«IL CERINO NON RESTI IN MANO AL SINDACATO, NO A MACELLERIA SOCIALE IN MPS»

Le dichiarazioni del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, sulle voci di una interruzione delle trattativa tra il Mef e Unicredit per Mps

«IL CERINO NON RESTI IN MANO AL SINDACATO, NO A MACELLERIA SOCIALE IN MPS»

Le dichiarazioni del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, sulle voci di una interruzione delle trattativa tra il Mef e Unicredit per Mps

 

 

MPS:Sileoni,comunque vada non accetteremo macelleria sociale ‘Trattativa Mef-Unicredit vedremo se e’ saltata o meno’ (ANSA) – MILANO, 23 OTT – Su MPS “comunque vada a finire, deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato. Non accetteremo tagli di personale se non attraverso prepensionamenti su base volontaria e deve essere chiaro che ci opporremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, a qualsiasi tentativo di macelleria sociale”. Lo sottolinea in una nota il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni sulle “indiscrezioni di stampa” secondo cui la trattativa tra il Mef e Unicredit sarebbe saltata”. “Vedremo se e’ saltata o meno, cosi’ come vedremo se ci saranno sei mesi di proroga, rispetto al 31 dicembre 2021, per l’uscita dello Stato dal capitale di MPS, proroga che qualcuno dovra’ ufficialmente chiedere e che l’Unione europea e la Bce dovranno accordare”, sottolinea Sileoni, “E vedremo pure se tutto questo bailamme e’ solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato”, conclude il segretario della Fabi. (ANSA). PEG 23-OTT-21 18:32

ANSA/MPS, rottura vicina tra Unicredit e Tesoro Distanze forti su capitale e perimetro (di Fabio Perego) (ANSA) – MILANO, 23 OTT – Sulla trattativa tra Unicredit e il Tesoro su MPS si affaccia l’ipotesi di uno stop. Gia’ in bilico con uno stallo prolungato nelle ultime ore, il negoziato – secondo quanto raccolto dall’agenzia Reuters – sarebbe in procinto di saltare con le distanze tra le parti che non si sarebbero appianate. Diversi i nodi che le diplomazie a lavoro per mesi non sarebbero riusciti a sciogliere. Uno su tutti l’entita’ del capitale da iniettare nel Monte per rendere piu’ facile l’operazione con Unicredit. Piu’ di 7 miliardi la richiesta di Orcel, meno per il Mef che ne avrebbe calcolati – secondo le indiscrezioni- 5 e non sarebbe disponibile a pesare ulteriormente sulle tasche dei contribuenti. A questo si sarebbero aggiunte una diversa visione sul perimetro da acquisire, con il factoring e il leasing del Monte inseriti nuovamente nella trattativa. Questo avrebbe ulteriormente complicato i colloqui. Da qui la consapevolezza che le pre-condizioni di fine luglio non sarebbero raggiungibili. D’altro canto le richieste messe sul tavolo da Unicredit sono state chiare fin dall’inizio e pochi fin da subito i margini concessi. Condizione essenziale e’ l’impatto zero sul capitale, ma anche nessun rischio legale, senza npl (da cedere ad Amco), senza le societa’ prodotto (MPS leasing & Factoring, MPS fiduciaria, MPS Capital services) e senza 300 sportelli con le ipotesi di interesse, su una parte, del Mediocredito Centrale. Altro nodo gli esuberi: 6-7 mila persone, secondo gli analisti con un costo stimato fino a 1,4 miliardi da spesare a fronte dell’aumento. Anche da parte del Tesoro pero’ c’e’ stata chiarezza. Il ministro dell’Economia Daniele Franco ad agosto in audizione alle Commissioni Finanze di Camera e Senato ha sottolineato che il Monte non sarebbe stato svenduto ne’ smembrato e che avrebbe fatto tutto il possibile per salvaguardare l’occupazione e il territorio. Insomma anche da parte del Governo ci sono delle condizioni irrinunciabili tanto che lo stesso Franco in Parlamento ha aggiunto: “Auspico che si chiuda e lo auspico fortemente, e credo ci siano margini per le soluzioni ma non chiuderemo a qualsiasi costo, ne’ noi ne’ Unicredit”. *Da registrare la posizione sulla vicenda del segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni che avverte che “comunque vada” non saranno accettati tentativi “di macelleria sociale” sul personale. “Vedremo pure – aggiunge – se tutto questo bailamme e’ solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato” * . Venendo meno la fusione, per MPS, che resta l’osservato speciale del credito italiano, rimane l’alternativa standalone. La banca ha pianificato un aumento da 2,5 miliardi che prevede di chiudere entro aprile dell’anno prossimo, secondo quanto Rocca Salimbeni ha scritto alla Bce, che ha chiesto, con una lettera lo scorso 11 giugno, di indicare come intendesse evitare la generazione dello shortfall. Deficit di capitale vero ‘tallone d’Achille’ per Siena e che l’istituto nei conti diffusi ad agosto ha indicato in ulteriore riduzione di mezzo miliardo al 30 giugno 2022. In questo quadro c’e’ da dire che la ricapitalizzazione, su cui pende la spada di Damocle dell’autorizzazione Dg Comp, ha sempre pero’ rappresentato un’opzione subordinata rispetto alla fusione. Una matassa difficile da sbrogliare a meno che il Tesoro non abbia pronta un’altra opzione. Per Unicredit, la strada e’ diversa. Orcel e’ stato chiamato per risollevare il business del gruppo e le M&A sono una possibilita’ perche’ possono essere un acceleratore ma non sono l’unica strada. Certo eventuali prede non mancano tanto all’estero quanto in Italia. Nei mesi scorsi all’ipotesi MPS, si e’ accompagnata anche quella sul Banco Bpm, visto sempre in pista per essere l’architrave di un terzo polo. Unicredit in settimana licenziera’ i conti del trimestre (gli analisti vedono un utile netto di 838 milioni di euro) e tra novembre e dicembre e’ atteso il nuovo piano. (ANSA). PEG 23-OTT-21 18:56

MPS: Fabi, no a macelleria sociale = (AGI) – Roma, 23 ott. – “Indiscrezioni di stampa riferiscono che la trattativa tra il Mef e Unicredit relativa al Monte dei Paschi di Siena sarebbe saltata. Vedremo se e’ saltata o meno, cosi’ come vedremo se ci saranno sei mesi di proroga, rispetto al 31 dicembre 2021, per l’uscita dello Stato dal capitale di MPS, proroga che qualcuno dovra’ ufficialmente chiedere e che l’Unione europea e la Bce dovranno accordare”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “E vedremo pure se tutto questo bailamme e’ solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato. Comunque vada a finire, deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato. Non accetteremo tagli di personale se non attraverso prepensionamenti su base volontaria e deve essere chiaro che ci opporremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, a qualsiasi tentativo di macelleria sociale”, conclude. Gin 231811 OCT 21

MPS, Fabi: cerino non resti in mano a sindacato, no macelleria sociale Sileoni: vediamo se trattativa è saltata o se solo prova di forza Milano, 23 ott. (askanews) – “Comunque vada a finire” la partita MPS-Unicredit “deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato. Non accetteremo tagli di personale se non attraverso prepensionamenti su base volontaria e deve essere chiaro che ci opporremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, a qualsiasi tentativo di macelleria sociale”. Lo dichiara in una nota il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “Indiscrezioni di stampa – spiega – riferiscono che la trattativa tra il Mef e Unicredit relativa al Monte dei Paschi di Siena sarebbe saltata. Vedremo se è saltata o meno, così come vedremo se ci saranno sei mesi di proroga, rispetto al 31 dicembre 2021, per l’uscita dello Stato dal capitale di MPS, proroga che qualcuno dovrà ufficialmente chiedere e che l’Unione europea e la Bce dovranno accordare. E vedremo pure – ha proseguito Sileoni – se tutto questo bailamme è solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato”. Rar 20211023T181346Z

MPS: SILEONI (FABI), ‘CERINO NON RESTI IN MANO A SINDACATO, NO A MACELLERIA SOCIALE’* = Roma, 23 ott. (Adnkronos) – “Indiscrezioni di stampa riferiscono che la tratta​tiva tra il Mef e Unicredit relativa al Monte dei Paschi di Siena sarebbe saltata. Vedremo se è saltata o meno, così come vedremo se ci saranno sei mesi di proroga, rispetto al 31 dicembre 2021, per l’uscita dello Stato dal capitale di MPS, proroga che qualcuno dovrà ufficialmente chiedere e che l’Unione europea e la Bce dovranno accordare. E vedremo pure se tutto questo bailamme è solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato”. Ad affermarlo in una nota è il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni in merito alle indiscrezioni sulla trattativa tra il Mef e Unicredit relativa a MPS. “Comunque vada a finire – sottolinea-, deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato. Non accetteremo tagli di personale se non attraverso prepensionamenti su base volontaria e deve essere chiaro che ci opporremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, a qualsiasi tentativo di macelleria sociale”. (Eca/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 23-OTT-21 18:16

MPS: Fabi, cerino non resti in mano a sindacato, no a macelleria sociale Torino, 23 ott. (LaPresse) – “Indiscrezioni di stampa riferiscono che la trattativa tra il Mef e Unicredit relativa al Monte dei Paschi di Siena sarebbe saltata. Vedremo se è saltata o meno, così come vedremo se ci saranno sei mesi di proroga, rispetto al 31 dicembre 2021, per l’uscita dello Stato dal capitale di MPS, proroga che qualcuno dovrà ufficialmente chiedere e che l’Unione europea e la Bce dovranno accordare. E vedremo pure se tutto questo bailamme è solo una prova di forza tra gli attori della partita e di questo negoziato. Comunque vada a finire, deve essere chiaro sin d’ora che non deve passare per la testa a nessuno neanche l’idea che il cerino possa restare in mano al sindacato. Non accetteremo tagli di personale se non attraverso prepensionamenti su base volontaria e deve essere chiaro che ci opporremo, con tutti i mezzi a nostra disposizione, a qualsiasi tentativo di macelleria sociale”. Lo dichiara il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. ECO NG01 mrc/ctr 231817 OTT 21

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