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MERCATO, REGOLE E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: XAUSA AL FAJ FORUM DAY DI MILANO
Il segretario nazionale Fabi e presidente Assonova interviene all’evento del Fee Advisor Journal sulle trasformazioni e le insidie del progresso tecnologico nella consulenza finanziaria: «Usare l’algoritmo per liberare tempo e rimettere al centro il rapporto umano, non come ‘capo invisibile’ che alimenta le pressioni commerciali».
La Fabi ha partecipato, con il segretario nazionale e presidente Assonova Giuliano Xausa, alla seconda tavola rotonda del 'FAJ Forum Day', l’importante iniziativa promossa a Milano da Fee Advisor Journal (FAJ). Un momento di dibattito e confronto strategico, intitolato 'Mercato, Regole e AI: come stanno potenziando il ruolo della consulenza finanziaria', volto a riportare l’attenzione sulla realtà 'di trincea' vissuta quotidianamente dai consulenti e sulla centralità dei risparmiatori.
Al centro dell'intervento di Xausa, una forte riflessione sui rischi legati alla progressiva riduzione delle filiali e all'uso distorto degli algoritmi come strumenti di mera massimizzazione commerciale.
«I dati economici del settore bancario italiano degli ultimi anni ci consegnano una verità oggettiva – ha sottolineato Xausa. Siamo di fronte a un paradosso impressionante: assistiamo a una riorganizzazione della rete fisica e del personale proprio mentre gli utili delle banche registrano record storici. Dal 2012 a oggi il sistema ha visto i risultati balzare da un passivo di 2,5 miliardi a un attivo di oltre 46 miliardi di euro. Questo dimostra che l’evoluzione della rete non è un incidente di percorso, ma una precisa scelta di business dettata dalla digitalizzazione, che rischia però di mutare la storica vicinanza degli istituti alle comunità locali».
In questo scenario di progressiva trasformazione del modello di servizio da parte degli istituti di credito, la figura del professionista assume un valore sociale fondamentale. «Il consulente finanziario rimane l’unico volto umano, l’ultimo avamposto sul territorio. La consulenza di prossimità non è solo finanza: rappresenta una vera e propria forma di inclusione sociale, l’equivalente del medico di base per il risparmio diffuso delle famiglie italiane, dei piccoli artigiani e dei giovani che chiedono il primo mutuo. Isolare digitalmente i cittadini più vulnerabili e gli anziani significa esporli maggiormente al rischio di truffe online e al sovraindebitamento».
Xausa ha poi lanciato un monito preciso sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale all’interno dei modelli aziendali. «L’intelligenza artificiale non può trasformarsi in un ‘capo invisibile’ o in un nuovo strumento digitale che analizza i portafogli dei clienti solo per dettare cosa vendere e massimizzare i budget, schiacciando l’autonomia professionale. Con 46 miliardi di utili complessivi nel sistema, le pressioni commerciali feroci non sono più giustificabili in alcun modo, né eticamente né socialmente. L’algoritmo calcolerà sempre più velocemente di noi, ma non potrà mai sostituire la responsabilità morale di una scelta né comprendere lo stato d’animo o le preoccupazioni di un padre di famiglia quando i mercati oscillano».
«Noi di Assonova – ha concluso Xausa – crediamo fermamente che il consulente finanziario debba guidare questa evoluzione, non subirla passivamente. Potenziare la consulenza oggi significa pretendere tutele adeguate per i lavoratori e adoperare l’intelligenza artificiale per uno scopo nobile: liberare i professionisti dalle incombenze burocratiche per recuperare tempo prezioso da dedicare alla vicinanza, all’etica e alla vendita valoriale, ridando centralità umana al rapporto con il cliente laddove i canali tradizionali si stanno ritirando».
Milano, 20 maggio 2026



