«IL FUTURO INIZIA OGGI, NON DOMANI»

7° congresso provinciale per la Fabi Monza-Brianza, con Mauro Scarin a rappresentare la segreteria nazionale e Emanuele Mietta che passa il testimone a Fulvio Costanzo, nuovo coordinatore del Sab. Scarin: “Dobbiamo tornare a fare sindacato, dobbiamo tornare sui territori, a fare proselitismo ed incontrare faccia a faccia i lavoratori che rappresentiamo»

«IL FUTURO INIZIA OGGI, NON DOMANI»

È una frase di Papa Giovanni Paolo II, quella che dà il titolo all’evento, e che caratterizza mirabilmente i contenuti del 7° congresso provinciale del Sab lombardo.

Oltre 70 iscritti e dirigenti sindacali Fabi, provenienti dalla provincia, insieme ai vari coordinatori lombardi che sono venuti a portare il loro saluto dai Sab della regione, si sono riuniti oggi a Monza per questo importante appuntamento: l’elezione dei membri del direttivo provinciale che saranno chiamati a definire le linee strategiche della Fabi locale. Non solo: il congresso provinciale rappresenta anche un’occasione di confronto e bilancio sulle sfide che aspettano il settore in un momento di così grande trasformazione.

È il segretario nazionale Mauro Scarin ad aprire la giornata di lavori con il suo intervento.
Molti i temi affrontati: digitalizzazione, smart working, pressioni commerciali. E, ancora, i nuovi scenari che attendono il settore in vista della ripresa delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale. Poi, le molte trasformazioni in corso nei gruppi bancari: Intesa, BPM, Popolare Bari, con la BCE che imporrà presto una aggregazione. Un periodo difficile per la categoria, rassicurata però da una presenza certa: la Fabi, il primo sindacato dei bancari, che continua a rappresentare l’unico baluardo sicuro.
Il focus principale dell’intervento di Scarin è dedicato alla situazione in ABI per il rinnovo del contratto nazionale: «Se non ci saranno colpi bassi, sappiamo già che riusciremo a fare il contratto: come sempre, l’accordo si raggiungerà solo grazie alla Fabi. Il compito della nostra Organizzazione è duplice: dobbiamo, da una parte, tenere insieme le parti sociali e, al contempo, tenere insieme anche le diverse parti dell’Abi, che, ricordiamolo, non sono così allineate. Questo è il compito che Lando svolge quotidianamente, questo è l’impegno quotidiano della Fabi».

Con delle priorità, sempre, da tenere a mente. Un confronto importante con ABI sarà infatti quello per la definizione del nuovo accordo sulle libertà sindacali, accordo che si rivelerà fondamentale per consentire ai dirigenti sindacali di poter essere presenti in maniera concreta al fianco dei lavoratori bancari.

«Noi per prima cosa dobbiamo contrattualizzare le agibilità sindacali – questo l’inciso di Scarin – Ci sono stati degli incontri, ancora non c’è un accordo ma speriamo di raggiungerlo in tempi rapidi. Le agibilità sindacali sono per noi la vita, sono ciò che ci permette, essenzialmente, di svolgere il nostro compito e di fare proselitismo».
La relazione di Scarin sottolinea, infatti, l’importanza del ruolo del sindacalista: «Dobbiamo tornare a fare sindacato, tornare sui territori, faccia a faccia con i lavoratori che rappresentiamo. Fare sindacato era il nostro punto di forza e, ora, dopo la stasi obbligata da pandemia e post-pandemia, dobbiamo recuperarlo».

Poi, Scarin analizza le problematiche pesanti che il sindacato si trova a dover gestire: un esempio tra tutti, lo smart working, strumento utilizzato positivamente durante la pandemia ma che «bisogna assolutamente tenere sotto controllo, perché non sappiamo esattamente come le banche vorranno utilizzarlo ancora: noi non siamo contrari, né allo smart working né alla settimana corta, ma vogliamo che tutto venga normato perché, attualmente, ci sono troppi vantaggi a favore delle aziende e a discapito dei colleghi. I lavoratori, a volte, tendono a sottovalutare i rischi che corrono, ed è nostro compito metterli in guardia. Lo smart working dovrà sempre essere volontario e limitato ad un certo quantitativo di giorni, altrimenti diventerebbe alto il rischio delle esternalizzazioni».

La conclusione del segretario nazionale è però positiva e va a lanciare un incoraggiamento alla platea in ascolto: «Conto sulla forza della nostra organizzazione, sulla forza della Fabi. Abbiamo sempre dimostrato di avere forza e capacità per superare le avversità e abbiamo vinto tutte le battaglie che abbiamo incontrato sulla nostra strada. Lo faremo anche questa volta, perché il futuro ce lo dobbiamo creare noi».

Dopo l’applaudito intervento di Scarin, è il momento del “padrone di casa”, il coordinatore del Sab Fabi di Monza-Brianza Emanuele Mietta.
«Il futuro inizia oggi, non domani – è questo l’incipit dell’intervento di Mietta – «Qui a Monza siamo riusciti a costruire, quotidianamente, un Sab sempre più attento alle esigenze dei colleghi, i quali ci hanno ripagati con la loro fiducia».

La sua, è una relazione di ampio respiro: gli eventi imprevedibili che hanno segnato gli ultimi 4 anni, dalla pandemia alla guerra in Ucraina; le relative conseguenze, anche economiche, culminate in una speculazione internazionale che sta mettendo in ginocchio l’economia europea e mondiale.
Poi, ovviamente, il coordinatore affronta il tema del rinnovo contrattuale: un excursus a tutto tondo che ha sottolineato l’importanza del contratto quale cornice fondamentale delle tutele a garanzia dei lavoratori, unico strumento di difesa dalle eventuali fughe in avanti di singole banche. Di conseguenza, un inevitabile passaggio sulla delicata situazione in Intesa: « Tutto ciò non deve passare – questo l’inciso di Mietta – Per il semplice motivo che gli accordi personali sono sempre più deboli di quelli collettivi, soprattutto per le tutele. Auspichiamo pertanto che l’improvvida presa di posizione di IntesaSanpaolo di emarginarsi si possa ricomporre ritornando alle origini».
Poi, un flash sulle pressioni commerciali, non solo piaga del settore ma anche, ormai, ufficialmente riconosciuto come problema sociale. E, di conseguenza, il disagio e l’insoddisfazione dei lavoratori bancari, causato anche dalle «velate minacce di trasferimenti per il mancato raggiungimento degli obiettivi personali giornalieri, utilizzati quali mezzi di controllo e coercizione».
Ma, in questa difficile epoca di drastici cambiamenti, il coordinatore uscente non dimentica il «fondamentale valore apportato dalla collaborazione prestata ai lavoratori bancari da tutti gli attivisti sindacali, che, con la loro presenza e professionalità, si sono prodigati a sostegno della necessità dei singoli».
Molti gli interventi che hanno arricchito il dibattito, conclusosi con le votazioni che hanno visto il coordinatore uscente Emanuele Mietta passare il testimone a Fulvio Costanzo, che guiderà il Sab Monza-Brianza per il prossimo quadriennio.

Monza, 14 marzo 2023

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