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“NEXT GENERATION BANK”: SILEONI APRE IL 130° CONSIGLIO NAZIONALE FABI
Ancora una volta parterre d’eccezione per il palco del primo sindacato del settore. In sala, 1.800 dirigenti.
Tra utili record, trasformazione digitale e rinnovi contrattuali, il segretario generale indica la strada per governare l’innovazione, tutelare i lavoratori e rafforzare il ruolo sociale delle banche. Si è aperto oggi a Milano, agli East End Studios, il 130° Consiglio nazionale della Fabi, dal titolo “Next generation bank. Come eravamo, come siamo, come saremo”, in un momento cruciale per il credito italiano tra consolidamenti, utili elevati e trasformazione digitale ormai strutturale.
A inaugurare i lavori è stato Lando Maria Sileoni, segretario generale Fabi, con una relazione introduttiva incentrata sulla necessità di governare l’innovazione senza scaricare i costi sui lavoratori, con un equilibrio tra redditività, qualità dell’occupazione e funzione sociale delle banche. Davanti a 1.800 dirigenti sindacali provenienti da tutta Italia, sullo schermo sono passate le scene iniziali del film Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders.
Angeli che volano sopra la Berlino del dopoguerra ascoltano i pensieri delle persone senza giudicare né intervenire. Uno di loro sceglie invece di rinunciare all’eternità per vivere la vita reale, sentire il freddo dell’aria, il peso del corpo, il sapore delle cose, e soprattutto vivere un amore. Il riferimento cinematografico diventa un parallelismo chiave per Sileoni: la responsabilità nasce dall’accettazione della concretezza della realtà. «Non si può restare spettatori, bisogna entrare nella storia, giocarsi la propria partita. La responsabilità è il prezzo della libertà». La metafora introduce la riflessione sulla trasformazione del credito: l’intelligenza artificiale modifica profondamente processi produttivi, organizzazione del lavoro e relazione con la clientela. «La tecnologia non è un nemico, ma non è neutrale. Se orientata solo alla compressione dei costi rischia di generare pressioni occupazionali e squilibri sociali; se indirizzata alla qualità del servizio valorizza il capitale umano», ha evidenziato Sileoni, sottolineando il ruolo del sindacato come presidio e guida della transizione digitale, anche di fronte a investimenti delle big tech stimati oltre 600 miliardi di dollari nel 2026.
Sileoni ha inoltre posto attenzione al piano macroeconomico e geopolitico, ribadendo che l’euro digitale non deve trasformarsi in strumento di controllo di massa e che rafforzare la sovranità finanziaria europea è condizione di sicurezza per cittadini e lavoratori. Rilevante anche il richiamo al ruolo sociale delle banche: «Ogni bancario, in media, produce un valore aggiunto pari a quattro volte il suo costo. Significa che le risorse per riconoscere il contributo di ognuno ci sono: si possono aumentare i salari senza intaccare i profitti». Dal 2022 al 2025 il settore ha accumulato oltre 110 miliardi di euro di utili, di cui gran parte destinati agli azionisti, soprattutto grandi fondi internazionali. Sileoni ha denunciato una “finanziarizzazione spinta”, che rischia di far dimenticare il ruolo sociale delle banche.
Rimanendo sul fronte contrattuale, Sileoni ha anticipato i rinnovi con Abi e Bcc nel 2026: «In quei tavoli si deciderà il futuro della categoria, come la trasformazione digitale entrerà nelle condizioni di lavoro, nella formazione continua, nella gestione dei carichi e nei limiti alle pressioni commerciali». Accanto al contratto nazionale, la contrattazione di secondo livello nei grandi gruppi diventa sempre più determinante per la qualità della vita lavorativa.
La giornata è proseguita con una serie di tavole rotonde che hanno messo al centro scenari di settore, innovazione tecnologica e relazioni industriali. Nel primo panel, con Antonio Patuelli, presidente Abi, Fabio Tamburini (direttore Sole 24 Ore), Roberto Sommella (direttore MF Milano Finanza), Andrea Greco (Repubblica), Nicola Saldutti (Corriere della Sera) e Sileoni, moderati da Giuseppe De Filippi (TG5), il dibattito ha evidenziato la necessità di governare la digitalizzazione e l’AI, con Sileoni che ha chiesto trasparenza: «Come sarà gestito il credito attraverso l’AI? Vogliamo saperne di più per tutelare le persone che lavorano».
Successivamente, il panel dedicato all’intelligenza artificiale, con Riccardo Zecchina (Università Bocconi), Andrea Cabrini (Class CNBC) e Sileoni, moderato da Giorgio Zanchini (Rai Radio 1), ha approfondito applicazioni, gestione dei dati e implicazioni sociali. Sileoni ha ricordato l’importanza della riqualificazione del personale e si è interrogato sugli impatti sociali nei prossimi 4-5 anni, chiedendo come le banche gestiranno la transizione.
Il confronto sulle banche di ieri, oggi e domani ha visto la partecipazione di Corrado Passera, Francesco Manacorda (Repubblica), Mariarosaria Marchesano (Il Foglio), Fabrizio Massaro (MF Milano Finanza) e Sileoni, con moderazione di Sebastiano Barisoni (Radio 24), mentre in un successivo panel Sileoni ha dialogato con Alessandro Profumo (Rialto Venture Capital), Paola Bonanni (Rai Radio 1), Christian Martino (Il Messaggero) e Marco Scotti (Affari Italiani), moderati da Francesco Vecchi (Canale 5), affrontando i temi della relazione umana con i clienti e il ruolo centrale della fiducia in un contesto digitale.
Un ulteriore confronto con Fabrizio Viola (Equita Group), Piero Luigi Montani, Rosario Dimito (Il Messaggero), Gianluca Paolucci (La Stampa) e Stefano Righi (Corriere della Sera), moderati da Monica Setta (Rai), ha evidenziato come la rivoluzione tecnologica possa essere gestita se guidata correttamente, con Sileoni che ha posto attenzione all’impatto del digitale sulle professioni.
Nel corso della giornata, Francesco Vecchi ha tenuto una lectio sul public speaking, sottolineando l’importanza di coerenza tra parole e azioni per rafforzare la leadership sindacale, mentre il professor Donato Masciandaro (Università Bocconi), con Alberto Grassani (Sole 24 Ore) e Sileoni, moderati da Frediano Finucci (TG La7), ha analizzato scenario internazionale, inflazione, politiche monetarie divergenti e il ruolo strategico dell’euro digitale nella sovranità europea.
Infine, il dibattito sulle relazioni industriali ha visto la partecipazione di Francesco Micheli, ex presidente Casl Abi, Ilaria Maria Dalla Riva, presidente Casl Abi, Roberto Cascella (Intesa Sanpaolo), Fiorella Ferri (Monte dei Paschi di Siena), Roberto Speziotto (Banco BPM), Andrea Merenda (BPER Banca), Fiorina Capozzi (La Ragione), Cristina Casadei (Il Sole 24 Ore) e Sileoni, moderati da Andrea Pancani (TG La7). Sileoni ha ribadito come il nuovo contratto dovrà essere un beneficio per i lavoratori, dovrà essere in grado gestire i cambiamenti in atto.
Dal palco della Fabi, ancora una volta, parte la strada da iniziare a percorrere. La banca del futuro è già operativa, ma la partita su regole, redistribuzione del valore e tutele resta aperta, con la Fabi pronta a guidare la transizione digitale senza dimenticare l’unità, la sicurezza e i diritti dei lavoratori.
Milano, 3 marzo 2026

