CASSE RURALI TRENTINO, FABI FESTEGGIA I 40 ANNI DEL FONDO PENSIONE

Il presidente Vincenzo Saporito: «I giovani under 35 pesano per circa il 22% ed è un ottimo risultato in vista dell’abbassamento delle prestazioni Inps»

CASSE RURALI TRENTINO, FABI FESTEGGIA I 40 ANNI DEL FONDO PENSIONE

Il Fondo pensione per il personale delle Casse Rurali del Trentino, che gestisce 410 milioni di patrimonio previdenziale dei 4.768 aderenti compie 40 anni.

Per l’occasione è stato organizzato un evento a Trento con le principali realtà regionali e nazionali del settore previdenziale. Fondo rappresentato, per la Fabi, da Vincenzo Saporito, presidente del Fondo oltre che responsabile Fabi del dipartimento Welfare; da Domenico Mazzucchi, coordinatore Fabi del gruppo CCB e componente cda del Fondo e da Mauro Nadalini, componente cda del Fondo. Presente anche il segretario nazionale Fabi, Giuliano Xausa.

Secondo il rapporto presentato durante il convegno il Fondo ha visto una crescita del patrimonio gestito da circa 70 milioni di euro nel 2001 a oltre 410 milioni di euro nel 2025 (+480-500% in 24 anni), con un trend di accelerazione negli ultimi 10-15 anni.

«Un traguardo – ha detto Saporito – che rappresenta non solo un momento di memoria storica ma, soprattutto, un’occasione per rilanciare il ruolo strategico della previdenza complementare per i lavoratori di oggi e, in particolare, per le giovani generazioni. Il Fondo, nato nel 1986, precorreva i tempi già allora e mai quanto oggi risulta attuale e valido in vista dell’abbassamento delle prestazioni Inps. Nel nostro fondo pensione – ha continuato Saporito – i giovani under 35 rappresentano già il 22% degli aderenti, con la fascia 25-34 anni che supera il 20% e under 30 intorno all’11%. Questa quota è superiore alla media nazionale COVIP (circa 19-20% per gli under 35), segno di una crescente fiducia e adesione dei più giovani alla previdenza complementare».

Nel nostro fondo pensione i giovani under 35 rappresentano già il 22% degli aderenti, con la fascia 25-34 anni che supera il 20% e under 30 intorno all’11%. Questa quota è superiore alla media nazionale COVIP (circa 19-20% per gli under 35), segno di una crescente fiducia e adesione dei più giovani alla previdenza complementare» ha spiegato Vincenzo Saporito, presidente del Fondo pensione e responsabile del dipartimento Welfare della Fabi.

«La Fabi è stata protagonista sin dalla costituzione del Fondo – ha detto Domenico Mazzucchi, coordinatore Fabi Trento e componente del cda del Fondo – mettendoci energie, competenza e un lavoro costante per mantenerlo sempre adeguato alle esigenze dei lavoratori. Questa festa – ha concluso – è l’occasione per ricordare le origini del Fondo e le persone che, con impegno e visione, ne hanno permesso la nascita e lo sviluppo.»

L’anniversario non è stato solo un momento celebrativo: l’iniziativa vuole aprire una riflessione condivisa sul ruolo crescente della previdenza complementare nel nuovo scenario demografico, economico e sociale.

Nel corso dell’evento sono intervenuti anche Mauro Marè, presidente MEFOP, società fondata nel 1999 e partecipata dal ministero dell’Economia e delle Finanze e dai Fondi pensione con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo degli strumenti pensionistici integrativi; i rappresentanti dei principali Fondi ed Enti regionali (Pensplan Centrum, Laborfonds, Fondo 22); i delegati del Fondo pensione Casse Rurali Trentine e di MEFOP, riuniti nella tavola rotonda “Il futuro della previdenza complementare: sfide e prospettive”.

Il confronto ha offerto una doppia prospettiva: regionale, grazie al coinvolgimento delle esperienze territoriali consolidate e nazionale ed europea, grazie al contributo di MEFOP e alla lettura delle tendenze emergenti nel secondo pilastro previdenziale.

In un contesto caratterizzato da carriere frammentate, crescente mobilità lavorativa e sostenibilità del sistema pensionistico pubblico, la previdenza complementare rappresenta oggi uno strumento fondamentale per garantire ai giovani una prospettiva solida di reddito futuro.

L’esperienza del Fondo pensione delle Casse Rurali Trentine, nato come risposta anticipata a queste dinamiche già negli anni ottanta, diventa oggi un modello e un invito ad agire con la stessa lungimiranza verso le generazioni che si sono affacciate da pochi anni o si affacciano ora nel mercato del lavoro.

Trento, 21 gennaio 2026

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La crescita è stata del 480% dall’inizio del secolo. Gli under 35 sono il 22% (ANSA) – TRENTO, 21 GEN – Il Fondo pensione per il personale delle Casse Rurali del Trentino conta 4.768 aderenti, più del doppio rispetto al 2001, anche l’istituzione risale al 1986, con un patrimonio gestito di oltre 410 milioni di euro nel 2025 (+480% in 24 anni). Sono alcuni dei dati emersi in occasione del convegno per i 40 anni del fondo, presieduto da Vincenzo Saporito, responsabile Fabi del dipartimento Welfare. “Un traguardo che rappresenta non solo un momento di memoria storica ma, soprattutto, un’occasione per rilanciare il ruolo strategico della previdenza complementare per i lavoratori di oggi e, in particolare, per le giovani generazioni”, ha chiarito lo stesso Saporito. Gli under 35 rappresentano il 22% degli aderenti, con la fascia 25-34 anni che supera il 20% e under 30 intorno all’11%: “Si tratta – ha aggiunto il presidente – di una quota superiore alla media nazionale Covip (circa 19-20% per gli under 35), segno di una crescente fiducia e adesione dei più giovani alla previdenza complementare”. La concentrazione più forte (quasi il 55%) riguarda la fascia d’età tra i 40-59 anni, con un picco di quasi il 15% per quella 45-49. In una nota, la Fabi precisa che “i lavoratori che saranno sicuramente ‘contributivi puri’ dal punto di vista Inps, ossia coloro che hanno fino a 50 anni di età, rappresentano già il 60,61% degli aderenti”. (ANSA). 2026-01-21T16:06:00+01:00 KFM

PREVIDENZA: FABI, IN 24 ANNI FONDO PENSIONE CASSE RURALI TRENTINO +500% PATRIMONIO = nel 2001 a 70 mln, nel 2025 a 410 mln. Quasi 5mila aderenti, 22% è under 35 Roma, 21 gen. (Adnkronos) – Crescita del patrimonio gestito da circa 70 milioni di euro nel 2001 a oltre 410 milioni di euro nel 2025 (+480-500% in 24 anni), con un trend di accelerazione negli ultimi 10-15 anni. Sono i dati sul Fondo pensione per il personale delle Casse Rurali del Trentino, che ha circa 4.768 aderenti, emersi dal rapporto presentato in occasione del convegno per i 40 anni dell’istituto rappresentato, per la Fabi, da Vincenzo Saporito, presidente del Fondo oltre che responsabile Fabi del dipartimento Welfare, da Domenico Mazzucchi, coordinatore Fabi del gruppo Ccb e componente cda del Fondo e da Mauro Nadalini, componente cda del Fondo. Presente anche il segretario nazionale Fabi Giuliano Xausa. “Un traguardo che rappresenta non solo un momento di memoria storica ma, soprattutto, un’occasione per rilanciare il ruolo strategico della previdenza complementare per i lavoratori di oggi e, in particolare, per le giovani generazioni. Il Fondo, nato nel 1986, precorreva i tempi già allora e mai quanto oggi risulta attuale e valido in vista dell’abbassamento delle prestazioni Inps. Nel nostro fondo pensione i giovani under 35 rappresentano già il 22% degli aderenti, con la fascia 25-34 anni che supera il 20% e under 30 intorno all’11%. Questa quota è superiore alla media nazionale Covip (circa 19-20% per gli under 35), segno di una crescente fiducia e adesione dei più giovani alla previdenza complementare”, ha spiegato Saporito. “La Fabi è stata protagonista sin dalla costituzione del Fondo mettendoci energie, competenza e un lavoro costante per mantenerlo sempre adeguato alle esigenze dei lavoratori. Continueremo a farlo anche in futuro, consci dell’importanza dello strumento previdenziale e del valore della contrattazione che ha portato il contributo aziendale tra i più alti del mondo del lavoro”, ha aggiunto Mazzucchi. (segue) (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 1222 21-GEN-26 15:54

PREVIDENZA: FABI, IN 24 ANNI FONDO PENSIONE CASSE RURALI TRENTINO +500% PATRIMONIO (2) = (Adnkronos) – La piramide delle età mostra una forte concentrazione tra i 40 e i 59 anni, con il picco nella fascia 45-49 anni al 14,74% degli aderenti. Le fasce centrali (40-59 anni) rappresentano complessivamente circa il 55% del totale. I giovani under 35 pesano per circa il 22% (20-24: 1,57%, 25-29: 9,45%, 30-34: 11,14%). I lavoratori che saranno sicuramente ‘contributivi puri’ dal punto di vista Inps, ossia coloro che hanno fino a 50 anni di età, rappresentano già il 60,61% degli aderenti. Gli aderenti sono passati da 2.274 nel 2001 a 4.768 nel 2025 (+110% in 24 anni). Crescita costante, con accelerazione evidente negli ultimi anni: +42% solo dal 2019 (da 3.355 a 4.768). Negli ultimi 6 anni media annua di circa +6% di nuovi iscritti.Il fondo ha superato i 4.500 aderenti nel 2023 e continua a crescere rapidamente. Un’espansione che riflette l’aumento della consapevolezza previdenziale tra i lavoratori. Il patrimonio gestito è cresciuto in modo costante e accelerato, da circa 70 milioni di euro nel 2001 a oltre 410 milioni di euro nel 2025 (+480% circa in 24 anni). Negli ultimi 10 anni (2015-2025) è più che raddoppiato, passando da circa 200 a oltre 410 milioni. Trend particolarmente forte dal 2019 in poi, con incrementi annui medi elevati. Un segnale chiaro della fiducia crescente nel fondo e della capacità di accumulo previdenziale. (Mat/Adnkronos) ISSN 2465 – 122 21-GEN-26 15:54