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CASSA CENTRALE, AL VIA GLI INCONTRI TRA AZIENDA E SINDACATI
Al centro dell’incontro sviluppo professionale, mobilità, accentramenti e welfare. Mazzucchi: «Crescita del Gruppo e tutela dell’occupazione devono procedere insieme».
Si è svolto oggi il primo incontro politico dell’anno tra la Fabi, le altre sigle e la delegazione sindacali di Cassa Centrale presieduta dalla presidente, Enrica Cavalli, e della Chief Human Resources Officer, Stefania Buratto.
In apertura dei lavori, il coordinatore Fabi, Domenico Mazzucchi, ha ripercorso la crescita e la trasformazione compiute dal Gruppo dalla sua costituzione a oggi, evidenziando la solidità del modello cooperativo e la sua forte radicazione territoriale. Attualmente il 61% degli sportelli opera in aree rurali e il 35% in zone montane, un dato che conferma la specificità del credito cooperativo. «Non si tratta soltanto di una distribuzione geografica – ha sottolineato Mazzucchi – ma di un elemento identitario che esprime il valore sociale ed economico del nostro presidio nei territori».
È stato inoltre evidenziato come il Gruppo, in controtendenza rispetto a molte realtà del settore bancario, abbia registrato un incremento complessivo del numero dei lavoratori, confermandosi un sistema capace di generare occupazione e sviluppo.
Di particolare rilievo anche il completamento della piena applicazione del contratto nazionale del credito cooperativo, ora esteso a tutte le società del Gruppo, passaggio che consolida l’uniformità delle tutele e delle condizioni contrattuali.
La Fabi, a nome del tavolo sindacale unitario, ha richiamato gli impegni sottoscritti con il contratto integrativo di Gruppo e con l’Accordo Programmatico di maggio 2025, che rappresentano il perimetro politico entro cui sviluppare il confronto nei prossimi mesi. Tra le priorità indicate figurano lo sviluppo professionale, con la necessità di dare certezza ai nuovi ruoli e a quelli esistenti attraverso percorsi chiari di crescita e valorizzazione delle competenze; la mobilità infragruppo, da favorire su base volontaria per sostenere percorsi di crescita; la gestione degli accentramenti in Capogruppo, da governare preventivamente anche attraverso un confronto sindacale strutturato; il benessere lavorativo, con interventi mirati a rimuovere situazioni di disagio nelle realtà aziendali che presentano maggiori criticità.
Cassa Centrale ha dichiarato la propria disponibilità al confronto su tutti i temi ritenuti strategici, rassicurando in particolare su un governo responsabile dei processi di accentramento.
Il confronto è entrato nel merito anche del welfare aziendale. Le richieste sindacali riguardano il rafforzamento delle indennità di studio lungo l’intero percorso formativo, l’incremento dei premi per il conseguimento dei titoli di studio, il potenziamento delle tutele per le situazioni di disabilità, l’adeguamento del ticket pasto e l’introduzione di permessi retribuiti per visite specialistiche dei familiari.
L’azienda ha manifestato apertura ad approfondire alcune delle proposte avanzate e già nella giornata odierna si è avviato un primo esame generale delle richieste. Il confronto proseguirà in sede tecnica nelle giornate del 16 e 17 marzo.
«Questo primo incontro rappresenta un passaggio significativo di avvio del confronto politico. Ora è necessario rispettare gli impegni assunti, con l’obiettivo di coniugare la crescita del Gruppo con la tutela dell’occupazione e la valorizzazione delle professionalità. In tale ambito, monitoreremo con attenzione l’accentramento dei servizi ora gestiti dalle BCC, per garantire che non vi siano penalizzazioni per il personale interessato.» ha concluso Mazzucchi.
Trento, 25 febbraio 2026

