FABI PADOVA: AL CONGRESSO LE SFIDE DEL CREDITO TRA INNOVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL FATTORE UMANO

I lavori dell’appuntamento sindacale veneto mettono al centro del dibattito la forza economica del territorio, la transizione tecnologica e la tutela degli organici, con focus su proselitismo, benessere lavorativo, rinnovo contrattuale e presidio di prossimità.

FABI PADOVA: AL CONGRESSO LE SFIDE DEL CREDITO TRA INNOVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL FATTORE UMANO

La salvaguardia dell'occupazione, l'impatto della digitalizzazione e la centralità della relazione umana nel settore creditizio sono stati i temi portanti del congresso della Fabi di Padova. Un incontro fondamentale per analizzare le dinamiche bancarie della provincia e riaffermare la leadership dell'organizzazione sindacale in vista dei prossimi appuntamenti di categoria, a partire dalle sfide per il rinnovo del contratto nazionale e verso l'appuntamento del congresso nazionale.

All’evento ha preso parte il segretario nazionale della Fabi, Giuliano Xausa, che ha rimarcato l’importanza cruciale del proselitismo come motore di crescita per l’organizzazione. Xausa ha evidenziato la grande capacità e la visione lungimirante che da sempre contraddistinguono l’azione della Fabi, sottolineando inoltre la centralità strategica del contratto collettivo nazionale di lavoro come strumento imprescindibile per tutelare i diritti, la dignità professionale e il potere d’acquisto di tutti i bancari. Durante il congresso è stato ricordato come la Fabi si confermi forza guida nel settore anche grazie all’eccellente e incisivo lavoro di comunicazione strategica svolto su tutta la stampa a livello nazionale.

A tracciare il quadro della realtà creditizia ed economica padovana è stato il coordinatore provinciale della Fabi di Padova, Emanuele De Marchi: «Padova esprime una vitalità economica di primo piano, sorretta da oltre novantamila aziende prevalentemente di micro e piccola dimensione e da un export che ha superato i 13 miliardi di euro. Le piccole realtà produttive cercano un dialogo diretto con le banche e preferiscono interlocutori capaci di offrire una relazione umana anziché risposte automatizzate o legate a rigidi algoritmi. In questo scenario, le banche di credito cooperativo e i piccoli e medi istituti mantengono un ruolo fondamentale di prossimità, affiancando l’imprenditoria locale e una popolazione giovanile molto dinamica».

«Tuttavia, la presenza fisica degli istituti ha subito profonde trasformazioni, con oltre ventimila residenti che oggi si trovano privi di un punto di contatto bancario diretto», ha spiegato il coordinatore della Fabi di Padova. «Nel giro di un decennio l’organico complessivo del settore sul territorio ha visto una contrazione di oltre 1.200 unità tra pensionamenti ed esodi non rimpiazzati, portando gli addetti a circa 3.700. Ma ancora – ha osservato De Marchi – la riduzione del personale e il conseguente aumento dei carichi operativi si avvertono quotidianamente nelle agenzie, dove i colleghi affrontano anche una forte spinta verso il raggiungimento dei target di vendita».

«Il compito principale della Fabi è difendere la dignità del lavoro e garantire la serenità all’interno delle strutture», ha continuato De Marchi. «L’aumento delle sollecitazioni commerciali rischia di appesantire il clima quotidiano e alterare il rapporto di fiducia con la clientela, che deve invece basarsi sulla trasparenza della consulenza. La qualità del servizio bancario e la tutela della salute nei luoghi di lavoro – ha sottolineato il coordinatore – devono restare al centro di ogni strategia aziendale».

«La fiducia di oltre 2.500 iscritti premia la costante presenza della nostra organizzazione e la continuità dei servizi offerti. La forza della Fabi – ha concluso De Marchi – sta proprio nella capacità di essere un punto di riferimento sicuro, umano e sempre accessibile, per affrontare insieme le trasformazioni del settore, promuovere il ricambio generazionale e riaffermare il valore sociale della professione al servizio della comunità padovana».

La giornata è proseguita con i numerosi interventi e il dibattito che ha visto la partecipazione attiva dei dirigenti locali. Al termine del confronto e delle domande della platea, è stato espresso unanime e forte apprezzamento per il lavoro svolto dalla segreteria nazionale e dal segretario generale. I lavori congressuali si sono chiusi con le votazioni per eleggere la nuova squadra della segreteria locale.

Segreteria provinciale:

De Marchi Emanuele (segretario coordinatore)
Laveder Mattia (segretario amministrativo).
Cucco Donato (segretario coordinatore aggiunto)
Milani Marco
Zanetti Francesco

Padova, 29 settembre 2026