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A LIVORNO LA FABI APRE LA STAGIONE DEI CONGRESSI. EMOZIONE E RICAMBIO AL VERTICE DEL SINDACATO PROVINCIALE
Franco Casini ringrazia Marina Baule e Antonio Mirra per il grande lavoro svolto per il Sab, dopo un lungo percorso di attività sindacale sul territorio. Baule: «Oggi si apre una nuova fase, con una base solida su cui costruire. Tenere insieme esperienza e rinnovamento sarà la sfida più grande».
Parte da Livorno il lungo cammino congressuale della Fabi, che nei prossimi mesi attraverserà tutte le province italiane fino ad approdare al congresso nazionale di Roma dal 18 al 22 gennaio 2027. Non è solo un percorso organizzativo, ma un momento fondamentale di confronto per tutta l’organizzazione. È questo il senso che accompagna l’avvio della stagione congressuale, chiamata a misurarsi con trasformazioni profonde del lavoro e della società. Quello di Livorno è anche un congresso dal forte valore simbolico ed emotivo.
Dopo anni di attività sindacale, lasciano la guida del Sab due figure storiche: la coordinatrice Marina Baule e il segretario provinciale Antonio Mirra. «Si chiude un ciclo importante, fatto di impegno, presenza e costruzione quotidiana», è il clima che accompagna questo passaggio, che segna anche l’apertura di una nuova fase all’insegna del ricambio generazionale. Il XIV congresso provinciale si svolge sotto il motto “protagonisti nel cambiamento”. «Essere protagonisti significa non subire le trasformazioni, ma saperle interpretare e guidare», emerge dalla relazione della segreteria uscente, che richiama il ruolo attivo del sindacato in una fase complessa.
Nella relazione introduttiva viene tracciato un quadro segnato da instabilità internazionale, precarietà diffusa e crescente individualizzazione. «L’aspetto più caratterizzante di quest’epoca è la crescente paura e la precarietà diffusa, con il rischio di una progressiva perdita di coesione sociale. In questo contesto c’è bisogno di più sindacato per contrastare disuguaglianze e difendere diritti sempre meno scontati».
Tra i temi centrali anche l’impatto dell’innovazione tecnologica. «L’intelligenza artificiale rappresenta una grande opportunità, ma anche un rischio se non governata. Necessario mettere la tecnologia al servizio delle persone e non il contrario».
In questo momento di passaggio per la Fabi di Livorno, assume un significato particolare anche l’intervento del segretario nazionale amministrativo Franco Casini, da sempre vicino al Sab. «Quella di Livorno è una realtà che ho visto nascere, crescere e consolidarsi nel tempo, costruita giorno dopo giorno con serietà, impegno e grande senso di responsabilità. È un percorso lungo, fatto di lavoro concreto, presenza sul territorio e capacità di affrontare anche momenti complessi, che oggi consegna un’organizzazione solida e credibile, di cui, come Fabi, siamo profondamente orgogliosi. Gran parte di questo risultato è legato al lavoro svolto in questi anni da Marina Baule e Antonio Mirra, che hanno rappresentato un punto di riferimento importante per questa struttura, contribuendo in modo determinante alla sua crescita e al suo radicamento. Oggi si chiude una fase significativa, ma allo stesso tempo si apre una nuova stagione. Il ricambio generazionale è una sfida fondamentale, ma rappresenta anche una grande opportunità per rafforzare ulteriormente l’organizzazione, portando nuove energie, nuove idee e garantendo continuità a un lavoro che ha basi solide».
Sul piano più strettamente sindacale, il congresso si inserisce in una fase delicata per il settore, segnata da una trattativa per il rinnovo del contratto nazionale che si preannuncia complessa. «Siamo di fronte a un passaggio importante, in cui sarà necessario tenere insieme i risultati economici delle banche e la tutela del lavoro. In una fase segnata da aggregazioni, riorganizzazioni e cambiamenti profondi, il ruolo del sindacato diventa ancora più centrale. La forza della Fabi sta nella sua presenza sui territori e nella capacità di rappresentare davvero i lavoratori, stando loro vicino ogni giorno e costruendo un rapporto di fiducia nel tempo, attraverso lavoro concreto e credibilità. Abbiamo una responsabilità importante nella trattativa per il rinnovo del contratto nazionale: ottenere risultati che tengano conto dell’inflazione, redistribuiscano gli utili e migliorino le condizioni di lavoro. Per farlo serve un’organizzazione solida, radicata e capace di governare il cambiamento, senza subirlo», ha detto Casini.
È soprattutto nel passaggio finale che il congresso assume il tono più intenso. Nel suo intervento conclusivo, Marina Baule traccia un bilancio di un lungo percorso di attività: «Il Sab che lasciamo è un’organizzazione viva, strutturata, credibile e riconosciuta sul territorio. Un percorso segnato anche da scelte personali importanti. Ho sacrificato tempo ed energie, ma rifarei tutto, per il valore umano e professionale di questa esperienza sindacale».
Parole che si intrecciano con il rapporto costruito negli anni con Antonio Mirra, figura di riferimento per la struttura. «Abbiamo condiviso un lungo percorso, fatto di confronto, anche duro, ma sempre nel rispetto dei ruoli e con uno spirito di squadra. Oggi si apre una nuova fase, con una base solida su cui costruire. Tenere insieme esperienza e rinnovamento sarà la sfida più grande». Da Livorno parte quindi non solo la stagione congressuale della Fabi, ma anche un passaggio simbolico più ampio, in un momento in cui il sindacato è chiamato a rinnovarsi senza perdere ciò che lo rende riconoscibile: la vicinanza ai lavoratori.
Nel corso del dibattito sono emersi più volte, da parte dei dirigenti intervenuti, l’apprezzamento per il lavoro della segreteria generale, rappresentata da Lando Maria Sileoni, e della segreteria nazionale tutta.
Conclusi i lavori, faranno seguito le elezioni degli organismi dirigenti.
Livorno, 30 aprile 2026

