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BANCOBPM, RICAMBIO GENERAZIONALE CON NUOVE ASSUNZIONI PER LA RETE
Firmato dalla Fabi, le altre organizzazioni sindacali, e l’azienda l’accordo per la riapertura del Fondo di solidarietà. Ampliata la platea complessiva delle uscite da 1.100 a 1.200 lavoratori, a fronte di 75 ingressi, quattro stabilizzazioni di rapporti a tempo determinato e un ulteriore 2% di assunzioni, calcolato sulla platea delle uscite, riservato a donne vittime di violenza o a figli di vittime di femminicidio. Fontana: «Un segnale concreto verso le colleghe e i colleghi che avevano manifestato la volontà di aderire al Fondo, ma salvaguardata anche l’occupazione».
Firmato dalla Fabi, le altre organizzazioni sindacali, e l’azienda l’accordo per la riapertura del Fondo di solidarietà. Ampliata la platea complessiva delle uscite da 1.100 a 1.200 lavoratori, a fronte di 75 ingressi, quattro stabilizzazioni di rapporti a tempo determinato e un ulteriore 2% di assunzioni, calcolato sulla platea delle uscite, riservato a donne vittime di violenza o a figli di vittime di femminicidio. Fontana: «Un segnale concreto verso le colleghe e i colleghi che avevano manifestato la volontà di aderire al Fondo, ma salvaguardata anche l’occupazione».
FEDERAZIONE AUTONOMA BANCARI ITALIANI
COMUNICATO STAMPA
BANCOBPM : FABI, ACCORDO SU RICAMBIO GENERAZIONALE
Milano, 24 febbraio 2026. Siglato accordo dalla Fabi e dalle altre organizzazioni sindacali con BancoBpm per la riapertura del Fondo di solidarietà per ulteriori 100 accoglimenti, a fronte di un ricambio generazionale pari all’80%. L’intesa amplia la platea complessiva delle uscite da 1.100 a 1.200 lavoratori, in coerenza con quanto previsto dall’accordo del 19 dicembre 2024. Le cessazioni avverranno entro la fine dell’anno. Si tratta di un risultato significativo che consente di offrire una risposta concreta a una parte rilevante delle domande rimaste inizialmente escluse e, al contempo, di consolidare il percorso di ricambio generazionale già avviato. Sul fronte delle assunzioni, sono previste 75 nuove entrate, integralmente destinate alla rete. A queste si aggiungono 4 stabilizzazioni di rapporti a tempo determinato e un ulteriore 2% di assunzioni, calcolato sulla platea delle uscite, riservato a donne vittime di violenza o a figli di vittime di femminicidio, in attuazione del “Protocollo d’intesa per favorire il rimborso dei crediti da parte delle donne vittime di violenza di genere”. È inoltre confermata la clausola di salvaguardia che impegna l’azienda a sostituire il personale neoassunto che dovesse rassegnare le dimissioni entro 12 mesi dall’assunzione, garantendo così l’effettività del turn over concordato. L’accordo rappresenta un passaggio rilevante nella gestione responsabile delle trasformazioni in atto e conferma la centralità del confronto negoziale quale strumento efficace di tutela collettiva e di equilibrio tra esigenze aziendali e diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. «L’ampliamento del Fondo rappresenta un segnale concreto verso le colleghe e i colleghi che avevano manifestato la volontà di aderire e che erano rimasti esclusi nella prima fase. Ma er noi il punto centrale non è solo l’uscita, ovviamente, ma l’ingresso. Il turn over deve tradursi in nuove energie nelle filiali. Il fatto che tutte le 75 nuove assunzioni siano destinate alla Rete costituisce un elemento qualificante dell’intesa. Le strutture territoriali stanno sostenendo carichi operativi e commerciali importanti: il loro rafforzamento è stato per noi un punto imprescindibile» dichiara il coordinatore Fabi in BancoBpm, Gianpaolo Fontana.

