FABI TARANTO, BANCHE SEMPRE PIÙ DIGITALI MA LE PERSONE FANNO LA DIFFERENZA

Al XII congresso provinciale riconfermato il coordinatore Enrico Surico. Intelligenza artificiale, trasformazioni del settore bancario e tutela delle professionalità al centro dei lavori. Centrale il ruolo della contrattazione per un’innovazione al servizio dei lavoratori.

FABI TARANTO, BANCHE SEMPRE PIÙ DIGITALI MA LE PERSONE FANNO LA DIFFERENZA

È Taranto la tappa pugliese del percorso dei congressi provinciali della Fabi, chiamati a eleggere le segreterie delle strutture territoriali che guideranno la Federazione nei prossimi quattro anni e i delegati al congresso nazionale in programma a Roma nel gennaio 2027. Al centro del XII congresso provinciale, che ha confermato Enrico Surico alla guida della struttura, le profonde trasformazioni del settore bancario, le nuove sfide poste dall’intelligenza artificiale e la necessità di rafforzare il ruolo del sindacato nella tutela delle lavoratrici e dei lavoratori.

“Il futuro si costruisce insieme” è il messaggio che ha accompagnato la relazione di Surico, un richiamo alla partecipazione, alla responsabilità collettiva e al valore della rappresentanza sindacale in una fase di cambiamenti che stanno ridisegnando organizzazione del lavoro, professionalità e rapporti tra banche e dipendenti.
Nel suo intervento, il coordinatore ha tracciato un quadro delle trasformazioni che hanno interessato il sistema del credito negli ultimi anni. Fusioni, riorganizzazioni, digitalizzazione e riduzione degli organici hanno modificato profondamente l’attività bancaria, mentre l’aumento dei carichi di lavoro e delle pressioni commerciali ha reso sempre più complessa la quotidianità dei dipendenti. Una situazione che, secondo Surico, impone una riflessione sul modello organizzativo delle banche, soprattutto alla luce degli importanti risultati economici conseguiti dal settore.

«Le banche hanno realizzato utili straordinari, ma non possiamo limitarci a guardare i bilanci senza considerare le conseguenze che i cambiamenti producono sulle persone. Il futuro non si costruisce aumentando pressioni e controlli, ma creando condizioni di fiducia, valorizzando le competenze e riconoscendo il contributo di chi ogni giorno garantisce risultati alle aziende. È proprio nei momenti di maggiore successo che bisogna avere il coraggio di investire sulle persone e sulla qualità del lavoro», ha sottolineato Surico.

Ampio spazio è stato dedicato all’intelligenza artificiale e alle conseguenze della sua progressiva introduzione nei processi bancari. Una trasformazione che offre nuove opportunità, ma che porta con sé anche il rischio di una crescente standardizzazione delle attività, di un controllo sempre più pervasivo sui lavoratori e di una perdita di autonomia professionale.

Particolare attenzione è stata rivolta al rapporto tra tecnologia e competenze. L’utilizzo degli algoritmi, se non accompagnato da adeguati percorsi formativi e da regole condivise, rischia infatti di ridurre il ruolo del bancario a quello di semplice esecutore di procedure, impoverendo un patrimonio di esperienza, capacità di giudizio e conoscenza del territorio che rappresenta uno degli elementi fondamentali della professione.

«L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento al servizio del lavoro, non un mezzo per comprimere gli organici o aumentare il controllo sulle persone. Dobbiamo essere protagonisti di questa trasformazione, chiedendo formazione adeguata, trasparenza nell’utilizzo degli algoritmi e garanzie per l’autonomia professionale. Nessuna tecnologia può sostituire l’esperienza, la capacità di ascolto e il rapporto di fiducia che un bancario costruisce ogni giorno con i clienti. La vera sfida è governare l’innovazione, non subirla» ha evidenziato il coordinatore.

Centrale, dunque, il ruolo della contrattazione e della rappresentanza sindacale, strumenti indispensabili per accompagnare l’evoluzione del settore e impedire che il progresso tecnologico si traduca in nuove disuguaglianze. Una responsabilità che coinvolge aziende, lavoratori, sindacato e istituzioni, chiamati a costruire un modello bancario nel quale efficienza e innovazione procedano insieme alla tutela dell’occupazione, delle competenze e della dignità professionale.

Un impegno che riguarda anche il lavoro quotidiano della struttura provinciale di Taranto, chiamata a rafforzare la propria presenza accanto ai colleghi, capire e gestire le esigenze e trasformare le difficoltà individuali in risposte collettive. Perché «il sindacato non deve limitarsi a denunciare i problemi, ma contribuire come abbiamo sempre fatto, e continueremo a fare, a individuare soluzioni concrete, facendo della partecipazione e della vicinanza ai lavoratori i punti di forza della propria azione» ha sottolineato Surico.

La giornata è proseguita con gli interventi dei dirigenti presenti ai lavori, che hanno portato il loro contributo al dibattito congressuale.

Segreteria SAB Taranto

Segretario coordinatore, Surico Enrico
Segretario amministrativo, Fanelli Francesco
Pignalosa Francesco
Savino Giovanna

Taranto, 15 ottobre 2026