Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web ritieni più interessanti e utili.
FABI FIRENZE, LA SFIDA DEL CREDITO TRA DIGITALE E PROSSIMITÀ
Ai lavori del congresso, le criticità del comparto creditizio e le tutele per il personale: «Le banche devono tornare a investire sulla relazione umana e sul radicamento locale, arginando la deriva di una digitalizzazione spinta che rischia di allontanare i servizi dai cittadini» ha sottolineato in apertura il segretario nazionale della Fabi, Emanuele Amenta.
I lavori del congresso della Fabi di Firenze si sono concentrati sulle profonde trasformazioni del comparto creditizio e sulle peculiarità di un'area metropolitana economicamente vivace ma fortemente polarizzata.
Ad aprire l’assise, affiancando la struttura toscana, è intervenuto il segretario nazionale Emanuele Amenta, che ha posto l’accento sulla forza e sul ruolo propositivo del sindacato: «La Fabi è un’organizzazione forte, autorevole e propositiva: grazie anche alla straordinaria e costante azione di comunicazione strategica e di presenza pubblica portata avanti su tutti gli organi di stampa dal nostro segretario generale Lando Maria Sileoni, siamo protagonisti nel guidare le trasformazioni del settore, pretendendo regole contrattuali avanzate e un governo attivo dell’innovazione che metta al centro la stabilità e la crescita professionale delle lavoratrici e dei lavoratori».
A entrare nel dettaglio delle dinamiche locali è stato il coordinatore della Fabi di Firenze, Leonardo Comucci, che ha tracciato il quadro economico e occupazionale del territorio: «Firenze vive una polarizzazione evidente tra le grandi griffe e una miriade di micro e piccole realtà che faticano a sostenere i rincari. I cittadini continuano ad accumulare riserve importanti, ma il sistema creditizio tende a centralizzare le scelte drenando queste risorse verso logiche distanti dai bisogni della comunità e penalizzando l’artigianato locale con valutazioni algoritmiche».
Comucci ha poi focalizzato l’attenzione sulle pesanti ripercussioni operative legate alla riduzione dei presidi fisici e alla pressione commerciale: «La costante contrazione dei presidi fisici isola intere comunità, in particolare gli anziani, e comprime l’operatività di chi resta in servizio, aumentando vertiginosamente i carichi di lavoro. Inoltre, le sollecitazioni commerciali invasive e l’ansia da prestazione per il raggiungimento dei budget rischiano di alterare la serenità nelle agenzie: la nostra priorità resta difendere la salute psicofisica dei lavoratori e la dignità della consulenza».
L’intensa giornata di dibattito si è conclusa con l’approvazione delle linee programmatiche e con le votazioni finali che hanno rinnovato gli organismi dirigenti della struttura territoriale.
Segreteria provinciale
Segretario coordinatore Leonardo Comucci;
segretario amministrativo Stefano Tassi;
segretario organizzativo Leonardo Cappellini;
Cristiana Conte;
Alessandro Ragusin;
Egidio Debolini;
Daniela Piccini
Firenze, 23 settembre 2026








