FABI PESARO-URBINO, DIFENDERE IL CREDITO NEI TERRITORI E IL VALORE DEL LAVORO

Al congresso provinciale l’intervento del segretario generale aggiunto Mattia Pari, che richiama alla necessità di governare il cambiamento mettendo al centro la persona e la dignità del lavoro.

FABI PESARO-URBINO, DIFENDERE IL CREDITO NEI TERRITORI E IL VALORE DEL LAVORO

«Il settore bancario sta attraversando una fase di profonda riorganizzazione, ma la linea politica della Fabi rimane ferma: le trasformazioni in atto e le nuove aggregazioni vanno governate tutelando la dignità del lavoro, la qualità dell'occupazione e la funzione sociale del credito. Non consentiremo che i cambiamenti diventino un pretesto per abbandonare le comunità locali o per intensificare il controllo sui colleghi: la credibilità e la solidità delle banche si fondano unicamente sul valore umano e sulla professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori».

Con queste parole il segretario generale aggiunto della Fabi, Mattia Pari, presente ai lavori del congresso provinciale di Pesaro e Urbino, ha tracciato le priorità della linea sindacale nazionale di fronte alle complesse sfide che attendono la categoria.

Un messaggio chiaro, risuonato al centro del dibattito congressuale in una fase storica segnata da spinte riorganizzative e da fusioni che rischiano di allontanare gli istituti dall’economia reale e dai bisogni concreti di famiglie e imprese. Il confronto tra i delegati ha messo a fuoco la realtà di una provincia a forte vocazione manifatturiera e distrettuale, dove il legame tra tessuto produttivo di piccole e medie imprese e sistema bancario è storicamente essenziale per trasformare il risparmio locale in investimenti per la crescita.

A tracciare il bilancio locale è stato il coordinatore Paolo Palazzi, evidenziando il prezzo pagato dal territorio nell’ultimo quadriennio in termini di presenza bancaria e occupazione: «I numeri fotografano una situazione critica: tra il 2021 e il 2025 gli sportelli attivi nella nostra provincia sono scesi da 187 a 151, con ben 8 comuni rimasti senza alcun presidio, passando da 43 a 35 realtà servite. Nello stesso arco temporale la forza lavoro è calata da 1.389 a 1.214 unità, con una perdita di 175 posti di lavoro, mentre il credito cooperativo ha mantenuto invariato il proprio radicamento con 62 sportelli».

«Questa contrazione penalizza in particolare i piccoli comuni e le aree periferiche, creando disagi alle famiglie non digitalizzate e alle piccole imprese», ha sottolineato Palazzi. «Con le ulteriori aggregazioni bancarie all’orizzonte, la vera sfida non è opporsi a prescindere all’innovazione, ma fare in modo che essa sollevi i colleghi dai compiti burocratici e ripetitivi per restituire tempo di qualità alla consulenza e alla relazione con famiglie e imprese. Rifiutiamo con forza modelli basati su continue pressioni commerciali e controlli asfissianti: redditività ed efficienza non possono poggiare su tagli lineari del personale, ma sulla valorizzazione delle competenze umane».

Il congresso ha evidenziato la solidità e il radicamento della Fabi sul territorio, dove l’organizzazione rappresenta oggi i due terzi della popolazione bancaria provinciale, con oltre 1.100 adesioni complessive tra lavoratori attivi (550 nel comparto Abi e 250 nel Credito Cooperativo) e pensionati. Un presidio reso ancora più forte dall’acquisizione della nuova sede sindacale, punto di riferimento per le tutele contrattuali, previdenziali e fiscali.

A conclusione dei lavori congressuali e del dibattito, l’assemblea ha eletto i nuovi organismi statutari provinciali, affidando a Paolo Palazzi la guida della Fabi di Pesaro e Urbino per il nuovo mandato.

Segreteria SAB PESARO

Paolo Palazzi (segretario coordinatore)
Michele Desideri (segretario coordinatore aggiunto)
Mauro Marinucci (segretario amministrativo)
Michele Gentile
Stefano Pagnini
Luca Angelucci
Raffaele Nardozza
Giuseppe Imperio

Pesaro, 15 ottobre