SILEONI IN DIRETTA SU RADIO RAI UNO: “CINQUE GOVERNI SUL POS”

Ospite della trasmissione Radio Anch’io condotta da Giorgio Zanchini, il segretario generale della Fabi ha parlato dell’obbligo di pagamenti con carte di pagamento con carte di credito e bancomat

SILEONI IN DIRETTA SU RADIO RAI UNO: “CINQUE GOVERNI SUL POS”

Ospite della trasmissione Radio Anch’io condotta da Giorgio Zanchini, il segretario generale della Fabi ha parlato dell’obbligo di pagamenti con carte di pagamento con carte di credito e bancomat

 

 

Manovra: Sileoni, un tavolo per le commissioni dei pos (ANSA) – MILANO, 21 DIC – “L’argomento delle commissioni esiste ed è concreto, ma non credo possa essere affrontato né con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, né con misure dirigiste a carico delle BANCHE, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione più corretta”. Lo afferma il segretario della Fabi, Lando Maria Sileoni intervistato a Radio Anch’io. “La questione dell’obbligo di Pos è discussa da ben dieci anni – ricorda Sileoni – e quello guidato da Giorgia Meloni è il quinto governo che se ne occupa. Il primo a metterci le mani è stato l’esecutivo di Mario Monti nel 2012, quando, col decreto ‘Crescita’, introdusse l’obbligo, per tutti i commercianti e le partite Iva, di avere un apparecchio per accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Poi, nel 2014, col governo di Matteo Renzi fu inserita la soglia di 30 euro sotto la quale non era obbligatorio accettare la moneta elettronica. Col governo di Giuseppe Conte, nel 2020, furono varate, anche se non sono mai entrata in vigore, le sanzioni per chi si rifiutava di incassare somme con le carte. È stato, infine, l’esecutivo di Mario Draghi a far entrare in vigore, da giugno scorso, le stesse sanzioni”. (ANSA). ALG 2022-12-21 09:31 S04 XQKL ECO

MANOVRA: SILEONI, ‘GOVERNO MELONI E’ IL QUINTO CHE SI OCCUPA DEL POS’ = Roma, 21 dic. (Adnkronos) – ‘‘La questione dell’obbligo di Pos è discussa da ben dieci anni e quello guidato da Giorgia Meloni è il quinto governo che se ne occupa. Il primo a metterci le mani è stato l’esecutivo di Mario Draghi nel 2012, quando, col decreto ‘crescita’, introdusse l’obbligo, per tutti i commercianti e le partite Iva, di avere un apparecchio per accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Poi, nel 2014, col governo di Matteo Renzi fu inserita la soglia di 30 euro sotto la quale non era obbligatorio accettare la moneta elettronica. Col governo di Giuseppe Conte, nel 2020, furono varate, anche se non sono mai entrata in vigore, le sanzioni per chi si rifiutava di incassare somme con le carte. È stato, infine, l’esecutivo di Mario Draghi a far entrare in vigore, da giugno scorso, le stesse sanzioni, salvaguardando tuttavia i casi di oggettiva impossibilità tecnica, come il malfunzionamento del Pos o l’assenza di collegamento telefonico”. Lo ha detto, durante la trasmissione Radio Anch’io condotta da Giorgio Zanchini, in onda su Radio Rai Uno, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. ”L’argomento delle commissioni esiste ed è concreto, ma non credo possa essere affrontato né con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, né con misure dirigiste a carico delle BANCHE, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione più corretta”, ha aggiunto Sileoni. (Rem/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 21-DIC-22 09:36 NNNN

Manovra: SILEONI, governo Meloni e’ quinto che si occupa del pos = (AGI) – Roma, 21 dic. – “La questione dell’obbligo di Pos e’ discussa da ben dieci anni e quello guidato da Giorgia Meloni e’ il quinto governo che se ne occupa. Il primo a metterci le mani e’ stato l’esecutivo di Mario Monti nel 2012, quando, col decreto “crescita”, introdusse l’obbligo, per tutti i commercianti e le partite Iva, di avere un apparecchio per accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Poi, nel 2014, col governo di Matteo Renzi fu inserita la soglia di 30 euro sotto la quale non era obbligatorio accettare la moneta elettronica. Col governo di Giuseppe Conte, nel 2020, furono varate, anche se non sono mai entrata in vigore, le sanzioni per chi si rifiutava di incassare somme con le carte. E’ stato, infine, l’esecutivo di Mario Draghi a far entrare in vigore, da giugno scorso, le stesse sanzioni, salvaguardando tuttavia i casi di oggettiva impossibilita’ tecnica, come il malfunzionamento del Pos o l’assenza di collegamento telefonico”. Lo ha detto, durante la trasmissione Radio Anch’io condotta da Giorgio Zanchini, in onda su Radio Rai Uno, il segretario generale della Fabi, Lando Maria SILEONI. “L’argomento delle commissioni esiste ed e’ concreto, ma non credo possa essere affrontato ne’ con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, ne’ con misure dirigiste a carico delle banche, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione piu’ corretta” ha aggiunto Sileoni. (AGI)Ila 210915 DIC 22

Manovra, Fabi: governo Meloni è il quinto che si occupa di Pos Manovra, Fabi: governo Meloni è il quinto che si occupa di Pos Argomento commissioni esiste, serve un tavolo di confronto Roma, 21 dic. (askanews) – “La questione dell’obbligo di Pos è discussa da ben dieci anni e quello guidato da Giorgia Meloni è il quinto governo che se ne occupa. Il primo a occuparsene è stato l’esecutivo di Mario Monti nel 2012, quando col decreto ‘crescita’ fu introdotto l’obbligo, per tutti i commercianti e partite Iva, di avere un apparecchio per accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Poi nel 2014, col governo di Matteo Renzi fu inserita la soglia di 30 euro oltre la quale diventava obbligatorio accettare la moneta elettronica. Col governo di Giuseppe Conte, nel 2020, furono varate anche se non sono mai entrata in vigore, le sanzioni per chi si rifiutava di incassare somme con le carte. È stato, infine, l’esecutivo di Mario Draghi a far entrare in vigore, da giugno scorso, le stesse sanzioni, salvaguardando i casi di oggettiva impossibilità tecnica, come il malfunzionamento del Pos o l’assenza di collegamento telefonico”. Lo ha detto, durante la trasmissione Radio Anch’io in onda su Radio Rai Uno, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “L’argomento delle commissioni esiste ed è concreto, ma non credo possa essere affrontato né con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, né con misure dirigiste a carico delle BANCHE, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione più corretta”, ha aggiunto Sileoni. Mlp 20221221T092514Z

L.Bilancio: SILEONI, su Pos serve tavolo confronto con Abi Roma, 21 dic. (LaPresse) – “La questione dell’obbligo di Pos è discussa da ben dieci anni e quello guidato da Giorgia Meloni è il quinto governo che se ne occupa. L’argomento delle commissioni esiste ed è concreto, ma non credo possa essere affrontato né con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, né con misure dirigiste a carico delle banche, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione più corretta”. Così il segretario generale della Fabi Lando Maria SILEONI a Radio Anch’io su Radio Rai Uno. ECO NG01 tot/fed 210920 DIC 22

MANOVRA. SILEONI: GOVERNO MELONI È IL QUINTO CHE SI OCCUPA DEL POS (DIRE) Roma, 21 dic. – “La questione dell’obbligo di Pos è discussa da ben dieci anni e quello guidato da Giorgia Meloni è il quinto governo che se ne occupa. Il primo a metterci le mani è stato l’esecutivo di Mario Monti  nel 2012, quando, col decreto ‘crescita’, introdusse l’obbligo, per tutti i commercianti e le partite Iva, di avere un apparecchio per accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Poi, nel 2014, col governo di Matteo Renzi fu inserita la soglia di 30 euro sotto la quale non era obbligatorio accettare la moneta elettronica. Col governo di Giuseppe Conte, nel 2020, furono varate, anche se non sono mai entrata in vigore, le sanzioni per chi si rifiutava di incassare somme con le carte. È stato, infine, l’esecutivo di Mario Draghi a far entrare in vigore, da giugno scorso, le stesse sanzioni, salvaguardando tuttavia i casi di oggettiva impossibilità tecnica, come il malfunzionamento del Pos o l’assenza di collegamento telefonico”. Lo ha detto, durante la trasmissione Radio Anch’io condotta da Giorgio Zanchini, in onda su Radio Rai Uno, il segretario generale della Fabi, Lando Maria SILEONI. “L’argomento delle commissioni esiste ed è concreto, ma non credo possa essere affrontato né con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, né con misure dirigiste a carico delle banche, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione più corretta” ha aggiunto Sileoni. (Vid/ Dire) 09:27 21-12-22

MANOVRA, SILEONI: QUINTO GOVERNO CHE SI OCCUPA DI POS (9Colonne) Roma, 21 dic – “La questione dell’obbligo di Pos è discussa da ben dieci anni e quello guidato da Giorgia Meloni è il quinto governo che se ne occupa. Il primo a occuparsene è stato l’esecutivo di Mario Monti nel 2012, quando col decreto ‘crescita’ fu introdotto l’obbligo, per tutti i commercianti e partite Iva, di avere un apparecchio per accettare i pagamenti con carte di credito e bancomat. Poi nel 2014, col governo di Matteo Renzi fu inserita la soglia di 30 euro oltre la quale diventava obbligatorio accettare la moneta elettronica. Col governo di Giuseppe Conte, nel 2020, furono varate anche se non sono mai entrata in vigore, le sanzioni per chi si rifiutava di incassare somme con le carte. È stato, infine, l’esecutivo di Mario Draghi a far entrare in vigore, da giugno scorso, le stesse sanzioni, salvaguardando i casi di oggettiva impossibilità tecnica, come il malfunzionamento del Pos o l’assenza di collegamento telefonico”. Lo ha detto, durante la trasmissione Radio Anch’io in onda su Radio Rai Uno, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni. “L’argomento delle commissioni esiste ed è concreto, ma non credo possa essere affrontato né con azzeramenti stabiliti per legge, che sarebbero incostituzionali, né con misure dirigiste a carico delle BANCHE, che sono aziende private. Ritengo, invece, che un tavolo di confronto, a cui deve partecipare il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sia la soluzione più corretta” ha aggiunto Sileoni. (redm) 210936 DIC 22

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