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CREDITO COOPERATIVO, OK ALL’ESTENSIONE DEL FONDO DI SOLIDARIETÀ
Assegno straordinario oltre i 60 mesi per garantire continuità di reddito e contributi. Bertinotti: «Le proposte di modifica statutarie e le nuove misure di finanziamento del Fondo esuberi sono un pilastro tanto fondamentale quanto invalicabile». Nava: «Continueremo a vigilare affinché ogni impegno preso si traduca in tutele concrete».
Il Fondo di solidarietà del credito cooperativo estende le proprie tutele e garantisce continuità ai lavoratori coinvolti nei percorsi di uscita anticipata. Il Comitato amministratore ha infatti deliberato l’estensione dell’assegno straordinario oltre il limite ordinario dei 60 mesi, assicurando sia il sostegno al reddito sia la contribuzione correlata. La decisione arriva al termine di un percorso avviato nelle scorse settimane anche grazie all’intervento della Fabi, che ha portato il tema al tavolo istituzionale, contribuendo alla definizione delle soluzioni poi recepite nella circolare Inps n. 41 del 3 aprile 2026.
La misura riguarda non solo chi è già beneficiario delle prestazioni, ma anche i lavoratori che avevano cessato il rapporto entro il 31 gennaio 2026 e si erano visti bloccare o respingere la domanda. Per questi casi «è previsto il riesame da parte dell’Inps, con l’obiettivo di non lasciare indietro nessuno» sottolinea la Fabi.
«La delibera odierna adottata dal Comitato amministratore, dove la Fabi esprime la presidenza, fa parte di un percorso comune e condiviso con Federcasse che deve necessariamente e speditamente proseguire sul tavolo nazionale di confronto per l’adeguamento complessivo del Fondo di sostegno al reddito. Le proposte di modifica statutarie e le nuove misure di finanziamento del Fondo esuberi sono un pilastro tanto fondamentale quanto invalicabile per assicurare efficienza, efficacia e stabilità nel medio lungo periodo a questo ente peculiare del credito cooperativo», dichiara il segretario nazionale Fabi, Luca Bertinotti.
«Quando una norma cambia le regole del gioco a partita già iniziata, il sindacato ha il dovere di intervenire perché le lavoratrici e i lavoratori che avevano firmato la risoluzione consensuale contando su un percorso chiaro verso la pensione non possono essere lasciati soli a fare i conti con uno slittamento dei requisiti che non dipende da loro. La Fabi esprime la presidenza di questo Comitato e intende farlo con il senso di responsabilità che le lavoratrici e i lavoratori del credito cooperativo meritano. Continueremo a vigilare affinché ogni impegno preso si traduca in tutele concrete, fino all’ultimo giorno di permanenza nel Fondo» aggiunge il presidente del Fondo, Mario Nava.
Roma, 29 aprile 2026

