Questo sito web utilizza i cookie per offrirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie vengono memorizzate nel tuo browser e svolgono funzioni come riconoscerti quando torni sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito web ritieni più interessanti e utili.
TRUFFE ONLINE, IL CONTO È SEMPRE PIÙ SALATO
Nuovo studio della Fabi sulle frodi digitali: oltre 828 milioni di euro sottratti in quattro anni. Nel 2025 i casi calano dello 0,4%, ma il denaro rubato sale del 17,4% e raggiunge il record di 269 milioni. Sileoni: «La tecnologia offre enormi opportunità, ma può essere utilizzata anche dalla criminalità per rendere i tentativi di frode sempre più sofisticati e credibili. Per questo servono investimenti continui nella sicurezza, nella prevenzione e nell’informazione dei clienti».
Nuovo studio della Fabi sulle frodi digitali: oltre 828 milioni di euro sottratti in quattro anni. Nel 2025 i casi calano dello 0,4%, ma il denaro rubato sale del 17,4% e raggiunge il record di 269 milioni. Sileoni: «La tecnologia offre enormi opportunità, ma può essere utilizzata anche dalla criminalità per rendere i tentativi di frode sempre più sofisticati e credibili. Per questo servono investimenti continui nella sicurezza, nella prevenzione e nell’informazione dei clienti».
FRODI DIGITALI: PIÙ DI 828 MILIONI RUBATI IN QUATTRO ANNI
DAL 2022 L’INCREMENTO È DEL 75,9%
SOLO NEL 2025 LE SOMME SOTTRATTE AUMENTANO DEL 17,4%

Meno casi, ma più soldi rubati. Nel 2025 le somme sottratte attraverso truffe online e frodi informatiche hanno raggiunto 269 milioni di euro, quasi 40 milioni in più rispetto ai 229,1 milioni del 2024, con un incremento del 17,4% in un solo anno. Un aumento che conferma una tendenza particolarmente negativa: dal 2022 al 2025 il valore economico delle frodi digitali è cresciuto di oltre 116 milioni di euro, passando da 152,9 milioni a 269,0 milioni, con un balzo del 75,9% in quattro anni.
La progressione delle somme sottratte è continua: 152,9 milioni nel 2022, 177,354 milioni nel 2023, 229,12 milioni nel 2024 e 269 milioni nel 2025. Complessivamente, nell’arco dei quattro anni, attraverso truffe online e frodi informatiche sono stati rubati oltre 828 milioni di euro. Il dato appare ancora più significativo se confrontato con l’andamento del numero dei casi. Nel 2025 gli episodi sono stati 27.085, sostanzialmente stabili rispetto ai 27.182 del 2024 segnando anche una lieve diminuzione, pari allo 0,4%. Dal 2022 i casi sono aumentati complessivamente di circa il 10%, mentre nello stesso periodo il denaro rubato è cresciuto del 75,9%.
DAL 2022 SOTTRATTI OLTRE 828 MILIONI DI EURO
La crescita del denaro sottratto attraverso truffe online e frodi informatiche non si arresta mai nell’intero periodo considerato. Dai 152,9 milioni di euro del 2022 si passa ai 177,3 milioni del 2023, per poi salire a 229,1 milioni nel 2024 e raggiungere il picco di 269 milioni nel 2025. Complessivamente, tra il 2022 e il 2025, sono stati sottratti oltre 828 milioni di euro, mentre in appena quattro anni il valore annuale delle somme rubate è aumentato di circa 116 milioni, pari al 75,9%. A rendere ancora più marcata la dimensione economica del fenomeno è il confronto con il numero delle frodi. Gli episodi passano da 24.623 nel 2022 a 26.931 nel 2023, raggiungono 27.182 nel 2024 e scendono leggermente a 27.085 nel 2025. Le somme sottratte, invece, crescono ogni anno senza mai registrare una diminuzione. Il 2025 fotografa con particolare evidenza questa dinamica: 97 casi in meno rispetto al 2024, ma quasi 40 milioni di euro in più rubati. A fronte di un numero di episodi sostanzialmente stabile, aumenta quindi il danno economico: sempre più denaro viene sottratto attraverso le frodi digitali, fino al record di 269 milioni di euro nel solo 2025.
IL CYBERCRIME NON SI MISURA PIÙ SOLTANTO CON IL NUMERO DEI CASI
Il numero dei casi, da solo, non restituisce più la reale dimensione economica delle frodi digitali. Nel 2025 gli episodi diminuiscono dello 0,4%, passando da 27.182 a 27.085, ma nello stesso anno le somme sottratte aumentano del 17,4%, raggiungendo 269 milioni di euro. Una dinamica che evidenzia come, anche in presenza di un numero di frodi sostanzialmente stabile, il danno economico continui ad aumentare sensibilmente. Il confronto con il 2022 rende ancora più evidente la distanza tra i due andamenti. In quattro anni il numero dei casi è cresciuto del 10%, mentre il denaro sottratto è aumentato del 75,9%, passando da 152,965 milioni a 269 milioni di euro. La crescita delle somme rubate è stata quindi oltre sette volte superiore, in termini percentuali, a quella degli episodi registrati. Il dato conferma che il peso economico delle frodi digitali sta aumentando molto più rapidamente della loro diffusione numerica. Nel valutare il fenomeno, quindi, non conta soltanto quanti casi vengono registrati, ma soprattutto quanto denaro viene sottratto.
INFRASTRUTTURE CRITICHE, ATTACCHI IN CALO MA MINACCIA RESTA ALTA

Sul fronte delle infrastrutture critiche, i dati del 2025 mostrano una riduzione degli attacchi informatici e degli alert diffusi, una dinamica diversa rispetto alla forte crescita del danno economico registrata per truffe online e frodi informatiche. Gli attacchi sono stati 9.250, contro gli 11.887 del 2024: 2.637 episodi in meno in un anno, pari a una diminuzione del 22,2%. Rispetto ai 12.825 attacchi del 2022, la contrazione raggiunge il 27,9%. La flessione riguarda anche gli alert diffusi, scesi da 59.373 nel 2024 a 49.400 nel 2025, con una riduzione del 16,8%. Il confronto con il 2022 è ancora più marcato: allora gli alert erano 112.271, più del doppio rispetto al dato del 2025, con una diminuzione complessiva del 56%. Il calo non cancella però la dimensione del fenomeno: nel solo 2025 sono stati comunque registrati oltre 9.000 attacchi alle infrastrutture critiche e quasi 50.000 alert. Il dato va quindi letto come una riduzione dell’attività rilevata rispetto ai livelli degli anni precedenti, non come un ridimensionamento del rischio cyber, che continua a interessare soggetti e sistemi strategici e richiede un livello elevato e costante di prevenzione, monitoraggio e protezione.
DUE DINAMICHE DIVERSE DEL RISCHIO INFORMATICO
I dati del 2025 delineano quindi due andamenti differenti. Sul fronte degli attacchi alle infrastrutture critiche, tutti gli indicatori considerati sono in diminuzione: calano gli attacchi nell’ultimo anno e rispetto al 2022 e si riduce fortemente anche il numero degli alert. Sul versante delle truffe online e delle frodi informatiche, invece, alla sostanziale stabilità del numero dei casi non corrisponde una riduzione del danno economico. Al contrario, le somme sottratte continuano ad aumentare e raggiungono 269 milioni di euro. Il rischio, dunque, si sposta sempre più dal numero degli episodi alla loro capacità di produrre danni economici.
SILEONI: «SERVIZI DIGITALI, IMPORTANTE TUTELARE IL RAPPORTO TRA BANCA E CLIENTE»
«I dati mostrano un fenomeno che sta cambiando: il numero dei casi non cresce, ma aumenta in maniera significativa il denaro sottratto. Non possiamo quindi misurare il rischio delle truffe online soltanto contando gli episodi. La tecnologia offre enormi opportunità, ma può essere utilizzata anche dalla criminalità per rendere i tentativi di frode sempre più sofisticati e credibili. Per questo servono investimenti continui nella sicurezza, nella prevenzione e nell’informazione dei clienti. C’è però un punto sul quale dobbiamo riflettere: più aumenta la digitalizzazione dei servizi bancari, più diventa importante non lasciare solo il cliente davanti alla tecnologia. Il rapporto diretto con la propria banca può rappresentare un presidio importante di prevenzione e tutela. Davanti a una richiesta anomala, a un investimento sospetto o alla pressione a trasferire rapidamente del denaro, rivolgersi al proprio gestore o alla propria filiale prima di effettuare un’operazione può essere decisivo. La professionalità e l’esperienza delle lavoratrici e dei lavoratori bancari costituiscono un punto di riferimento importante per la clientela, soprattutto di fronte a rischi sempre più sofisticati. La trasformazione digitale delle banche non può essere costruita soltanto sulla tecnologia e sulla riduzione dei costi. Deve tenere insieme innovazione, sicurezza e qualità della relazione con la clientela. La tutela del risparmio passa da sistemi tecnologici sempre più evoluti, ma anche dalla professionalità delle persone che lavorano nelle banche. Per questo il fattore umano non è un elemento del passato da superare: è parte della sicurezza del sistema bancario anche nell’era digitale» commenta il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

