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AI NON SIA PRETESTO PER FARE TAGLI IN BANCA
Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, dalle colonne del quotidiano economico finanziario MF Milano Finanza: “Non si può pensare di delegare agli algoritmi scelte di investimento, valutazioni creditizie, pratiche istruttorie di mutui e prestiti e rapporti fiduciari consolidati nel tempo con la clientela. Follia pura. I processi di miglioramento tecnologico siano i benvenuti, ma vanno governati con prudenza, intelligenza e non subiti in modo meccanico”.
Il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, dalle colonne del quotidiano economico finanziario MF Milano Finanza: “Non si può pensare di delegare agli algoritmi scelte di investimento, valutazioni creditizie, pratiche istruttorie di mutui e prestiti e rapporti fiduciari consolidati nel tempo con la clientela. Follia pura. I processi di miglioramento tecnologico siano i benvenuti, ma vanno governati con prudenza, intelligenza e non subiti in modo meccanico”.
AI NON SIA PRETESTO PER FARE TAGLI IN BANCA
In un momento in cui il sistema bancario italiano registra utili senza precedenti e si prepara a una nuova fase di trasformazione tecnologica, il dibattito su innovazione, occupazione e redistribuzione del valore torna al centro dell’agenda economica.
In questa intervista a Milano Finanza, il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, affronta i nodi cruciali del settore: dall’impatto dell’intelligenza artificiale sull’organizzazione del lavoro ai rischi di un uso distorto della tecnologia come leva per ridurre personale e costi; dal confronto tra banche tradizionali e fintech alla necessità di garantire sicurezza, tutela del risparmio e solidità patrimoniale.
Al centro dell’analisi ci sono anche gli extraprofitti, la questione salariale e il rinnovo del contratto nazionale, in un contesto in cui famiglie e imprese continuano a pagare tassi elevati mentre i conti correnti restano poco remunerati.
In gioco non c’è solo l’efficienza del sistema, ma un equilibrio più ampio tra innovazione, lavoro e diritti. Per la Fabi la trasformazione digitale va governata, non subita: gli utili record devono tradursi in occupazione stabile, formazione, salari adeguati e maggiore attenzione verso clienti e territori.
È una partita importante, che riguarda il modello di banca e, più in generale, il modello di sviluppo che si intende perseguire.

