FABI MACERATA, IL CAMBIAMENTO SI GOVERNA PARTENDO DALLE PERSONE

Il valore delle persone, la tutela del lavoro e il legame con il territorio al centro del XXII congresso provinciale del Sab marchigiano. La Fabi, che rappresenta circa la metà dei bancari della provincia, guarda alle sfide dell’innovazione forte della propria storia e della presenza costruita negli anni. Ai lavori partecipa il segretario generale aggiunto Mattia Pari.

FABI MACERATA, IL CAMBIAMENTO SI GOVERNA PARTENDO DALLE PERSONE

Una storia lunga quasi ottant’anni e lo sguardo rivolto alle trasformazioni che stanno ridisegnando il mondo bancario. Il XXII Congresso provinciale della Fabi di Macerata riunisce dirigenti sindacali, delegati e iscritti per fare il punto sul lavoro svolto e definire le priorità dei prossimi quattro anni, in una fase di profondi cambiamenti per il settore del credito e per il territorio.

A delineare il quadro è il coordinatore provinciale Loris Grifi, che nella relazione introduttiva parte dalle profonde trasformazioni in corso nel settore del credito per concentrarsi sulle ricadute nel Maceratese. Al centro, la progressiva riduzione della rete bancaria, l’occupazione, il rapporto con famiglie e imprese e le nuove sfide poste dalla trasformazione tecnologica. Un cambiamento che, sottolinea Grifi, deve essere governato mantenendo al centro le persone e il ruolo del sindacato.

I numeri richiamati nella relazione restituiscono la dimensione del fenomeno: gli sportelli bancari della provincia passano dai 191 di fine 2017 ai 118 di fine 2025. Solo nell’ultimo anno ne vengono chiusi sette, mentre anche l’occupazione continua a ridursi: dai 1.270 dipendenti del 2017 ai 947 registrati nell’ultimo dato disponibile. Riduzioni gestite attraverso pensionamenti ed esodi volontari, ma che si traducono in organici sempre più contenuti, maggiori carichi di lavoro e continui spostamenti per i lavoratori.

Una situazione che assume un peso ancora maggiore nelle aree interne del Maceratese, già segnate dal terremoto e impegnate nel processo di ricostruzione. In questo contesto, la presenza del credito diventa un elemento essenziale per sostenere piccole e medie imprese, artigianato, agricoltura e giovani famiglie.

Il congresso pone l’accento anche su una contraddizione che emerge dai dati economici del territorio: mentre la raccolta bancaria nelle Marche resta consistente, i finanziamenti alle imprese diminuiscono dell’1,4%, con una flessione che arriva al 7% per le piccole imprese maceratesi. Per la Fabi, occorre quindi mantenere forte il rapporto tra risparmio, credito ed economia reale, evitando che la riorganizzazione delle reti allontani ulteriormente le banche dalle comunità locali.

Accanto al territorio, al centro del confronto c’è la trasformazione digitale: l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei processi e nell’organizzazione del lavoro bancario apre nuove opportunità, ma pone anche il tema delle tutele e delle competenze. La posizione espressa nella relazione è chiara: l’innovazione non va fermata, ma governata mettendo al centro le persone. L’intelligenza artificiale non può tradursi in nuovi tagli occupazionali e la formazione deve diventare lo strumento principale per accompagnare lavoratrici e lavoratori verso le nuove professionalità richieste dal settore.

In questo scenario, la Fabi consolida la propria presenza nella provincia: a Macerata il sindacato rappresenta circa il 50% dei lavoratori bancari, mentre negli ultimi quattro anni il Sab ha puntato sul rinnovamento dei quadri sindacali, sulla presenza femminile e sui giovani, affiancando le nuove energie all’esperienza dei dirigenti con maggiore esperienza.

Alla giornata di lavori partecipa, in rappresentanza della segreteria nazionale, il segretario generale aggiunto Mattia Pari, che allarga il confronto allo scenario nazionale, soffermandosi sulle trasformazioni che stanno attraversando il settore bancario, sulle ricadute per lavoratrici e lavoratori e sulle principali sfide che attendono il sindacato. Al centro del suo intervento la trattativa per il rinnovo dei contratti nazionali di settore.

Il confronto congressuale si arricchisce dei numerosi interventi dei dirigenti e delegati presenti. Dal dibattito emerge come i risultati raggiunti siano il frutto di un lavoro costruito sulla formazione costante, sulla vicinanza quotidiana alle colleghe e ai colleghi e, soprattutto, sulla collaborazione tra tutti i Sab delle Marche: una sinergia che rafforza la presenza della Fabi sul territorio regionale e consente di condividere esperienze, competenze e risposte alle trasformazioni che interessano il settore. A testimoniare questo legame, la presenza al congresso dei rappresentanti degli altri Sab marchigiani. Presenti inoltre delegazioni dei Sab dell’Emilia-Romagna oltre ad esponenti di associazioni e organizzazioni sindacali del territorio, segno di un confronto che si estende al tessuto sociale e professionale locale.

Il congresso maceratese guarda così ai prossimi quattro anni con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la presenza della Fabi nelle banche e sul territorio, tutelare l’occupazione e la qualità del lavoro e accompagnare le trasformazioni del settore senza lasciare indietro le persone. Una storia iniziata nel 1948 che continua oggi con la stessa scelta di fondo: essere vicini ai lavoratori, interpretare il cambiamento e trasformarlo in nuove tutele, nuove competenze e nuove opportunità.

Civitanova Marche, 3 ottobre 2026