FABI BOLOGNA, UNA NUOVA ROTTA PER IL FUTURO DEL LAVORO
Al XXIII congresso provinciale il coordinatore Davide Natale traccia il bilancio della crescita della struttura e indica le sfide del settore bancario, tra intelligenza artificiale, contrattazione e risiko. Presente il segretario generale aggiunto Mattia Pari.
Una struttura che cresce, rafforza la propria presenza sul territorio e guarda alle trasformazioni del settore bancario con l’obiettivo di tutelare occupazione, professionalità e diritti. È il quadro emerso dal XXIII congresso provinciale della Fabi di Bologna, che ha visto la partecipazione del segretario generale aggiunto, Mattia Pari. Al centro dei lavori, la relazione del coordinatore Davide Natale, che ha ripercorso la crescita della struttura bolognese e affrontato le principali sfide che attendono il mondo del credito.
Un percorso che Natale ha raccontato attraverso l’intelligenza artificiale, i nuovi modelli organizzativi, le operazioni di aggregazione bancaria e la contrattazione collettiva.
«Il settore bancario sta vivendo una fase di cambiamenti profondi e il nostro compito è fare in modo che nessuno li subisca passivamente. Dobbiamo pretendere formazione, trasparenza, nuove competenze e una contrattazione capace di accompagnare l’innovazione. Perché il progresso tecnologico deve diventare anche progresso sociale», ha sottolineato Natale.
Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo del contratto nazionale, considerato uno strumento fondamentale per garantire salari, tutele, professionalità e qualità della vita. Una contrattazione chiamata a evolversi insieme al lavoro, affrontando anche le questioni legate alle nuove tecnologie, al welfare e all’organizzazione delle attività bancarie.
Nel suo intervento, Natale si è soffermato anche sul risiko bancario e sulle conseguenze delle operazioni di fusione e acquisizione. Il coordinatore ha ribadito che le strategie industriali devono tenere conto non soltanto degli equilibri societari, ma anche dell’occupazione, delle competenze e del rapporto tra banche e territori. La crescita dimensionale degli istituti, ha evidenziato, non può essere considerata di per sé un risultato positivo se non si accompagna alla valorizzazione del lavoro e al sostegno dell’economia reale.
Accanto alle sfide nazionali, il congresso ha rappresentato l’occasione per fare il punto sull’attività della struttura bolognese, che ha raggiunto quota 3.500 iscritti, registrando una crescita sia nel perimetro Abi sia in quello del credito cooperativo. Un risultato che conferma il radicamento della Federazione sul territorio e il lavoro svolto quotidianamente dai rappresentanti sindacali.
«Abbiamo raggiunto un traguardo importante, ma il nostro obiettivo non è soltanto crescere nei numeri. Vogliamo continuare a essere un punto di riferimento concreto per le colleghe e i colleghi, capace di ascoltare, rappresentare e dare risposte».
Prima delle votazioni per l’elezione dei delegati che parteciperanno al prossimo congresso nazionale della Fabi, in programma a gennaio 2027, ha preso la parola il segretario generale aggiunto, Mattia Pari, che ha tracciato un quadro delle trasformazioni in atto nel settore bancario, soffermandosi sulla crescita delle nuove realtà digitali, sulle prospettive del rinnovo del contratto nazionale e sulla necessità di rafforzare gli strumenti di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.
«Il settore bancario sta attraversando una fase di profonda trasformazione, caratterizzata dall’affermazione di nuovi modelli organizzativi e dalla crescita delle banche digitali. In questo scenario, la contrattazione deve continuare a rappresentare lo strumento fondamentale per governare il cambiamento, tutelare l’occupazione e valorizzare le professionalità. La sfida che abbiamo davanti è ampliare progressivamente gli ambiti della contrattazione, anche attraverso una riduzione delle esternalizzazioni, per riportare al centro del sistema bancario il lavoro, le competenze e i diritti delle persone», ha sottolineato Pari.
Bologna, 13 ottobre 2026




