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BANCA IFIS, LA FABI CHIEDE CHIAREZZA E GARANZIE PER I LAVORATORI
Dopo le cessioni di Abilio e ARECneprix, avviato il processo di vendita del business Npl. Riviste al ribasso le stime di utile 2026 e annunciata una revisione dei costi. Il sindacato chiede un confronto trasparente sulle ricadute occupazionali e organizzative.
Le operazioni annunciate da Banca Ifis negli ultimi mesi delineano un percorso di riposizionamento del Gruppo.
Dalla cessione di Abilio a quella di ARECneprix, fino all'avvio del processo competitivo per il deconsolidamento del business Npl, la banca ha avviato una serie di interventi che modificano in maniera significativa il proprio assetto industriale e la composizione delle attività considerate strategiche.
Le due società già cedute occupano complessivamente 250 lavoratrici e lavoratori (125 ciascuna), ai quali si aggiungono quelli impiegati nel comparto Npl interessato dal progetto di vendita.
A questo quadro si aggiunge la revisione delle prospettive economiche per il 2026. Il consiglio di amministrazione ha infatti ridotto la guidance sull’utile netto, portandola in un intervallo compreso tra 100 e 110 milioni di euro, rispetto alla precedente previsione di 170-190 milioni, dopo aver deliberato accantonamenti complessivi per circa 70 milioni di euro.
Contestualmente è stata annunciata anche una revisione della struttura dei costi, collegata al nuovo modello operativo del Gruppo.
La Fabi segue con attenzione questa fase di trasformazione, che coinvolge attività nelle quali operano centinaia di lavoratrici e lavoratori.
«Un cambiamento di questa portata deve essere accompagnato da un confronto trasparente con le rappresentanze sindacali e da garanzie concrete sulla continuità occupazionale e professionale delle persone interessate dalle operazioni in corso», sottolinea la Fabi in banca Ifis-Illimity.
Particolare attenzione è rivolta anche agli effetti della revisione organizzativa annunciata dalla banca. «Le trasformazioni industriali e il riposizionamento strategico del Gruppo devono coniugare gli obiettivi di efficienza con la valorizzazione delle professionalità e la tutela del lavoro. Le rassicurazioni fornite dall’azienda sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla valorizzazione delle competenze dovranno tradursi in impegni concreti e verificabili nel confronto con le organizzazioni sindacali», aggiunge il sindacato.
La Fabi continuerà a seguire tutte le fasi del processo di riorganizzazione, chiedendo il massimo livello di trasparenza sulle ricadute delle scelte industriali e sulle prospettive del personale coinvolto.
Roma, 30 giugno 2026

