CREDEM-CARICENTO, ALTA LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI PER LE RICADUTE OCCUPAZIONALI

Dopo lo stop delle trattative del 9 aprile, la Fabi e le altre sigle hanno raggiunto l’accordo per l’applicazione delle tutele del fondo esuberi per i dipendenti della ormai ex CariCento. Rimangono in sospeso i termini di armonizzazione contrattuale e delle ricadute organizzative. Dopo le assemblee societarie la parola ripasserà alle delegazioni sindacali sia del gruppo emiliano sia di quelle di Cento. Statuto: «È disorientante che il Credito Emiliano, banca che si propone agli occhi dei clienti e dei colleghi con la nuova strategia di Wellbanking, fare bene banca e stare bene in banca, possa poi cadere in atteggiamenti poco attenti alle persone e alle realtà locali»

CREDEM-CARICENTO, ALTA LA PREOCCUPAZIONE DEI SINDACATI PER LE RICADUTE OCCUPAZIONALI

Posizioni ancora distanti tra i sindacati e i vertici di Credem sul processo di integrazione di CariCento nel gruppo emiliano. Dopo l’interruzione della trattativa del 9 marzo, la Fabi e le altre sigle sono riuscite a portare a casa la firma dell’accordo per l’applicazione del fondo esuberi per i dipendenti Caricento, che consentirà l'uscita su base volontaria per i lavoratori che matureranno il diritto pensionistico fino al 30 giugno 2026 (con possibile estensione al 31 dicembre 2026). Nonostante questo, per i sindacati rimangono ancora in sospeso i termini di armonizzazione contrattuale e di definizione delle ricadute organizzative. In particolare, la mobilità territoriale e la salvaguardia delle professionalità sono i punti che non mettono d’accordo i sindacati con i vertici bancari emiliani.

 

Le trattative riprenderanno dopo lo svolgimento delle assemblee dei soci, chiamati a esprimere il proprio parere sul progetto di fusione in corso. Terminate le riunioni, come da procedura del Contratto Nazionale, inizieranno gli incontri tra le delegazioni sindacali del gruppo Credem con quelle di CariCento per cercare un’intesa in questo non facile processo di integrazione.

“Fin dall’avvio di questa operazione – scrivono i sindacati unitariamente in un comunicato del 16 aprile – abbiamo dichiarato che ci aspettiamo un significativo mutamento nell’approccio adottato dal Credem, che in passato ha determinato forti penalizzazioni economiche per i lavoratori e le lavoratrici delle aziende acquisite, oltre a ricadute organizzative talvolta molto pesanti”.

«È disorientante che il Credito Emiliano, banca che si propone agli occhi dei clienti e dei colleghi con una nuova strategia sintetizzata nel termine Wellbanking -Well cioè fare bene banca e Wellness cioè stare bene in banca – possa poi cadere in atteggiamenti poco attenti alle persone e alle realtà locali» ha commentato il coordinatore Fabi del gruppo Credem, Massimo Statuto.

«È sotto gli occhi di tutti la differenza tra la forma e la sostanza dei fatti, che hanno visto l’azienda mettere in campo nelle trattative per l’integrazione di Caricento un atteggiamento già utilizzato in alcune precedenti acquisizioni, che potrebbe portare, se non vi saranno cambiamenti, a forti penalizzazioni economiche per le lavoratrici ed i lavoratori acquisiti» ha aggiunto Statuto spiegando che «Non essendo ancora state chiarite da Credem le regole in materia di mobilità territoriale e salvaguardia delle professionalità, rimane ancora alta la preoccupazione per le ricadute che questa acquisizione potrà avere sui lavoratori e nel territorio Centese».

Reggio Emilia, 20 aprile 2021