CALDARA: «POCA CHIAREZZA DA DEUTSCHE BANK SUL RIASSETTO ORGANIZZATIVO»

Il coordinatore Fabi del gruppo tedesco sottolinea diverse aspetti da approfondire riguardo l’avvio di procedura di riorganizzazione dell’organico presentato il 24 giugno dall’istituto alle organizzazioni sindacali.

CALDARA: «POCA CHIAREZZA DA DEUTSCHE BANK SUL RIASSETTO ORGANIZZATIVO»

«Come anticipato nell’intervista trasmessa lo scorso sabato su Class Cnbc a breve saremo interessati dall’avvio di una nuova serie di iniziative di riorganizzazione già preannunciate dal capo del personale, che genereranno 248 esuberi nell’arco temporale 2022–2024 (di cui 200 nella rete commerciale) con un conseguente ridimensionamento, al momento non ancora quantificato, del numero degli sportelli. Da una prima analisi dell’infomativa consegnataci dalla banca sono emerse evidenti peculiarità». Commenta così il coordinatore Fabi gruppo Deutsche Bank, Sergio Caldara, l’avvio di procedura di riorganizzazione della banca presentata dai vertici aziendali alle organizzazioni sindacali il 24 giugno, in relazione alla quale chiede di fare chiarezza.

Il coordinatore Fabi sottolinea che: «Nel testo la banca non specifica nel dettaglio aspetti necessari e indispensabili per l’avvio di un confronto con le organizzazioni sindacali.

Per essere più chiari nel documento non sono precisati gli elementi che collegano i singoli progetti alle ricadute sui lavoratori, compresi quindi i dichiarati esuberi».

«Inoltre – continua Caldara – su complessivi 100 sportelli dichiarati come interessati dalla riorganizzazione si entra nel dettaglio per soli 10 di essi. Come si può ben capire la carenza di dettagli non fa che far aumentare la preoccupazione dei colleghi che oltre a subire le pressioni commerciali vengono investiti anche da una pressione psicologica collegata al loro futuro destino».

Si preannuncia, quindi, una trattativa non facile per la Fabi e le altre organizzazioni sindacali.
«Sarà nostro compito già dal primo incontro che si terrà il prossimo 29 giugno pretendere chiarezza su tutti i punti oscuri dell’informativa, necessaria per porre le basi a una trattativa che sia equa e che riduca al minimo le ricadute sui lavoratori interessati dal cambiamento strutturale e dalla mobilità territoriale» conclude il coordinatore Fabi.

Milano, 27 giugno 2022

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