentatività sindacale nella cooperazione di credito»

BCC, DISDETTA PER L’ACCORDO SULLE “AGIBILITÀ”

Disdetta dell’accordo sulle agibilità sindacali nel settore del credito cooperativo. Lo hanno comunicano ieri la Fabi e le altre organizzazioni sindacali, con un comunicato unitario nel quale specificano come “la complessiva e profonda mutazione morfologica del settore del credito cooperativo - dettato dalla legge 49 del 2016 e sue successive modifiche- impone in nuovo e rinnovato schema di relazioni sindacali, supportato da un adeguato e aggiornato protocollo sulle libertà sindacali”.

Il vecchio accordo risaliva al 31 luglio 2014 ed era stato tacitamente rinnovato per tre bienni.

«La costituzione dei gruppi bancari cooperativi è portatrice di assoluta novità nel settore e la stessa associazione di categoria (Federcasse) è consapevole che si debba traguardare a nuovi profili e ambiti per l’esercizio democratico della rappresentanza e rappresentatività sindacale nella cooperazione di credito» ha commentato il segretario nazionale Fabi, Luca Bertinotti.

Secondo Bertinotti: «Molto lavoro e altrettanto impegno sarà necessario in questi mesi per discutere e portare a soluzione i temi della agenda sindacale nell’interesse esclusivo delle lavoratrici e dei lavoratori delle bcc e aziende associate».

Sul tavolo di contrattazione per i sindacati ci sono: il rinnovo del ccnl dei dirigenti, la presentazione dell’ipotesi di rinnovo del Ccnl degli Impiegati e dei Quadri Direttivi, oltre all’adeguamento delle normative che disciplinano il Fondo esuberi di settore e una seria e attenta discussione, in ambito nazionale, sull’utilizzo dello smart working che al momento vede coinvolti i Lavoratori nella capogruppo Iccrea e in Allitude nel gruppo Ccb.

«Tutto queste rilevanti tematiche sindacali necessitano di un cambio di passo e di un confronto con Federcasse che persegua la massima condivisione e la positiva soluzione nella consapevolezza che la difesa dei “beni comuni” non possa prescindere da un pieno e rispondente riconoscimento dell’attività sindacale sviluppata ad ogni livello nel credito cooperativo» ha concluso Bertinotti.

Roma, 1 ottobre 2020