SCIOPERO BNL, IN SARDEGNA RISCHIA IL 10% DELLA RETE

I sindacati indicono una conferenza stampa per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica su una vicenda che potrebbe portare ad un forte impoverimento del territorio. Mentre la risposta dei lavoratori è di alta adesione. Cabboi: «Attenzione al fenomeno economico che potrebbe scaturire da certe scelte dell’azienda»

SCIOPERO BNL, IN SARDEGNA RISCHIA IL 10% DELLA RETE

Alta adesione dei lavoratori sardi di Bnl per lo sciopero nazionale indetto dalla Fabi e dalle altre organizzazioni sindacali per protestare contro la riorganizzazione aziendale e le conseguenti ricadute occupazionali. Coinvolte tutte le 23 agenzie dell’Isola, nonostante alcune manovre scorrette adottate dall’azienda per ridimensionarne la percezione e depotenziarne l’esito.

Le segreterie regionali dei sindacati bancari della Sardegna hanno tenuto una conferenza stampa per sensibilizzare non solo l’opinione pubblica, ma anche la politica e le istituzioni locali, sottolineando il significato della profonda ristrutturazione cui sta dando corso la dirigenza della Bnl. Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno voluto rimarcare la pericolosità delle iniziative che, se intraprese, potrebbero scatenare un effetto domino per le altre aziende di credito, con grave danno per il territorio.

«La Bnl in Sardegna attraversa una fase di smantellamento della rete pari al 10% e i 300 lavoratori oggi sono in sciopero contro la sordità dell’azienda – ha sottolineato Emanuele Cabboi, coordinatore regionale Fabi Sardegna. Siamo fortemente decisi a difendere i presidi dei territori e rifiutare il terribile segnale sulle esternalizzazioni, temiamo che questo atteggiamento possa essere un piano a diventare sistema, per questo riteniamo indispensabile richiamare la politica sarda ad analizzare meglio il fenomeno economico che può scaturire da certe scelte. Chiediamo che la politica regionale e locale si faccia sentire, perché sono proprio le loro comunità che rischiano di soffrire gli effetti attuali e futuri di manovre come quella intrapresa da Bnl» ha concluso Cabboi.

Nello specifico i sindacati hanno sottolineato come con «profonde gomitate procedurali la Bnl sta procedendo da un lato alla dismissione di interi comparti e lavoratori e dall’altro alla chiusura di un’alta percentuale di agenzie operative .Tutto ciò in violazione delle previsioni contrattuali e in un contesto in cui l’azienda ha risultati di tutto rispetto, con utili che la pongono al vertice di tutto il settore credito. Se il progetto della Bnl dovesse concludersi come lo intende l’azienda, in Sardegna avremmo altre agenzie bancarie chiuse e la perdita contestuale di preziosissimi presidi e posti di lavoro».
La preoccupazione è che anche altre banche possano seguire il “modello” Bnl, abbandonando territori meridionali o dispersi e trasferendo i lavoratori su aziende che sono in realtà dei binari morti.

Cagliari, 24/01/2022

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