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FABI ASCOLI PICENO, IL FATTORE UMANO AL CENTRO DELLA BANCA CHE CAMBIA
Al congresso della struttura provinciale, riconfermato alla guida Giammatteo Donati. Innovazione, intelligenza artificiale e trasformazione del settore: la Fabi rilancia la centralità di lavoratori e territori. Presidente dell’assise Antonella Sboro, coordinatrice del gruppo Bper e componente del Cdc.
Governare la trasformazione del settore bancario, accompagnando innovazione e nuove tecnologie senza perdere di vista lavoratori, clientela e territori. È questo il messaggio centrale emerso dal congresso della Fabi di Ascoli Piceno, che ha confermato alla guida della struttura provinciale il coordinatore uscente, Giammatteo Donati. A presiedere l’assise, Antonella Sboro, coordinatrice del gruppo Bper e componente del Cdc.
Nel suo intervento, Donati ha tracciato un quadro delle profonde trasformazioni che stanno attraversando il settore bancario, soffermandosi sugli effetti della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e dei processi di concentrazione. Cambiamenti che, soprattutto nei territori periferici e nelle aree interne, stanno modificando il rapporto tra banche, lavoratori, imprese e comunità locali.
Particolarmente significativo il quadro delle Marche. Negli ultimi vent’anni, secondo i dati della Banca d’Italia richiamati durante il congresso, le banche con sede legale nella regione si sono dimezzate, passando da 30 a 15. Tra il 2017 e il 2025, inoltre, i dipendenti bancari sono scesi da 8.192 a 4.713, con una contrazione del 42%, a fronte di una media nazionale del 10%. Nello stesso periodo gli sportelli sono passati da 904 a 585, con una riduzione del 34%.
Una trasformazione che la Fabi ha accompagnato tutelando l’occupazione e gestendo le uscite esclusivamente su base volontaria attraverso il Fondo di sostegno all’esodo, evitando licenziamenti e negoziando meccanismi di ricambio generazionale.
Il fenomeno assume caratteristiche particolarmente rilevanti nelle province di Ascoli Piceno e Fermo: dei 73 comuni complessivi, 38 hanno meno di 1.500 abitanti e 32, pari al 44%, sono oggi privi di uno sportello bancario. Una situazione che incide soprattutto sulle fasce della popolazione meno abituate o meno attrezzate a utilizzare i servizi digitali, oltre che su pensionati, piccoli artigiani, commercianti e lavoratori autonomi.
Da qui la necessità di governare il cambiamento conciliando innovazione, sostenibilità economica e vicinanza alle comunità locali. Un percorso che, secondo quanto emerso dal congresso, deve procedere insieme al rilancio delle aree interne, attraverso infrastrutture, servizi e incentivi capaci di favorirne lo sviluppo e il ripopolamento.
La sfida è dunque accompagnare l’evoluzione della banca e dei suoi modelli organizzativi, facendo in modo che tecnologia e digitalizzazione rimangano strumenti al servizio delle persone. «Il nostro obiettivo è mettere a servizio del fattore umano lo sviluppo della digitalizzazione in ambito bancario e non viceversa», ha sottolineato Donati nel corso dell’intervento. Un principio che riguarda tanto i dipendenti quanto la clientela e che trova spazio anche nelle rivendicazioni contrattuali della Fabi, dall’incremento salariale alla riduzione dell’orario di lavoro fino all’aumento dei giorni di ferie.
Proprio al valore della contrattazione e alla necessità di governare le trasformazioni in atto nel settore si è richiamata la coordinatrice, Antonella Sboro, che ha portato al congresso il saluto della segreteria nazionale, impegnata nella stessa giornata nelle trattative per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro. Riprendendo i numerosi temi emersi nel corso del dibattito, Sboro ha sottolineato il ruolo del contratto nazionale quale presidio dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del credito, soprattutto in una fase in cui l’intelligenza artificiale non rappresenta più uno scenario futuro, ma una realtà già presente nel settore bancario.
«L’impatto dell’intelligenza artificiale suscita preoccupazioni e richiede di essere governato. La Fabi continuerà a vigilare affinché questo cambiamento avvenga nel rispetto delle lavoratrici, dei lavoratori e dei territori», ha sottolineato Antonella Sboro, richiamando poi il valore del credito cooperativo e la sua forte vocazione di prossimità. «La presenza delle banche di credito cooperativo rappresenta un presidio importante per le comunità locali e si integra con quella degli istituti nazionali del mondo Abi. Il territorio di Ascoli Piceno ne è una testimonianza concreta».
Segreteria provinciale
Coordinatore – Giammatteo Donati
Amministrativo – Mario Napolitani
Fabio Maravalli
Agostino De Rubertis
Gianmarco Asoli
Ascoli Piceno, 25 settembre 2026






