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FABI MONZA: «INTELLIGENZA ARTIFICIALE E NUOVE PROFESSIONALITÀ, LE SFIDE PER IL LAVORO IN BANCA»
Il cambiamento delle banche, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e la necessità di rafforzare tutele e professionalità. Sono stati questi alcuni dei temi al centro del Congresso provinciale della Fabi di Monza, appuntamento che ha riunito dirigenti sindacali, delegati e rappresentanti del mondo del lavoro e dell’impresa per fare il punto sull’attività svolta negli ultimi quattro anni e tracciare le priorità per il futuro.
Ad aprire i lavori è stato il segretario generale, Lando Maria Sileoni, che ha richiamato la centralità del rinnovo del contratto nazionale in una fase di profondo cambiamento del settore bancario. «Dobbiamo rinnovarlo prima che i nuovi piani industriali e le trasformazioni in corso nei gruppi bancari cambino ulteriormente il settore. C’è un mondo che sta cambiando e dobbiamo gestire questo cambiamento tutelando le persone», ha sottolineato Sileoni, ricordando che operazioni straordinarie, nuovi modelli organizzativi e intelligenza artificiale stanno già incidendo sull’organizzazione del lavoro e sulle professionalità.
A seguire, l’intervento a nome della segreteria uscente, di Fulvio Costanzo, che ha ripercorso un quadriennio segnato da profonde trasformazioni economiche, sociali e organizzative. Un periodo iniziato all’uscita dalla pandemia e proseguito con cambiamenti sempre più rapidi nel settore del credito, che hanno chiamato il sindacato a confrontarsi non soltanto con le problematiche quotidiane nei luoghi di lavoro, ma anche con l’evoluzione delle professionalità, la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e la progressiva riduzione della presenza bancaria sui territori. Al centro della relazione anche la necessità di accompagnare l’innovazione senza perdere di vista la qualità del lavoro e il valore delle competenze. Formazione, tutela delle professionalità e presenza sindacale restano strumenti essenziali per affrontare un settore nel quale stanno cambiando mansioni, modelli organizzativi e modalità di relazione con la clientela.
Spazio poi a due tavole rotonde, moderate da Frediano Finucci, caporedattore Economia-Esteri del Tg La7. Alla prima hanno partecipato Daniele Chapellu, docente di diritto del lavoro all’Università Cattolica di Milano, Giovanni Colombo, scrittore e saggista, e Luciana Ciceri, imprenditrice e presidente di API. La seconda, dedicata più direttamente al credito cooperativo, ha visto il confronto con Roberto Morelli, direttore generale BCC Barlassina, Massimo Gafforelli, vicedirettore generale e responsabile Area Crediti BCC Carate, Piergiuseppe Mazzoldi, segretario coordinatore Fabi Iccrea, e Domenico Mazzucchi, segretario coordinatore Fabi CCB.
Nel corso del confronto, Sileoni ha richiamato il valore sociale delle Bcc e il loro legame con il territorio, sottolineandone la capacità di restare vicine a famiglie e piccole e medie imprese anche nei momenti di difficoltà. «Hanno nel loro Dna la capacità di conoscere la storia di un cliente o di un’impresa e di dare il tempo per rialzare la testa».
Sileoni è tornato anche sull’intelligenza artificiale, destinata a creare nuove attività e professionalità che dovranno trovare riconoscimento nella contrattazione aziendale e nazionale. «È una rivoluzione totale», ha sottolineato, osservando che la portata del cambiamento non è ancora pienamente percepita.
I lavori del congresso sono proseguiti con le votazioni per l’elezione dei nuovi organismi provinciali.
Monza, 29 settembre 2026











