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BORSA ITALIANA MINACCIA LICENZIAMENTI, LA FABI REAGISCE CON FERMEZZA
Fabi e Fisac Cgil in un comunicato congiunto a seguito dell’incontro con l’azienda invitano i lavoratori ad una assemblea aperta per valutare i passi necessari da intraprendere per portare l’azienda a ripensare giuste politiche di attenzione alle professionalità. Protti: «rifiutiamo un’impostazione che vede nel ricorso alla digitalizzazione una giustificazione per eliminare posti di lavoro»
Borsa Italiana interviene unilateralmente su alcuni dipendenti con licenziamenti individuali motivati da un impatto della digitalizzazione e del lavoro da remoto, che avrebbe reso, secondo l’impostazione aziendale, non più necessarie le persone. Subito la risposta delle sigle sindacali, Fabi e Fisac, che, a seguito dell’incontro con l’azienda, hanno invitato i lavoratori ad una assemblea aperta per valutare i passi necessari da intraprendere per portare l’azienda a ripensare giuste politiche di attenzione alle professionalità. I fatti si snodano da un accordo condiviso tra Fabi e Fisac con Borsa Italiana, appena a dicembre scorso, a seguito di una procedura di riorganizzazione relativa all’acquisizione della stessa da parte del Gruppo Euronext N.V. In quell’occasione le parti si erano reciprocamente date atto di due fondamentali aspetti: l’assenza di tensioni occupazionali derivanti dal nuovo assetto (no esuberi, no licenziamenti collettivi) ed interventi sui ruoli finalizzati alla sola valorizzazione professionale, accompagnata da idonei strumenti formativi.
«Lo spirito condiviso era l’avvio di un percorso costruttivo, che ci avrebbe visto responsabilmente coinvolti in un dialogo sociale necessario ad affrontare il divenire di un’azienda importante come Borsa Italiana» dichiarano Fabi e Fisac.
Una procedura, quella messa in atto da Borsa Italia, del tutto in contraddizione con con lo spirito dell’accordo.
«Non possiamo che rifiutare con fermezza un’impostazione che vede nella digitalizzazione, non uno strumento di ausilio ai lavoratori, ma di sostituzione delle persone, ribadendo ancora una volta che il lavoro agile è conciliazione tempi di vita/lavoro e non un giustificativo per interventi di taglio sull’occupazione – dichiara Gisella Protti, segretaria provinciale Fabi Milano – Nel corso di un incontro con l’azienda abbiamo pertanto ribadito come sia fondamentale dare concretezza al dialogo, agendo in un’ottica di pieno rispetto delle persone, che se attuata, avrebbe consentito, grazie gli strumenti messi a disposizione dal nostro contratto di affrontare percorsi di riconversione e riqualificazione. Siamo fortemente intenzionati a seguire con estrema attenzione lo sviluppo della situazione, che, come dichiarato dall’azienda al tavolo è necessariamente in divenire, stante la complessità della vita aziendale e coinvolgeremo i lavoratori in un percorso assembleare per valutare i passi successivi» ha concluso Protti.
Milano, 7 luglio 2022

